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‘Servono regole simili per chi accoglie turisti’

di Giacomo Agosta

Un anno positivo, il terzo migliore degli ultimi anni, e alcuni dossier ‘politici’ che preoccupano e sui quali è necessario lavorare. Si riassume così il 2025 di HotellerieSuisse Ticino, associazione che raggruppa 143 hotel e 62 ristoranti nel nostro cantone. Tra i temi “caldi”, in un 2025 che ha visto salire i pernottamenti del 3,7% rispetto all’anno precedente, c’è sicuramente la concorrenza con chi tramite piattaforme digitali, come AirBnb, affitta il proprio immobile o una stanza. Il tema è infatti sui banchi della politica: c’è chi vorrebbe alzare da 90 a 180 il numero massimo di giorni l’anno per gli affitti di breve durata. «Si tratta di un’offerta diversa. Gli appartamenti o le stanze disponibili attraverso le piattaforme offrono un’esperienza alternativa rispetto agli alberghi», premette la presidente di HotellerieSuisse Ticino Sonja Frey, che poi passa a elencare le criticità. «Si tratta comunque di un settore da un milione di pernottamenti. Quello che chiediamo sono regole d’ingaggio simili, e attualmente questo non succede». Qualche esempio? «Le strutture alberghiere devono rispettare standard rigorosi in ambiti come la sicurezza, l’igiene e la formazione del personale». Norme che chi affitta per breve periodo non è tenuto a seguire nello stesso modo. «Senza dimenticare la tanta burocrazia che pesa sulle nostre spalle». Insomma, la richiesta di Frey è semplice: «O meno burocrazia anche per noi, o più burocrazia anche per gli altri».

Tornando al dibattito sul raddoppio dei giorni per gli affitti brevi, a lanciare una proposta è il membro di comitato di HotellerieSuisse Ticino Massimo Perucchi: «Si potrebbe pensare a un’applicazione suddivisa per zone: 180 giorni nelle zone periferiche, 90 giorni nei centri urbani». Questo perché, riconosce Perucchi, «la situazione non è la stessa su tutto il territorio cantonale. Le valli hanno un’offerta alberghiera limitata e gli affitti a breve termine sono una risorsa importante per animare regione e commerci. In città invece le strutture offrono già questo servizio». Tornando ai numeri del 2025. «La crescita è stata solida e continua. La nostra clientela di riferimento resta quella svizzera – precisa Frey – ma gli aumenti più significativi si sono registrati negli arrivi da Stati Uniti e Regno Unito, aumentati rispettivamente dell’11 e 14 percento». Anche per quest’anno le prospettive fanno ben sperare: «Per aprile abbiamo già raggiunto i livelli di occupazione che nel 2025 erano stati registrati solo alla fine del mese. C’è fiducia e siamo contenti».

Negli scorsi mesi è anche stato lanciato ‘Ticino 365’, un progetto per cercare di rendere il Ticino attrattivo tutto l’anno. «Vogliamo dare slancio a un periodo che ha tanto potenziale», spiega Perucchi. «A ottobre, dopo l’estate, il nostro cantone si spegne. Serve quindi impegnarsi a tenerlo vivo». Un lavoro che, però, non può fare la sola HotellerieSuisse. «Alcune città si stanno muovendo bene, ma serve un impegno condiviso. Commerci, attività, attrazioni. Tutti». I primi dati, da quando è stato lanciato ‘Ticino 365’, sono incoraggianti: nel periodo invernale, quello che va da novembre a febbraio, c’è stato un aumento sia rispetto al 2025 (+4,4%), sia guardando al 2024 (+9,1%). «Evitare alti e bassi durante l’anno è importante per le strutture alberghiere», fa notare Perucchi. «Stagionalità nei pernottamenti vuole anche dire stagionalità per i collaboratori, con il rischio per le strutture di perdere profili validi che nel frattempo trovano giustamente un posto stabile».

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2026-04-17T07:00:00.0000000Z

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https://epaper.laregione.ch/article/281599542076808

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