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‘Le rive sono di tutti, il Cantone le tuteli’

Bruno Storni torna all’attacco in vista della stagione estiva e scrive al consigliere federale Pfister. ‘Spazi pubblici sacrificati a favore del turismo’

Di Giacomo Agosta

Siamo a gennaio, la stagione di hockey sta per entrare nella sua fase decisiva e ogni fine settimana gli appassionati si recano sulle piste da sci. C’è però chi ha la testa già rivolta alla stagione estiva quando in Ticino turisti e residenti vanno a caccia dei posti migliori dove fare il bagno lungo le sponde di Ceresio e Verbano. «Il Cantone continua a sviluppare schede di Piano direttore, idee che poi difficilmente trovano applicazione. Allo stesso tempo, però, non fa nulla per situazioni che sono ormai fuori dal tempo e concede usi esclusivi di spazi e rive che dovrebbero essere di tutti», afferma il consigliere nazionale socialista Bruno Storni che da tempo si spende su questo tema. «Le rive dei laghi sono spazi pubblici di grande utilità e valore. Non lo dico io, ma la legge sulla pianificazione del territorio». Legge che all’articolo tre stabilisce i principi pianificatori, tra questi: “Tenere libere le rive dei laghi e dei fiumi e agevolarne il pubblico accesso e percorso”. Se per proprietà con ville a lago, acquistate magari decenni fa, è più difficile intervenire, cambiamenti sicuramente attuabili possono avvenire per quanto riguarda le attuali concessioni delle superfici demaniali a lago. «Negli anni si è scelta, e si sceglie ancora, una segregazione territoriale a favore del turismo che espelle i residenti dalle rive e nega l’accesso quotidiano a chilometri di rive che appartengono a tutti». Aggiunge Storni: «Le rive dei laghi sono spazi di grande pregio e pianeggianti molto idonei per lo svago dolce di tutti i residenti anche per la crescente popolazione over 65, un aspetto demografico che il Cantone e i Comuni dovrebbero finalmente considerare. Purtroppo, in Ticino, i chilometri di rive accessibili sono davvero limitati. Basta recarsi nel Luganese, nel Locarnese o nel Mendrisiotto per accorgersene».

‘Gli strumenti ci sono’

Per Storni la strada da seguire è una, «bisogna inserire questi spazi seriamente nella pianificazione territoriale. Tra l’altro – aggiunge il consigliere nazionale – il Piano direttore cantonale oltre alla scheda P7 “Laghi e rive” una scheda apposita ce l’avrebbe già, la PD9 dedicata allo svago di prossimità espressamente a beneficio della popolazione locale e in subordine in ottica turistica». Storni è chiaro: «La scheda dice che questi spazi contribuiscono in modo significativo alla funzionalità e all’attrattività della ‘Città Ticino’. Parla di fondovalle e aree suburbane ma poco o nulla delle rive, salvo un breve riferimento al comparto a lago di Tenero».

A proposito delle rive di Tenero, lo scorso anno Storni si era attivato, attraverso due interpellanze al Consiglio federale, per chiedere perché la passeggiata della riva fosse ostacolata dal Centro Sportivo Nazionale che ne gestisce un tratto. Non solo, Storni ha anche criticato le eccessive concessioni fatte ai campeggi presenti in zona. Attraverso una lettera al Consiglio di Stato il deputato socialista chiedeva poi la rimozione di ruderi e recinzioni presenti sul suolo pubblico oltretutto nel lago.

Ora, attraverso una lettera con tanto di prove fotografiche, Storni ha deciso di rivolgersi direttamente al consigliere federale Martin Pfister per cercare di sbloccare la situazione. “Non è affatto vero quanto racconta il Centro sportivo di Tenero che le attività acquatiche sono intense, ma come dimostrano le foto allegate sono marginali e gestite prevalentemente da una società privata esterna al Cst, non si vedono quindi quali pericoli o conflitti possano esserci con il sentiero in riva al lago, come dimostrano altre situazioni simili lungo altre rive lacustri in Svizzera. È fondamentalmente scorretto nei confronti della popolazione ticinese che il Cst si opponga con veemenza all’apertura per tutto l’anno del sentiero lungo la riva del lago e diffonda informazioni errate al riguardo”. Prosegue la missiva: “Se effettivamente ci sono problemi di sicurezza (ma quali?), si può benissimo completare l’esistente recinzione lungo il confine occidentale del Centro e posare un cancello, mancano solo circa 150 metri dei quasi 2’000 metri di recinzione perimetrale, per chiudere l’accesso al Centro sportivo durante la notte. L’accesso al sentiero in riva al lago e alla spiaggia, che appartiene alla popolazione essendo demanio cantonale, potrebbe così rimanere sempre aperto”.

CANTONE

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2026-01-19T08:00:00.0000000Z

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