Apprendista deceduto, l’abbraccio della gente
Il 18enne è rimasto vittima insieme a un collega esperto dell’alto Vedeggio. Fransioli, sindaco di Dalpe: ‘La perdita tocca da vicino l’intera nostra comunità’
Di Marino Molinaro
Scuote l’intero Ticino la tragedia consumatasi mercoledì mattina nella vecchia centrale del Ritom, dove hanno perso la vita due dipendenti dell’Azienda elettrica ticinese. Si tratta di un elettricista 55enne domiciliato nel Comune di Monteceneri, sposato e padre di famiglia, da 35 anni fidato collaboratore di Aet e formatore di apprendisti in seno all’azienda. Con lui ha perso la vita un tirocinante di 18 anni, in formazione quale operatore in automazione, che viveva a Dalpe con i genitori e i due fratelli.
Il sindaco del comune leventinese Mauro
Fransioli ieri mattina ha fatto visita ai familiari portando loro l’abbraccio della comunità e delle autorità locali. «I giornalisti mi chiedono un’impressione, un commento, un ricordo. Fatico a farlo. In questo momento di grande dolore è difficile anche per me pronunciarmi. Siamo molto scossi e rattristati. La perdita tocca tutti noi e perciò la sola cosa che sento di poter dire è che siamo vicini alla famiglia Braga», spiega alla ‘Regione’.
Damiano Braga, questo il nome della giovane vittima, era figlio del vicesindaco Davide, ingegnere alle Ffs. A Dalpe ieri le bandiere erano a mezz’asta, in segno di lutto. «Damiano – sottolinea Fransioli – è cresciuto qui in paese ed era un bravo ragazzo: aveva la testa sulle spalle e amava il suo lavoro. Ha un fratello più giovane, anch’egli apprendista Aet, e una sorellina che frequenta le scuole medie, mentre la mamma fa parte del Consiglio parrocchiale. In questi contesti di paese, dove il senso di comunità è vivo e radicato, è altrettanto forte il senso di amicizia e di rispetto che ci unisce. L’affetto di tutti in questo momento è molto importante e interpreto con queste poche parole il sentimento di cordoglio della nostra gente». Riflessioni che vanno ad aggiungersi a quelle del governo cantonale, dell’Unione sindacale e dei vertici aziendali, inviate mercoledì pomeriggio ai media tramite comunicati stampa. Un ricordo speciale gli sarà dedicato nei prossimi giorni dal Campus formativo Bodio, dove Damiano seguiva la formazione teorico-pratica nell’ambito del tirocinio; particolare attenzione sarà riservata ai suoi compagni di classe, anch’essi duramente colpiti dalla perdita.
Il sindaco di Monteceneri: ‘Rispetto e solidarietà’
Cordoglio ai familiari del 55enne viene espresso nel Vedeggio, dove l’elettricista risiedeva: «La valle intera è estremamente scioccata e sconcertata da questa ulteriore tragedia che ci ha colpito», sottolinea il sindaco di Monteceneri, Pietro Solcà: «Allo stato attuale non ci resta che stare vicini ai familiari, con tanto rispetto e solidarietà. Il vero senso di una comunità dev’essere dimostrato e deve sussistere soprattutto in questi drammatici e difficili momenti, con delicatezza e il dovuto senso di comprensione. Sono sicuro che ci supporteremo a vicenda, con un occhio di riguardo ai familiari e alle loro sensibilità». Solcà conclude dedicando un pensiero anche alla giovane vittima: «Un abbraccio e un sentimento di profondo cordoglio e vicinanza, voglio trasmetterlo ai genitori di Damiano, a tutti i suoi parenti, amici e a tutta la comunità».
Erano lavori legati alla messa in funzione della nuova centrale
Quanto alla ricostruzione dei fatti, le due aziende titolari della Ritom Sa, società partecipata al 75% dalle Ffs e al 25% dal Cantone Ticino con Aet, sono in contatto con le autorità inquirenti, che hanno posto sotto sequestro l’area dove si è consumata la tragedia. Entrambe le aziende, concludeva il comunicato congiunto, “analizzeranno l’accaduto per comprendere le cause e trarre gli insegnamenti necessari”. Le verifiche appena avviate saranno lunghe e complicate: mirano a capire cos’abbia innescato l’esplosione e l’incendio verificatisi al piano -1 dove le due vittime stavano lavorando insieme. E se siano state rispettate le misure di sicurezza. Ieri gli specialisti della Polizia scientifica, insieme ai tecnici di Ffs e Aet, sono riusciti a raggiungere il punto, dov’è presente un punto di collegamento fra il vecchio edificio e quello nuovo. Interpellate dall’agenzia Ats/Keystone, le Ffs hanno spiegato che le due vittime stavano svolgendo lavori legati alla messa in funzione della nuova centrale; ma al momento non è possibile fornire informazioni più dettagliate sulla natura delle attività svolte.
Subito dopo l’incidente la produzione della vecchia centrale è stata interrotta e l’impianto è tuttora fuori servizio; produzione che riprenderà non appena saranno state completate le indagini e riparato/sostituito quanto andato distrutto dall’esplosione e dall’incendio. La vecchia centrale, che ha più di un secolo di vita, rimarrà in servizio fino a quando la produzione non sarà totalmente trasferita al nuovo vicino impianto, attualmente in fase di ultimazione. Questa fase, stando ai programmi, avrebbe dovuto avvenire verso fine 2027, ma un rinvio appare attualmente certo.
L’Ocst: ‘Ritorno tutt’altro che facile’
Ai microfoni della Rsi il sindacalista Claudio
Isabella, responsabile del settore energetico per l’Ocst, spiega che per i collaboratori di Aet non sarà facile tornare al lavoro in quel cantiere: «Abbiamo già sentito che alcuni dipendenti faticano a operare in zone pericolose o chiuse. Questo rappresenta un grosso problema. Siamo in contatto con la commissione del personale e ci faremo avanti con tutti i dipendenti, così da renderci disponibili a sostegno di qualsiasi loro necessità».
BELLINZONA E VALLI
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2026-09-11T07:00:00.0000000Z
2026-09-11T07:00:00.0000000Z
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