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Madonna di Re, nuova sede più vicina

Depositata la domanda di costruzione per la demolizione degli attuali due edifici e per la costruzione della futura struttura. Investimento di 18 milioni

Di Fabio Barenco

Sta al momento procedendo senza intoppi l’iter per la realizzazione della nuova struttura della Fondazione Madonna di Re che sorgerà a Claro. Recentemente è infatti stata depositata la domanda di costruzione per la demolizione degli attuali due edifici e per la costruzione della nuova sede che potrà ospitare 30 persone con disabilità. «Se non vi saranno ostacoli, l’intenzione è dare avvio ai lavori a metà 2027», precisa a ‘laRegione’ il direttore della Fondazione Davide Pedrotti. «Il cantiere dovrebbe poi durare tra i 24 e i 30 mesi». Di conseguenza «l’auspicio è quindi che l’opera possa essere consegnata entro fine 2029 o inizio 2030». L’investimento è stimato a «circa 18 milioni di franchi».

Trenta ospiti e una cinquantina di impiegati

Ricordiamo che l’idea di fondo era realizzare un complesso residenziale con unità abitative protette e laboratori dedicati allo sviluppo delle capacità e dei talenti specifici delle singole persone, in accordo e su indicazione dell’Ufficio degli invalidi. Nella fase iniziale, quando era stato svolto uno studio di fattibilità, era stato stimato un investimento di almeno 13 milioni di franchi. Investimento che è dunque cresciuto assieme alla volontà di garantire nel miglior modo possibile un’alta qualità di vita alle persone con disabilità in Ticino. In questo contesto nel dicembre 2024 era stato presentato il progetto vincitore del concorso indetto dalla Fondazione, ovvero ‘la sosta’ dello studio Cappelletti Sestito architetti Sagl di Viganello. Concretamente è quindi prevista una costruzione su due livelli al posto della sede attuale che sarà demolita (mentre la serra sarà mantenuta). Costruzione con al piano terra un centro diurno strutturato attorno a corti verdi che comprenderà atelier (per gruppi di lavoro da 4-5 persone), locali comuni (tra cui quelli adibiti a fisioterapia e stimolazione sensoriale), spazi amministrativi e di cura, così come locali di servizio. Il primo piano sarà invece dedicato agli spazi abitativi: cinque unità abitative che potranno accogliere sei utenti ciascuna, dotate di bagno, zona cucina e aree per lo svago e il riposo nel tempo libero. In totale la struttura potrà accogliere 30 persone in regime residenziale e occupazionale, mentre le persone attive professionalmente saranno una cinquantina (oltre 40 posti a tempo pieno), ovvero una quindicina in più rispetto alle attuali. Non da ultimo il progetto è concepito per ottenere lo standard costruttivo Minergie attraverso l’impiego di energie rinnovabili e di materiali ecocompatibili. Insomma, si tratta di una struttura che durante la presentazione era stata descritta come accogliente e funzionale, immersa nella natura, che garantisce sicurezza e protezione ai suoi ospiti e che permette di vivere con altre persone nel rispetto della diversità di ciascuno.

Per gli utenti in vista una soluzione temporanea durante il cantiere

Sempre durante la presentazione del progetto vincitore era anche stata sollevata una questione non di poco conto: ovvero quella relativa allo spostamento – necessario a causa della demolizione dell’attuale sede – della trentina di ospiti durante il cantiere. «Abbiamo svolto un importante lavoro di ricerca, non scontato, per garantire l’accoglienza degli ospiti durante i lavori», sottolinea Pedrotti. Anche se nulla è ancora deciso, la Fondazione ha ora «individuato una struttura adatta ad accogliere la nostra utenza che potrebbe fungere da sede provvisoria, durante il cantiere». Una soluzione che tuttavia deve ancora essere formalizzata, ma il direttore è «fiducioso che l’accordo possa andare in porto in tempi brevi». Se questa soluzione dovesse avverarsi, «buona parte dell’utenza verrebbe trasferita in questa struttura che però non avrà la capacità di accogliere tutti». Per le restanti persone si prevede quindi «un trasferimento nelle altre sedi della Fondazione». In ogni caso «le famiglie sono evidentemente già state informate e contiamo sul fatto di poter continuare a garantire il servizio a tutti i nostri ospiti». La Fondazione Madonna di Re è un ente di diritto privato fondato agli inizi degli anni Settanta da Don Giovanni Maria Colombo per gestire strutture, nel Canton Ticino e nel Moesano, finalizzate a favorire l’occupazione e l’integrazione sociale di persone con disabilità fisiche, mentali o psichiche. Attualmente la Fondazione gestisce complessivamente tre residenze protette e quattro centri diurni a Bellinzona, Piotta e Claro, offrendo possibilità di abitazione e occupazione a un centinaio di utenti e opportunità professionali a oltre 160 collaboratori, pari a circa 100 unità lavorative.

BELLINZONA E VALLI

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2026-03-30T07:00:00.0000000Z

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