‘Il mondo veterinario è davvero una giungla?’
La situazione nel mondo veterinario ticinese interpella la politica. Timori tradottisi in un’interrogazione depositata all’indirizzo del Consiglio di Stato da Maurizio Canetta. Il deputato socialista prende spunto da “una preoccupata (e preoccupante) nota stampa” dell’Ordine dei veterinari del Canton Ticino in cui si descrive “il settore veterinario come una vera e propria ‘giungla’, caratterizzata dalla proliferazione di denominazioni quali dottori, infermieri e perfino ospedali veterinari, in assenza di controlli e di criteri chiari”. Secondo quanto denunciato dall’Ordine, viene evidenziato nell’atto parlamentare sottoscritto da granconsiglieri di Ps, Plr, Lega, Verdi e Più Donne, “in Ticino non esiste attualmente una regolamentazione specifica né un controllo sistematico sulle denominazioni delle strutture veterinarie, inclusa quella di ‘ospedale veterinario’. I controlli sistematici, inoltre, sarebbero stati aboliti anni fa”. Non solo. “Anche diciture sensibili come ‘pronto soccorso’ o ‘cure intensive’ – aggiungono i deputati – non risultano essere oggetto di una definizione normativa precisa, con il rischio concreto di indurre in errore i proprietari di animali e di esporli a prestazioni non conformi agli standard attesi”. Nell’atto parlamentare si entra anche nel merito di alcune cifre importanti per descrivere il panorama ticinese. In Ticino, viene indicato, “ci sono 34mila cani e 26mila gatti registrati. Va sottolineato che il microchip non è obbligatorio per i gatti e si stima che il loro numero totale in Ticino sia tra le 80 e le 100mila unità”. Numeri notevolmente cresciuti in coincidenza con la pandemia. Una popolazione di animali domestici in crescita, va da sé, “significa evidentemente anche una crescita dei bisogni di cure sanitarie, sia di routine sia di urgenza”. Ciò premesso, tra le altre cose, Canetta e cofirmatari chiedono al governo “quali criteri siano necessari per aprire una clinica veterinaria”, “da quali regole sia vincolata la dicitura di ‘clinica veterinaria’” e “quali requisiti di formazione del personale siano necessari per definire una struttura ‘pronto soccorso veterinario’”. Ma anche: “Esistono, oltre alle norme logistiche e igieniche, anche norme sul riconoscimento e l’utilizzo dei titoli di perfezionamento? Se non fossero riconosciuti perché possono venir utilizzati/pubblicizzati? Quali sono le norme che regolano i titoli del personale assunto dagli studi e dalle cliniche veterinarie? Esistono disposizioni sul tipo di persona che deve essere presente in una struttura denominata ‘ospedale/clinica veterinaria’?”. Non da ultimo, i deputati chiedono se “corrisponda al vero, come indica la nota dell’Ordine dei veterinari, che i controlli sulle denominazioni di ‘dottore’ o ‘specialista’ sono stati aboliti anni fa”, nonché se “vengano effettuati controlli sulla veridicità della pubblicità via radio/tv e social media”.
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2026-01-15T08:00:00.0000000Z
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