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Ludes, il Centro al governo: quanti tirocinanti e dove

Interrogazione parlamentare di Isabella, Cotti e Corti

Quanti studenti dell’istituto universitario professionale Ludes di Lugano hanno svolto, negli ultimi cinque anni, tirocini in strutture sanitarie ticinesi? In quali tipologie di struttura, per quante ore complessive e sotto quali criteri di supervisione e controllo della qualità? È una serie di domande, sul tema della fisioterapia in Ticino, poste al Consiglio di Stato dai tre deputati del Centro Claudio Isabella (primo firmatario), Giuseppe Cotti e Alessandro Corti.

“Il sito di L.U.De.S. – si rileva nell’interrogazione – presenta a Lugano un Bachelor in Physiotherapy della durata di quattro anni e 240 Ects, erogato nell’ambito di un programma della Semmelweis University. Il titolo è rilasciato dall’ateneo ungherese e il percorso comprende oltre 1’500 ore di tirocinio”. Per il corso in italiano, il sito “indica un limite massimo di 120 posti all’anno”. In un recente servizio della Rsi, scrivono i tre granconsiglieri, la direttrice dell’area delle professioni sanitarie di Ludes “ha tuttavia precisato che l’offerta complessiva, considerando i percorsi in italiano e in francese, raggiunge 240 posti annui, sebbene questi non vengano interamente occupati”. La distinzione, si sostiene nell’atto parlamentare, “è importante”. I posti offerti, gli studenti effettivamente iscritti, i diplomati e i professionisti che successivamente esercitano in Ticino “rappresentano realtà diverse. A titolo di confronto, il Bachelor Supsi in fisioterapia dispone di 32 posti annui e prevede un esame di graduatoria”. La sola capacità formativa teorica “non permette quindi di misurare l’impatto sul sistema sanitario cantonale”.

Stando allo stesso servizio dell’emittente di Comano, è stato dichiarato che “tra il 2019 e il 2026, Ludes avrebbe formato circa 470 fisioterapisti, ai quali potrebbero aggiungersi altri 29 diplomati nel novembre 2026. La successiva ripartizione indicata comprende tuttavia 246 diplomati italiani, 267 francesi e 10 svizzeri: numeri che, sommati, raggiungono 523 persone”. La differenza, si osserva nell’interrogazione, potrebbe dipendere da periodi o criteri di conteggio diversi, ma “rende necessario disporre di dati disaggregati e confrontabili”. È stato inoltre affermato, annotano ancora i firmatari dell’atto parlamentare, che “tutti i diplomati francesi sarebbero rientrati in Francia e che 28 diplomati italiani avrebbero dichiarato di lavorare in Svizzera”. Questi elementi “suggeriscono la dimensione internazionale della scuola e invitano a non sovrapporre automaticamente il numero dei diplomati all’offerta sanitaria ticinese. Rimane però da stabilire quanti abbiano ottenuto il riconoscimento professionale svizzero, quanti siano effettivamente attivi nel nostro cantone e secondo quale forma professionale”. Non solo: “Occorre altresì distinguere con precisione il titolo rilasciato dalla Semmelweis University, il suo riconoscimento professionale da parte della Croce Rossa Svizzera, l’autorizzazione cantonale all’esercizio e l’accreditamento istituzionale di Ludes”. Quest’ultima, ricordano Isabella, Cotti e Corti, “è attualmente indicata dal Cantone tra gli enti universitari in via di accreditamento e beneficia di un’autorizzazione provvisoria alla denominazione ‘Istituto Universitario Professionale’ fino al 2 luglio 2027”.

Non va poi dimenticato che il Consiglio di Stato ha annunciato un censimento della fisioterapia ticinese, un settore nel quale “la spesa cresce più rapidamente della media nazionale e l’offerta assume forme sempre più diverse: studi individuali, organizzazioni, reti professionali, centri fitness e modelli commerciali o in franchising”. Ragion per cui “conoscere quanti professionisti vengono formati, riconosciuti e assorbiti dal territorio diventa parte della medesima fotografia”, si evidenzia nell’atto parlamentare.

Oltre a una serie di domande puntuali su Ludes e fisioterapia, Isabella e colleghi chiedono al governo quando inizierà e si concluderà il censimento da lui annunciato e in quale modo intenda utilizzare i dati del censimento “nella definizione delle future misure riguardanti autorizzazioni, vigilanza, qualità e distribuzione territoriale dell’offerta fisioterapica”. Inoltre: “La futura pianificazione ambulatoriale cantonale a seguito dell’introduzione di Efas nel 2028 in quale modo terrà conto del risultato del censimento e sarà utile a frenare l’evidente sovraofferta in questo ambito a spese della assicurazione malattia di base (e quindi della collettività)?”.

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2026-10-27T07:00:00.0000000Z

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