Revisione Legge polizia, Associazione preoccupata
Non mancano “preoccupazioni”, da parte dell’Associazione per la difesa del servizio pubblico (Adsp), in merito alla revisione totale della Legge sulla polizia, sui banchi della commissione parlamentare ‘Giustizia e diritti’. Di conseguenza, l’Associazione stessa prende carta e penna e scrive una lettera sia ai commissari, sia a tutto il plenum del Gran Consiglio evidenziando le proprie annotazioni.
Negli ultimi anni, secondo l’Adsp, gli adeguamenti apportati hanno rimesso in discussione la ‘storica’ modifica del 1989, la soppressione della militarizzazione della polizia, “ma anche le garanzie democratiche in seno alla polizia stessa: a quest’ultimo proposito ricordiamo, ad esempio, la custodia di polizia nonché la trattenuta e consegna di minorenni”. In linea generale, “riteniamo pertanto imprescindibile la subordinazione delle attività di polizia allo scrupoloso rispetto dei principi dello Stato di diritto e dei diritti fondamentali”.
In quest’ottica, “la prospettata revisione della Legge sulla polizia presenta diverse criticità sia per alcune precise disposizioni, sia per lo spirito che la anima. Più nello specifico, destano preoccupazione il consolidamento della vocazione repressiva della polizia, lo sgretolamento delle garanzie della cittadinanza e il ridimensionamento del ruolo dello Stato in determinati settori”. Sono dieci i punti che coprono questi “aspetti problematici” che l’Adsp ha ritenuto di presentare al parlamento. Si va dalla mancata importanza data alla prevenzione alla gestione delle minacce che “rischia di comprimere le garanzie relative ai principi della presunzione d’innocenza”; dall’allontanamento e la tenuta a distanza dei perturbatori e le misure contro la violenza in occasione di altre manifestazioni che “costituiscono misure che possono compromettere la libertà di espressione e riunione” al ricorso ai supporti come i droni che potrebbero portare a rischio di schedature. Passando, continua la lettera, dalla problematica della custodia di polizia, l’estensione della possibilità di affidare compiti di sicurezza ai privati, il rischio di abusi e arbitrio nel trattamento di dati voluminosi e sensibili, il consolidamento “della portata della via di servizio e della militarizzazione interna”. Infine, a far storcere il naso all’Adsp sono “la mancata esplicitazione della condizione dell’imprevedibilità in relazione alla clausola generale di polizia” e “il tenore generico e ampio della formulazione relativa alla registrazione del traffico telefonico e radio, con particolare riferimento alle conversazioni tra gli agenti”.
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2026-03-14T07:00:00.0000000Z
2026-03-14T07:00:00.0000000Z
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