‘Sviluppare una sensibilità collettiva studiando musica’
Inaugurata la nuova sede della Scuola del Conservatorio della Svizzera italiana. Il direttore Luca Medici: ‘Così si sviluppa pure una sensibilità collettiva’
Di Fabio Barenco
Per il direttore della Scuola del Conservatorio della Svizzera italiana Luca Medici l’educazione musicale ‘permette anche di trasmettere valori quali resilienza, attenzione e ascolto’.
«La capacità di studiare, di ascoltare, di adattarsi, di fronteggiare le difficoltà, di prendersi il tempo, sviluppando una sensibilità collettiva». Per Luca
Medici, direttore della Scuola di musica del Conservatorio della Svizzera italiana (Smus), sono solo alcune delle abilità che si sviluppano «seguendo una formazione musicale impostata bene». Abilità e valori che possono ora essere trasmessi e promossi in modo ancora più incisivo grazie alla nuova sede della Smus in via Luini 2 a Bellinzona che è stata inaugurata ufficialmente sabato scorso, anche se è già attiva da inizio anno. Nuova sede che permetterà inoltre di «offrire nello stesso luogo una formazione musicale a 360 gradi, grazie alla collaborazione fattiva con la Scuola di musica moderna (Smum)».
‘Raggiungere il territorio in modo capillare’
La sede della Smus prima si trovava in via Guisan: «La struttura aveva cinque locali e da tempo ne cercavamo un’altra che ci permettesse di lavorare meglio», spiega Medici. «Ora abbiamo a disposizione una decina di aule inserite in una villa di pregio che è stata accuratamente ristrutturata: malgrado si trovi praticamente in centro città e sia attorniata da strade parecchio trafficate, la percepiamo quasi come un’oasi, grazie al grande giardino e agli ampi spazi a disposizione». Si tratta insomma di «una struttura più grande e anche isolata, con di conseguenza pure un inquinamento acustico limitato». La nuova sede «dimostra inoltre come il Conservatorio della Svizzera italiana voglia raggiungere il territorio in modo capillare: vi sono scuole a Mendrisio, Locarno, Lugano e Bellinzona, oltre alle succursali di Breganzona, Pura e Alta Leventina, che accolgono oltre 1’000 allievi». Stando al direttore della Smus è infatti «importante rendere accessibile questa offerta a tutti, su tutto il territorio».
‘Ricadute sull’intera società’
E qual è l’auspicio per il futuro? «Spero che a Bellinzona si possa rendere la formazione musicale ancora più fruibile e accessibile, ad esempio collaborando anche con le scuole». Medici ritiene che un’educazione musicale sia «importante non solo per i bambini, ma per tutta la comunità». L’impatto di tale educazione, «non si misura in termini di allievi, ma in ricadute formative sull’intera società: studiando musica, si possono assorbire valori quali la resilienza, l’esercizio, l’attenzione o l’ascolto. E in una società sempre più caratterizzata dall’individualismo e dalla frenesia, il fatto di suonare insieme, come una squadra, permette anche di sviluppare una sensibilità collettiva». Valori che per il direttore della Smus «sono molto importanti, visto che possono generare benefici per l’intera società». Di conseguenza «andrebbero trasmessi maggiormente, promuovendo anche una politica attiva e coordinata in questo senso».
Collaborazione con la Smum
In questo contesto si inserisce anche la collaborazione con la Smum – che amplia così la sua offerta sul territorio – che permetterà di «centralizzare in un solo luogo i due indirizzi di studio, una prima a livello ticinese», sottolinea Medici. «Una condivisione degli spazi che rappresenta «un vantaggio per le famiglie di Bellinzona: se ad esempio un figlio studia chitarra classica e l’altro quella elettrica, entrambi potranno recarsi a lezione nello stesso posto». Un posto dove si offrirà, quindi, «lo studio sia di strumenti classici, sia moderni e di generi musicali a 360 gradi, in modo complementare».
Circa 150 allievi
Sulla stessa lunghezza d’onda anche il sindaco Mario Branda, intervenuto durante la cerimonia di inaugurazione di sabato scorso: “Sugli oltre mille allievi della Smus, circa 150 vengono formati a Bellinzona”, ha affermato, ricordando “il contributo della scuola nell’arricchimento dell’offerta culturale cittadina, grazie all’organizzazione di passeggiate musicali, concerti e altre iniziative”. Branda ha poi a sua volta sottolineato come la Smus “prepari tanti giovani a fare del mondo un posto un po’ migliore”. Da parte sua Alan Rusconi, responsabile della sede bellinzonese della Smus, ha indicato che “l’obiettivo è offrire alla nostra utenza e alla nostra professione una preziosa opportunità di crescita e una fonte di rinnovata ispirazione. Gli spazi, sia interni, sia esterni, consentiranno la creazione di un centro di interesse culturale a tutto tondo, capace di offrire alla popolazione un servizio di elevata qualità e un’offerta ancora più ampia e diversificata, anche grazie a collaborazioni con altre realtà musicali”. In questo contesto Rocco Lombardi, direttore amministrativo della Smum, ha confermato che le aule messe a disposizione per le lezioni permetteranno di aumentare la propria offerta sul territorio, sviluppando e rafforzando al contempo la collaborazione tra le due scuole.
Investire nei giovani, nella cultura e nell’inclusione
Non da ultimo, per Carlo Donadini, presidente dell’associazione Amici del Conservatorio, l’apertura della nuova sede “significa credere che la cultura, quando è accessibile, produce valore per tutti”. Ha poi posto particolare importanza sulla collaborazione tra pubblico e privato. “Da una parte le istituzioni pubbliche, che riconoscono il valore della formazione musicale e ne sostengono la diffusione; dall’altra un’Associazione privata di pubblica utilità, come gli Amici del Conservatorio, che investe nei giovani, nella cultura e nell’inclusione. Insieme, queste energie non si sommano soltanto: si moltiplicano. E quando ciò accade, il risultato non riguarda soltanto chi frequenta una scuola di musica, ma l’intera comunità”.
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