‘Risanamenti energetici più snelli e con gli incentivi confermati’
Mobiglia (Pvl) e cofirmatari: ‘Procedure da semplificare’
Risanamenti energetici, serve un cambio di passo. Un deciso, cambio di passo. A sostenerlo è il deputato dei Verdi liberali (Pvl) Massimo Mobiglia che, con un tandem di mozioni sostenute da esponenti di Plr, Centro, Lega, Ps, Verdi, Avanti con Ticino&Lavoro, Pc e Più donne, chiede da un lato di facilitarli, tramite l’esenzione del permesso di costruzione o una procedura semplificata; dall’altro, di creare una base legale per la deduzione fiscale, appunto, delle misure di risanamento energetico, a seguito dell’abolizione del valore locativo.
Per Mobiglia e i vari cofirmatari, questa abolizione decisa dal popolo non comporta automaticamente la soppressione degli incentivi fiscali per gli interventi energetici nell’edilizia. Tuttavia, “in assenza di una base legale esplicita nella legislazione tributaria cantonale, tali deduzioni rischiano di decadere con l’entrata in vigore del nuovo sistema fiscale”. Quindi occorre agire per “garantire continuità normativa e sicurezza giuridica”. Per degli incentivi che, ribadisce Mobiglia, “hanno un ruolo strategico sul piano sistemico ed economico”. Perché? Presto detto: “Portano un’accelerazione del tasso di risanamento, senza incentivi il ritmo resterebbe insufficiente per gli obiettivi climatici; sicurezza energetica e resilienza, perché gli interventi permettono minori consumi, maggiore autoproduzione e accumulo locale di energia; stabilità del mercato e pianificazione a medio-lungo termine, dal momento che la deducibilità continua previene picchi di domanda seguiti da bruschi cali garantendo una programmazione prevedibile delle attività per l’artigianato e le Pmi locali; ruolo politico cantonale e benchmark nazionale, poiché il mantenimento delle deduzioni richiede una chiara decisione legislativa cantonale e altri Cantoni hanno già annunciato interventi analoghi, creando un contesto nazionale favorevole e coerente”.
In un contesto dove, si diceva, occorre andare verso delle facilitazioni. Nel senso che, scrive Mobiglia nella seconda mozione, “è necessario riformare le procedure amministrative, rendendole più rapide, semplici e prevedibili. Processi autorizzativi snelli e coordinati possono ridurre i tempi di realizzazione dei progetti di risanamento energetico, abbassare i costi per proprietari e investitori e creare condizioni quadro più favorevoli all’aumento del tasso di ristrutturazione, contribuendo così in modo decisivo al raggiungimento degli obiettivi energetici della Svizzera”.
Gli esempi concreti
Facendo degli esempi concreti, misure senza impatto rilevante su territorio e vicinato come sostituire serramenti, isolare le facciate o i pavimenti, installare impianti fotovoltaici sulle facciate o pompe di calore con sonde geotermiche, “dovrebbero essere esentate dall’obbligo di pubblicazione della domanda di costruzione, basterebbe una semplice segnalazione”. Per altri interventi che un impatto invece potrebbero averlo, come l’installazione di sistemi di ventilazione, di generatori di calore da fonti rinnovabili e pompe di calore aria-acqua, “dovrebbe essere prevista una procedura autorizzativa semplificata”.
Le mozioni, spiega Mobiglia a ‘laRegione’, hanno una doppia origine: «Da quando sono attivo nella sezione ticinese dell’Aee, l’organizzazione per l’economia delle energie rinnovabili e dell’efficienza energetica, sono arrivati molti stimoli che abbiamo tradotto in atti parlamentari. Poi, varie sezioni cantonali del Pvl stanno portando avanti queste proposte, sempre cercando un consenso allargato per poter dare più forza alle proposte: come piccolo partito, senza accordi da soli si fa molta più fatica nell’ottenere risultati. Questi, comunque, sono temi che toccano tutti, che toccano il semplice cittadino, e quindi trasversali». In più, conclude Mobiglia, «la ripresa della guerra in Medio Oriente, e le ripercussioni che probabilmente vedremo nel prezzo del petrolio e dei combustibili, confermano ancora una volta la necessità di andare verso una spinta alle energie rinnovabili: ricordo che in Svizzera ogni anno si spendono 8 miliardi di franchi per prodotti fossili da bruciare. Quanto vogliamo ancora andare avanti?».
CANTONE
it-ch
2026-03-04T08:00:00.0000000Z
2026-03-04T08:00:00.0000000Z
https://epaper.laregione.ch/article/281595247021269
Regiopress SA