‘Enavant’, l’Ssm chiede più trasparenza alla Ssr
È esprimendo preoccupazione per l’evoluzione del servizio pubblico radiotelevisivo nel contesto delle decisioni politiche e aziendali che il Sindacato svizzero dei media (Ssm) ha varato durante la sua ultima assemblea ordinaria – tenutasi il 14 aprile a Comano – una risoluzione che mette una dietro l’altra tutta una serie di richieste. L’assemblea ribadisce innanzitutto la propria opposizione alla decisione del 2024 del Consiglio federale di ridurre progressivamente il canone radiotelevisivo a 300 franchi. Una scelta – si evidenzia nella nota – “in evidente contrasto con il chiaro sostegno espresso dalla popolazione a favore di un servizio pubblico forte, di qualità e radicato nelle regioni. L’imposizione tramite ordinanza solleva inoltre serie perplessità sul piano democratico”. Ed è in questo contesto, ricorda l’Ssm, che si inserisce il progetto ‘Enavant’ della Ssr. In merito, “pur riconoscendo la necessità di affrontare le nuove condizioni economiche, l’assemblea esprime forte preoccupazione per un processo condotto senza un reale coinvolgimento del personale e delle sue rappresentanze. La comunicazione unidirezionale e l’assenza di spazi di partecipazione non possono che indebolire la qualità delle scelte e la fiducia interna”. Preoccupa poi anche l’orientamento verso una crescente centralizzazione delle decisioni, “che mina il radicamento regionale, elemento essenziale del servizio pubblico svizzero”. L’assemblea rimarca inoltre come il futuro del servizio pubblico dipenda “in modo determinante dalle competenze, dall’esperienza e dall’impegno delle lavoratrici e dei lavoratori, che devono essere pienamente coinvolti e tutelati nei processi di trasformazione”. Per queste ragioni, nella risoluzione l’assemblea chiede “al Consiglio federale e alla politica di riconsiderare la riduzione del canone e di rispettare la volontà popolare nell’ambito del nuovo mandato e di un rifinanziamento del settore”, “alla Ssr che, a differenza del passato, da ora in avanti ci sia reale trasparenza e coinvolgimento del personale nell’attuazione di ‘Enavant’”, che “ogni processo di riorganizzazione salvaguardi l’autonomia regionale, la qualità del servizio e le competenze interne” e “il rispetto del personale attraverso processi trasparenti, partecipativi e coerenti con il mandato di servizio pubblico”. Non da ultimo, l’assemblea sottolinea che “il servizio pubblico radiotelevisivo può continuare a svolgere il proprio ruolo solo grazie al sostegno di personale e popolazione. Sono proprio questi attori, chi lo costruisce ogni giorno e chi lo legittima democraticamente, a essere stati troppo spesso ignorati nel dibattito politico”.
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2026-04-17T07:00:00.0000000Z
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