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Nuovo calcolo delle rette, dubbi su chi pagherà di più

Il Dss vuole escludere la sostanza immobiliare. Ivo Durisch (Ps) chiede come sarà colmato il disavanzo senza chiamare Cantone e Comuni alla cassa

A.MA./GAG

Dopo l’anticipazione di De Rosa sulla proposta di non considerare la sostanza immobiliare arrivano le domande. Durisch: ‘La parità di trattamento sarebbe rispettata?’.

“Se il risultato alla fine deve essere finanziariamente neutro, come affermato dal direttore del Dipartimento sanità e socialità, ci si chiede chi colmerà le mancate entrate che si verranno necessariamente a creare. Il Cantone, che non ha previsto nulla nel Preventivo 2026? I Comuni, che da nostre informazioni non hanno previsto nulla nei loro preventivi 2026? Oppure gli ospiti senza sostanza immobiliare, attraverso un aumento delle rette dopo i primi due anni di ‘grazia’?”. Scattano le domande – in questo caso contenute in un’ interpellanza firmata dal capogruppo socialista in Gran Consiglio Ivo Durisch – dopo quanto reso noto venerdì durante la trasmissione della Rsi ‘Patti Chiari’ dal consigliere di Stato Raffaele De Rosa. E cioè che il Dipartimento di cui è titolare, il Dss, si appresta a portare in Consiglio di Stato la proposta di un nuovo sistema di calcolo della retta per chi è ospite di una casa anziani che non considererà più nella definizione dell’importo l’eventuale sostanza immobiliare. E non si limiterà all’abitazione primaria, ma anche alle case secondarie, i terreni, gli eventuali immobili da reddito. Si parla di un nuovo regolamento, materia dunque di esclusiva competenza del governo. Nell’interpellanza si ricorda pure che a scomparire dal calcolo per la determinazione delle rette non sarebbe solo la sostanza immobiliare attuale dell’ospite di casa anziani, ma anche quella donata in passato (in genere ai figli o ai nipoti), la cui incidenza si riduce gradualmente negli anni. “Al contrario – scrive Durisch a nome del gruppo socialista – le donazioni di sostanza mobiliare continuerebbero ad avere il medesimo peso di oggi”. Afferma sempre l’atto parlamentare: “Sembra pure che nella revisione sia previsto il principio secondo il quale, se il nuovo calcolo della retta dà un risultato maggiore rispetto a prima, per due anni l’ospite pagherebbe la retta vecchia, poi quella nuova”. Una sorta di ‘fase transitoria’ per gli ospiti che si ritroverebbero costretti a pagare una retta maggiore. Tornando a chi possiede uno o più immobili. “Togliere dal calcolo della retta di casa per anziani la quota parte relativa a tutta la sostanza immobiliare attuale e a quella donata in anni recenti permetterebbe di ridurre non poche rette per altrettanti ospiti, per un importo complessivo certamente non trascurabile”. E qui si arriva al punto: “Non si tratta qui – secondo Durisch – di una modifica volta a ridurre l’incidenza sulla retta del valore residuo dell’abitazione primaria, su cui si potrebbe certamente discutere, ma potenzialmente di far sparire da questo calcolo patrimoni molto ingenti che fiscalmente vengono trattati allo stesso modo della sostanza mobiliare, sulla base di un principio costituzionale chiarissimo, quello della parità di trattamento”. Un cambiamento che secondo i socialisti provocherà necessariamente delle mancante entrate fiscali. “Mancate entrate che andranno colmate se si vuole rendere finanziariamente neutra l’operazione come affermato dal direttore del Dss”.

Fissati i punti e spiegate le preoccupazioni, Durisch parte con le domande al Consiglio di Stato. Undici quesiti per capire nel dettaglio quali siano gli scopi del Dipartimento sanità e socialità e, soprattutto, come si intenda raggiungerli. Al governo si chiede se togliere dal calcolo della retta la sostanza immobiliare, mantenendo invece quella mobiliare, non entri in conflitto con il principio della parità di trattamento dei cittadini, applicata per esempio dalla legislazione fiscale. “Siccome l’art. 11 capoverso 1 della Legge anziani stabilisce che ‘Ogni struttura sociosanitaria riconosciuta è tenuta a prelevare contributi commisurati alle condizioni di reddito e di sostanza…’ e non si fanno distinzioni tra la sostanza immobiliare e quella mobiliare, nemmeno nel messaggio con il quale il Consiglio di Stato ha proposto tale legge (n. 6390), è proprio sicuro il governo che prima di approvare una revisione del sistema di calcolo come quella immaginata dal Dss non sia necessario rivedere la base legale appena citata?”. C’è poi la questione dell’impatto complessivo: “A quanti milioni di franchi è stimato l’ammanco complessivo annuo dovuto a questa proposta? Chi ha fatto il calcolo e su quali basi?”, chiede Durisch. E poi: “Come si prevede di compensare questo ammanco annuo? Nel caso in cui si preveda che la compensazione venga caricata sulle rette, quale sarà l’aumento percentuale medio di chi non ha sostanza immobiliare?”. Tra le domande il capogruppo socialista suggerisce anche una possibile soluzione alternativa. Ovvero: abbandonare l’idea di “dimenticare” la sostanza immobiliare totale attuale e passata degli ospiti di casa anziani concentrando la riforma sul peso da dare al valore residuo dell’abitazione primaria.

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