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Automobilisti ticinesi a caccia della benzina più conveniente

Il taglio delle accise fa aumentare la corsa al pieno

di Marco Marelli

A Como – ma a dire il vero non solo nel capoluogo lariano – prima di fare il pieno gli automobilisti consultano i prezzi praticati nei distributori cittadini. Una ricerca più che motivata considerato che a oggi, a Como, la benzina in modalità selfservice costa fra 1,61 e 1,80 euro al litro. La notevole forbice di prezzo, dovuta all’alta domanda dei rifornimenti, consente un risparmio significativo di oltre dieci euro su un pieno da cinquanta litri. Un risparmio che raddoppia per gli automobilisti ticinesi, che contano anche sulla forza del franco svizzero. Stando all’associazione dei benzinai comaschi l’alta domanda dei rifornimenti è in parte dovuta anche al pendolarismo alla rovescia del pieno di benzina. Insomma, con il recente taglio delle accise di venticinque centesimi deciso dal governo Meloni per raffreddare la tensione sui prezzi dei carburati dovuta alla guerra in Medio Oriente, fare il pieno di benzina a Como è tornato decisamente conveniente, anche se negli ultimissimi giorni il costo dei carburanti (soprattutto il gasolio) sono tornati a salire.

Oltre al rifornimento regolare, c’è anche chi fa riserva

A Como oggi il diesel in modalità self-service sfiora i due euro al litro. Acquistare carburante in modalità servito significa pagare la benzina mediamente 1,90 euro al litro. Il gasolio oltre 2,10 euro. Sulla A9 i carburanti sono ancora più cari. Tenendo conto che il taglio delle accise, che impatta sull’erario dello Stato per mezzo miliardo di euro, dovrebbe terminare il 7 aprile, c’è chi ne approfitta facendo rifornimento. Sono gli stessi benzinai comaschi a segnalare che molti automobilisti, oltre a fare il pieno regolare, si fanno riempire capientissime taniche. Questo spiega il motivo per cui spesso succede che i distributori (sono quelli di una compagnia nazionale) che praticano i prezzi più convenienti esauriscano le scorte.

E dall’8 aprile? ‘Calmierare i prezzi più a lungo non è sostenibile’

Cosa succederà dall’8 aprile non è dato sapere. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti per ora si limita a osservare che il problema dei prezzi dei carburanti è all’attenzione del governo Meloni, ma ribadisce anche che il taglio delle accise per un tempo prolungato non sarebbe sostenibile per le finanze statali. Considerazioni, quelle di Giorgetti, che raffreddano le speranze degli automobilisti di poter continuare a pagare benzina e diesel a prezzi sostenibili. Per il momento continuano ad andare alla ricerca della ‘verde’ più conveniente. E la trovano a Fino Mornasco, nella periferia di Como, lungo la Statale dei Giovi. Qui continua a costare 1,58 euro al litro.

Non solo benzina, ma anche ‘turismo della spesa’

Ovviamente la convenienza deve tenere conto della distanza dalla propria residenza al distributore di Fino Mornasco. Stesso discorso, ovviamente, vale anche per gli automobilisti ticinesi, così come per i comaschi che varcavano il confine per il pieno a Chiasso (e dintorni), scenario sempre più raro di questi tempi. Un’ultima annotazione per dire che le oasi del risparmio si confermano i distributori legati alla grande distribuzione, che nella fascia di confine sono numerosi. Qui la combinazione tra sconti dei gestori e taglio delle accise consente, rispetto all’inizio del mese, un risparmio di una dozzina di euro per un pieno effettuato da automobilisti comaschi che, come spiegato, raddoppia per chi arriva dal Canton Ticino per approfittare anche del ‘turismo della spesa’ nei supermercati e nei centri commerciali italiani. Fenomeno, come noto, che continua a crescere grazie al ‘Tax Free’ e al franco forte. Ma questo, appunto, non rappresenta una novità. Niente, ora come ora, consente di ipotizzare un’inversione di tendenza, anche se il carrello della spesa costa sempre di più. Non a caso, al contrario, quello degli abitanti comaschi è sempre più vuoto.

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