‘Nomina pp straordinari, procedura da mantenere’
Il governo invita il Gran Consiglio a respingere la proposta dell’Mps di attribuire la competenza della nomina al parlamento, tramite sorteggio
Il governo invita il Gran Consiglio a respingere l’iniziativa con cui l’Mps chiede di attribuire la competenza di designazione all’Ufficio presidenziale del parlamento, tramite sorteggio.
Il governo “non ritiene vi siano gli estremi per entrare nel merito delle richieste dell’iniziativa”. E invita quindi il Gran Consiglio a respingerla. L’iniziativa è quella parlamentare con cui i deputati del Movimento per il socialismo Matteo Pronzini e Giuseppe Sergi sollecitano l’inserimento di un articolo nella Legge sull’organizzazione giudiziaria che preveda due cose. La prima: la nomina di un procuratore straordinario in caso di apertura di un’inchiesta o di una denuncia nei confronti di membri del Consiglio di Stato e dei seguenti magistrati: pretore, pretore aggiunto, presidente della Pretura penale, giudice del Tribunale d’appello, procuratore generale e procuratore pubblico, giudice dei provvedimenti coercitivi, membro del Consiglio della magistratura. La seconda: la nomina del pp straordinario “viene organizzata e decisa dall’Ufficio presidenziale del Gran Consiglio mediante sorteggio, in seduta pubblica, tra cinque proposte di procuratori o avvocati attivi in un altro cantone”. Dunque una figura esterna al Ticino e non più designata, come avviene attualmente, dal Consiglio di Stato (l’ultima volta, in ordine di tempo, è accaduto in occasione del ‘caos Tpc’, con la nomina di un procuratore grigionese). La duplice proposta è stata formalizzata da Sergi e Pronzini lo scorso dicembre. Di recente la presa di posizione dell’Esecutivo: niet. Prossimamente toccherà al legislativo cantonale esprimersi.
La consultazione: meglio lo statu quo
Il Consiglio di Stato ha sottoposto preliminarmente l’atto parlamentare a Ministero pubblico, Tribunale d’appello e Consiglio della magistratura (Cdm). Quest’ultimo, scrive il governo a proposito dell’esito della consultazione, “ha anzitutto osservato che i promotori dell’iniziativa parlamentare non espongono le ragioni per procedere a una modifica dell’assetto attuale, il quale – per quanto consta – non ha mai dato luogo a particolari problemi”. Secondo l’organo di vigilanza sull’apparato giudiziario ticinese, quanto viene proposto “non appare giustificato, dato che il Ministero pubblico ha sempre dimostrato di essere in grado di adempiere ai propri compiti anche nelle rare e delicate circostanze in cui componenti delle autorità menzionate nell’atto parlamentare sono stati oggetto di denunce o procedimenti penali”. Non solo. Stando sempre al Cdm, il Ministero pubblico “ha saputo farsi da parte e sollecitare la nomina di un procuratore pubblico straordinario quando non sussistevano (invero raramente) le condizioni per operare con il necessario distacco e la dovuta serenità”. Anche il Tribunale d’appello ha suggerito lo statu quo e quindi il rigetto dell’iniziativa, che si rivelerebbe “troppo rigida e dispendiosa dal profilo organizzativo ed economico laddove imporrebbe di nominare sempre un pp straordinario, tenuto oltretutto conto che nella stragrande maggioranza dei casi il Ministero pubblico ticinese ha saputo sinora offrire le necessarie garanzie per assicurare un’adeguata amministrazione della giustizia”. Il Ministero pubblico si è associato ai pareri del Consiglio della magistratura e del Tribunale d’appello.
‘Avviene di rado’
E il governo come valuta la duplice proposta dell’Mps? L’iniziativa, annota, “lascia trasparire una sorta di sfiducia pregiudiziale nei confronti della magistratura cantonale, ritenuta inadeguata a indagare con la necessaria competenza e serenità sui propri membri o su un membro dell’esecutivo cantonale”. Questa sola evenienza “rende problematica l’adozione dell’articolo di legge postulato, perché non farebbe altro che indebolire la percezione del potere di intervento del Ministero pubblico cantonale in situazioni nelle quali ha finora sempre saputo offrire le necessarie garanzie per assicurare un’adeguata amministrazione della giustizia”. Aggiunge il Consiglio di Stato: “Poco convincente, oltre che di difficile applicazione dal lato pratico, sarebbe anche la procedura di nomina di tale procuratore straordinario supplente, che dovrebbe provenire da un altro cantone, con tutte le implicazioni del caso, a partire dalle difficoltà linguistiche. L’aspetto di decisiva importanza è che nelle (per fortuna) rare occasioni in cui il Ministero pubblico ha valutato di non poter dirigere un procedimento penale, esso si è sempre rivolto al Consiglio di Stato che ha proceduto alla nomina di un magistrato straordinario”.
L’ok del Tribunale federale: il Consiglio di Stato può designare
Per quel che concerne la base legale per la nomina di un procuratore straordinario, prosegue l’Esecutivo, “il Tribunale federale ha già avuto più volte modo di stabilire che, di principio, la designazione di un magistrato straordinario da parte del Consiglio di Stato, verificandosi singoli e precisi casi dalle condizioni speciali, non viola né la Costituzione cantonale né quella federale”. E “nemmeno viola la Cedu (la Convenzione europea dei diritti dell’uomo, ndr), il cui articolo 6 n. 1 non esclude la nomina di un giudice da parte dell’organo esecutivo”. Al riguardo il governo cita alcune sentenze, le quali “hanno confermato che l’articolo 24 della Legge (cantonale, ndr) sull’organizzazione giudiziaria costituisce una base legale valida e sufficiente alla nomina di un procuratore pubblico straordinario da parte del Consiglio di Stato, qualora la conduzione del procedimento penale da parte del Ministero pubblico ticinese possa far attivare – in procedimenti penali futuri o estranei alla fattispecie – motivi di ricusazione atti a compromettere il funzionamento corretto del Ministero pubblico stesso”. Il governo non ha dubbi: “L’attuale assetto normativo, fondato su una norma prevista dall’ordinamento giuridico pubblico ticinese e validata dalla massima istanza giudiziaria federale, non necessita di modifiche o complementi di sorta”.
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