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‘Forniteci l’elenco dei bar interrati’

Protezione antincendio ed esercizi pubblici, la comunicazione del Cantone ai Comuni. La Polizia cantonale: la lista ‘entro e non oltre’ il 31 gennaio

Di Andrea Manna

Dopo il tragico rogo nel bar ‘Le Constellation’ a Crans-Montana (quaranta morti e più di cento feriti), in Ticino scende in campo il Cantone. Il Servizio autorizzazioni, commercio e giochi della Polizia cantonale chiede ai Comuni di comunicargli “entro e non oltre il 31 gennaio” l’elenco degli esercizi pubblici “ubicati in locali sotterranei o seminterrati presenti nel vostro Comune”. La richiesta è contenuta in una circolare diramata ieri “a tutti i Comuni” per il tramite della Sezione degli enti locali (Dipartimento istituzioni).

‘Necessaria una verifica delle condizioni di sicurezza’

“In seguito ai noti e tristi fatti recentemente verificatisi a Crans-Montana, si rende necessario procedere – evidenzia la Polcantonale nella lettera – a una verifica delle condizioni di sicurezza degli esercizi pubblici presenti sul territorio ticinese”. La richiesta indirizzata ai Comuni “si inserisce nel quadro dei compiti istituzionali dell’autorità, prescritti tanto dalla Lear (la Legge sugli esercizi alberghieri e sulla ristorazione, ndr) quanto da altre specifiche leggi che entrano in considerazione in questo ambito e che sono volte a garantire la sicurezza pubblica, nonché la protezione delle persone che frequentano e lavorano all’interno di queste strutture”.

‘Trasmetteteci anche la documentazione attestante il rispetto delle prescrizioni’

Di qui la rilevazione/mappatura, con la richiesta a ogni Comune ticinese dell’elenco degli esercizi pubblici sotterranei. Non solo però la lista. “Per ciascun esercizio segnalato – fa ancora sapere la Polizia cantonale agli enti locali – si chiede inoltre di trasmettere copia della documentazione attestante il rispetto delle prescrizioni vigenti in materia di protezione antincendio, rilasciata dalle autorità competenti”. Aggiunge: “Qualora nel vostro Comune non fossero presenti esercizi pubblici ubicati in locali sotterranei o seminterrati, si prega comunque di darne comunicazione scritta entro il termine indicato”. Cioè entro la fine del mese. La circolare è firmata da Bernadette Rüegsegger e da Luca Stallone, responsabili in seno alla Polcantonale rispettivamente dei Servizi generali e del Servizio autorizzazioni, commercio e giochi.

Intanto proprio sulla situazione in Ticino per quanto riguarda la sicurezza antincendio il Dipartimento del territorio ha convocato per domani una conferenza stampa. Stando al programma, all’incontro con i media interverranno il direttore del Dipartimento Claudio Zali; la stessa Rüegsegger; Fabio Della Casa, membro della Commissione cantonale per la protezione antincendio in rappresentanza della Conferenza delle associazioni tecniche del Cantone Ticino; e Moreno Caverzasio, della Commissione cantonale per la protezione antincendio in rappresentanza dell’Associazione dei Comuni ticinesi.

Gli atti parlamentari: la situazione nelle scuole?

Ci sono poi gli atti parlamentari. I centristi Maddalena Ermotti-Lepori e Michel Tricarico ripropongono un’interrogazione, da loro inoltrata nel dicembre 2024 ma alla quale il Consiglio di Stato non ha finora risposto, sulla sicurezza antincendio nelle scuole: “Come siamo messi con i piani di evacuazione nelle scuole cantonali? Sono stati aggiornati? Se sì, quando? I docenti e il personale sono stati formati a gestire una eventuale situazione di pericolo? Le porte tagliafuoco sono presenti in tutte le scuole?”.

Quesiti posti anche dalle granconsigliere di Più Donne Maura Mossi Nembrini e Tamara Merlo con un’interpellanza. “La sicurezza delle allieve e degli allievi nelle scuole rappresenta un interesse pubblico primario e non rinviabile – annotano –. Alla luce dei recenti fatti di cronaca e della loro gravità, riteniamo indispensabile che il Consiglio di Stato fornisca con urgenza risposte chiare e trasparenti sullo stato delle misure antincendio e di evacuazione negli edifici scolastici cantonali. La prevenzione è un dovere fondamentale dell’azione pubblica”. La legge sulla polizia del fuoco, ricordano Merlo e Mossi Nembrini, “si applica non solo alle proprietà private, ma anche a tutte le proprietà pubbliche: in questo ambito, un’attenzione particolare deve essere riservata agli edifici scolastici, luoghi in cui l’ente pubblico ha una responsabilità diretta e non delegabile nei confronti della sicurezza, del benessere e dell’incolumità delle allieve e degli allievi”. Diverse le domande al governo. Fra queste: “Nei casi in cui le misure antincendio non siano ancora pienamente conformi, quali misure organizzative e preventive sono state adottate per garantire la sicurezza delle allieve e degli allievi? Sono previste esercitazioni di evacuazione regolari nelle scuole cantonali? Con quale frequenza e con il coinvolgimento di quali attori (pompieri, protezione civile, polizia, responsabile della sicurezza)?”. E ancora: “In che modo le allieve e gli allievi vengono informati e sensibilizzati sui comportamenti corretti da adottare in caso di emergenza, in modo adeguato alla loro età? Esiste un piano cantonale di priorità per l’adeguamento antincendio degli edifici scolastici non ancora a norma?”. Mossi Nembrini e Merlo sollevano poi un paio di questioni centrali: “Il Consiglio di Stato ritiene che le risorse umane attualmente a disposizione dei Comuni e dei servizi cantonali siano sufficienti a garantire controlli efficaci in un ambito così sensibile per la sicurezza e il benessere dei minorenni? Per quale motivo il rispetto delle prescrizioni antincendio negli esercizi aperti al pubblico è demandato principalmente ai Comuni e non prevede un ruolo di vigilanza o coordinamento più forte da parte del Cantone?”.

CANTONE

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2026-01-15T08:00:00.0000000Z

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