Maggioranza labile, chiesto il confronto
Ieri col Municipio la conta di favorevoli e contrari alla nuova caserma dei pompieri. Sollecitati dettagli sulla differenza di costo con il sito dell’ex Birreria
Di Marino Molinaro
Quante chance ha di superare lo scoglio del Consiglio comunale, durante la seduta del 15 giugno, la richiesta di credito di 14 milioni per comprare l’ex Lati di Sant’Antonino e di 700mila franchi per progettare la sua trasformazione in nuova sede dei Pompieri di Bellinzona e della Protezione civile? Attualmente poche, mancando parecchi dettagli comparativi con l’opzione ex Birreria di Carasso, accantonata dal Municipio. Perciò quasi certamente il tema slitterà alla seduta di settembre per cercare di convincere nel frattempo un numero sufficiente di consiglieri scettici. È quanto emerge a margine dell’incontro voluto dal Municipio che ha convocato ieri i capigruppo in Cc e i presidenti sezionali. Scopo dell’esercizio, ma non solo, contare favorevoli e contrari e capire se vi sia una solida maggioranza a sostegno del messaggio che nei vari gruppi sta da mesi suscitando perplessità e contrarietà. Dalla conta emerge che il Ps è favorevole, il Centro lo è quasi tutto e il Plr è diviso. Nel gruppo Lega/Udc ci sono più no che sì. Contrari di sicuro i due consiglieri Mps (i primi ad aver mostrato pubblicamente pollice verso), i tre Verdi/Fa e probabilmente quasi tutti i quattro di Avanti con Ticino&Lavoro, Più Donne e Noce. Per un totale fra astenuti, scettici e contrari non sufficiente a raggiungere la maggioranza, ma tale da fragilizzare un’operazione in cui l’Esecutivo crede molto. Con in più il rischio di un fronte referendario interpartitico che potrebbe (ri)attivarsi dopo il successo delle firme raccolte contro il credito di 19 milioni per il rilancio turistico e storico della Fortezza.
In tutto 8-12 milioni da chiarire
A sciogliere talune riserve – nel corso dell’estate in vista appunto di settembre – potrebbero essere le risposte a una serie di chiarimenti chiesti e risollecitati ieri dai gruppi (anche attraverso una nuova interpellanza che segue quella dell’Mps depositata a dicembre) e che riguardano in primis la differenza di costi fra le due opzioni. Carasso, peraltro, dove dal 2006 al 2025 si è a più riprese progettato l’inserimento di Ecocentro (il solo finora ad essere stato realizzato), Pompieri e altri servizi quali Pci, magazzini comunali (nel frattempo destinati a sorgere a Sementina investendo 10 milioni) e Croce Verde (ancora ignota la sua nuova eventuale destinazione). Da più gruppi è stata invocata la necessità di dettagliare la differenza in milioni, considerando anche quanto sin qui speso in vent’anni per progettare (del tutto o parzialmente invano?) a Carasso. Cifre assenti nel messaggio municipale dello scorso dicembre, dove emerge che l’investimento per l’ex Lati ammonterebbe a 34 milioni e quello per l’ex Birreria fra i 38 e i 42 più i 4,5 spesi per comprare il complesso fatiscente. Quindi una differenza di 8-12 poco chiara che molto difficilmente consentirà alla Commissione della gestione di esprimersi in tempo utile (entro settimana prossima) con uno o due rapporti in vista della seduta del 15 giugno, a questo punto destinata a slittare di tre mesi.
INTERPELLANZA BIS
‘Fuori la comparazione’
Intanto come detto la questione registra un’interpellanza di Maura Mossi Nembrini (Più Donne) che difendendo l’opzione ex Birreria chiede appunto al Municipio trasparenza sull’ex Lati. “Carasso – premette ribadendo i dubbi già espressi in dicembre dall’Mps in un’interrogazione rimasta finora senza risposta – si trova in una posizione centrale rispetto al territorio urbano di Bellinzona e alle principali direttrici d’intervento verso il centro cittadino, gli istituti sensibili, l’ospedale e le aree densamente popolate. Sant’Antonino risulta invece periferico rispetto al cuore della città e situato in una zona frequentemente congestionata dal traffico”. In ogni caso “non è chiaro sulla base di quali studi comparativi il Municipio abbia deciso di modificare radicalmente l’impostazione precedentemente sostenuta”. Le informazioni, prosegue l’atto parlamentare, “emergono in modo frammentario e a decisioni già orientate, dando l’impressione che i processi decisionali avvengano dall’alto verso il basso anziché attraverso un confronto trasparente e partecipato”. Un modo di procedere “che impedisce un vero dibattito democratico”. Nel caso specifico, “trattandosi di una struttura destinata a ospitare funzioni operative complesse, è fondamentale comprendere sulla base di quali criteri tecnici, dimensionali ed economici le diverse varianti siano state valutate. In particolare, risulta importante chiarire se le due opzioni siano state confrontate sulla base di un identico programma degli spazi e delle esigenze operative effettive”.
Perché in un Comune non aggregato?
Constatazioni cui seguono diverse domande, volte anzitutto a capire come mai il Municipio “non ha sottoposto al Cc un messaggio completo con tutte le varianti analizzate, i costi complessivi e le motivazioni della scelta finale”. E come mai “il Municipio anziché valorizzare una zona della propria città adiacente al Ponte della Torretta e al Parco fluviale ha optato per riqualificare un’area di un Comune non aggregato”. Quindi gli aspetti tecnici: esporre il programma completo degli spazi previsto per la sede del Corpo pompieri e della Protezione civile, fra superfici utili, volumetrie, funzioni operative e spazi logistici, tecnici, amministrativi e formativi. La consigliera vuole anche sapere quali studi di fattibilità, progetti o analisi comparative sono stati elaborati per le due sedi; quali costi sono già stati sostenuti negli anni per studi, progettazioni e valutazioni relative all’ex Birreria; quali sono le superfici disponibili nei due comparti, gli indici edificatori, le volumetrie edificabili; come sono stati calcolati i costi delle due varianti distinguendo fra acquisizione fondi e stabili, demolizioni, bonifiche, nuova edificazione, adattamenti strutturali, costi infrastrutturali, costi esterni e sistemazioni, costi d’esercizio. E ancora, se sono stati considerati i costi indiretti derivanti dalla localizzazione quali accessibilità, tempi di percorrenza, organizzazione dei volontari, necessità logistiche supplementari. Chiesti anche i nomi degli specialisti che hanno partecipato alla definizione del programma e alla valutazione delle varianti. In definitiva, “si rendano pubblici gli studi comparativi e i criteri utilizzati”.
BELLINZONA E VALLI
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2026-05-28T07:00:00.0000000Z
2026-05-28T07:00:00.0000000Z
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