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‘I protocolli reggono’ ‘Basta mezze risposte’

Il governo risponde a un’interrogazione di Merlo e Mossi Nembrini (Più Donne) che, non soddisfatte, replicano con una controinterpellanza

Di Vittoria De Feo

“L’apertura di un nuovo accertamento e la sospensione cautelativa di un collaboratore dimostrano, da un lato, che l’attenzione sul tema deve rimanere altissima e che nessun sistema di prevenzione è infallibile. Dall’altro lato, il fatto che le segnalazioni siano state raccolte e abbiano generato un intervento tempestivo (la sospensione cautelare) indica che i canali di allerta e le procedure di reazione dell’azienda hanno attivato i protocolli previsti”. È in questi termini che si esprime il governo sul caso del giornalista della Rsi con cui l’emittente radiotelevisiva ha – dopo un periodo di sospensione in attesa degli accertamenti interni a seguito di una serie di segnalazioni da parte di colleghe di molestie – cessato lo scorso luglio il rapporto lavorativo. Una risposta, sollecitata dalle deputate di Più Donne Tamara Merlo e Maura Mossi Nembrini, in cui il Consiglio di Stato sottolinea come “qualsiasi segnalazione o denuncia debba essere trattata garantendo il rispetto e la tutela dell’integrità personale di tutte le parti coinvolte, compresa la persona segnalata, nel pieno rispetto delle procedure e dei diritti di ciascuno”.

‘Progressivo consolidamento della fiducia negli strumenti di protezione’

“Un ambiente lavorativo sicuro, inclusivo e privo di ogni forma di molestia o discriminazione – premette il Consiglio di Stato replicando all’atto parlamentare – è un requisito imprescindibile per qualsiasi organizzazione, a maggior ragione per un’azienda investita di un mandato di servizio pubblico come la Rsi”. Anche se “la Rsi è un’unità aziendale della Ssr, associazione di diritto privato di rilevanza nazionale, la quale sottostà alla vigilanza federale (Ufcom) e non a quella cantonale” e nonostante “il Consiglio di Stato non eserciti alcuna vigilanza diretta sulla gestione operativa o sul personale della Rsi”, “tramite la presenza di propri rappresentanti designati negli organi della Società cooperativa regionale (Ssr Svizzera italiana Corsi), il Cantone mantiene un canale di dialogo con l’azienda”. In tal senso, rileva il governo, “la Ssr e la Rsi applicano una politica di tolleranza zero nei confronti di qualsiasi forma di molestia, discriminazione o comportamento lesivo dell’integrità personale e tratta con la massima serietà ogni segnalazione ricevuta, garantendo procedure rigorose e trasparenti”. In questa direzione, viene evidenziato, “dal 2022 il Consiglio d’amministrazione Ssr ha introdotto venticinque misure a tutela dell’integrità personale, tra cui un regolamento paritetico concordato con il sindacato Ssm, una rete di persone di fiducia interne ed esterne indipendenti, il sostegno di figure specializzate e attività regolari di formazione e sensibilizzazione per promuovere un ambiente di lavoro rispettoso, sicuro e inclusivo”. Sempre in merito, aggiunge l’Esecutivo, “da oltre quindici anni la Ssr svolge con cadenza biennale un sondaggio tra il personale, affidato a un operatore esterno per garantire la piena confidenzialità dei dati. I risultati, elaborati sia a livello nazionale sia per singola regione, vengono condivisi con il personale e con il sindacato e costituiscono la base per l’adozione di misure volte a migliorare le criticità emerse e a rispondere alle esigenze specifiche di determinati settori, team o regioni”. Gli esiti di questi sondaggi, rimarca il governo, “indicano un progressivo consolidamento della fiducia negli strumenti di protezione”.

‘Aspetti non chiariti e anzi sollevati ulteriori interrogativi’

Delle argomentazioni che però non soddisfano le deputate di Più Donne che tornano alla carica con una controinterpellanza intitolata ‘Nuovo caso di presunte molestie alla Rsi: basta mezze risposte! Il governo deve prevenire, non soltanto reagire’. Innanzitutto, Merlo e Mossi Nembrini sostengono che nella precedente risposta il Consiglio di Stato “non chiarisca il punto centrale” e “anzi, sollevi ulteriori interrogativi”. Se “di fronte al nuovo caso il governo considera il fatto che le segnalazioni siano state raccolte e che abbiano portato alla sospensione cautelare del collaboratore come un’indicazione del buon funzionamento dei protocolli”, allo stesso tempo per le granconsigliere “la capacità di reagire a una segnalazione non equivale all’efficacia della prevenzione”. Non solo. “Il governo afferma di ‘seguire l’evoluzione della situazione e le linee d’intervento’ attraverso i propri rappresentanti nella Ssr.Corsi”, ma “precisa di non ricevere flussi informativi diretti o rapporti interni della Rsi”. Si chiede e chiede dunque Più Donne: “Che cosa sa realmente il governo?” Insomma, sottolineano le due parlamentari, “il Gran Consiglio non può limitarsi a prendere atto di rassicurazioni generiche proprio quando viene chiamato a valutare se misure introdotte dopo casi già emersi abbiano realmente raggiunto il loro scopo”. E sanciscono: “Il governo non deve accontentarsi. Noi di certo non ci accontentiamo. Basta vittime”.

Ed è su questi aspetti che si concentrano le nuove domande. Merlo e Mossi Nembrini chiedono “su quali elementi oggettivi il Consiglio di Stato affermi che le misure introdotte dalla Rsi negli ultimi anni siano efficaci e, in particolare, come può sostenere che vi sia stato un ‘progressivo consolidamento della fiducia negli strumenti di protezione’ se non fornisce alcun dato, né relativo alla Rsi né relativo agli indicatori specificamente concernenti molestie, sicurezza sul posto di lavoro e fiducia nei meccanismi di segnalazione”, ma anche “quali raccomandazioni formulate dopo le verifiche degli ultimi anni non siano ancora state integralmente attuate”, nonché, “se il governo dichiara di ‘seguire l’evoluzione della situazione’ attraverso i propri rappresentanti nella Ssr.Corsi, quali informazioni concrete abbia ricevuto sul funzionamento delle misure di prevenzione e tutela della Rsi”. Infine: “Per quale ragione il Consiglio di Stato rifiuta di utilizzare il proprio canale istituzionale presso la Ssr.Corsi per sollecitare una verifica indipendente dell’efficacia delle misure adottate dopo i casi emersi nel 2020”?

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2026-09-08T07:00:00.0000000Z

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