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I funzionari: mai vista una cosa del genere

L’incontro voluto da Zali sul 14enne alla Farera. La sottocommissione ‘Finanze’ (alta vigilanza) sente il ministro leghista e poi Andreotti, Laffranchini e Salamone

Di Andrea Manna

«La nostra intenzione è di procedere celermente, perché queste vicende vanno chiarite in tempi rapidi, nell’interesse delle persone coinvolte e nell’interesse dei cittadini. A me piacerebbe arrivarne a una nel corso del mese di luglio, ma temo che non sarà possibile». Sono passati alcuni minuti dalle 12.30 quando ieri a Bellinzona al Palazzo delle Orsoline Fiorenzo Dadò, alla guida della commissione parlamentare della ‘Gestione’, si concede ai giornalisti. È reduce da tre ore di audizioni. Tre ore durante le quali la sottocommissione ‘Finanze’ – coordinata dal presidente e deputato del Centro e chiamata nell’ambito dell’alta vigilanza a fare piena luce sull’incontro, quantomeno istituzionalmente anomalo, sollecitato dal ministro leghista Claudio Zali sul caso del 14enne collocato nel carcere giudiziario della Farera, 14enne della cui madre il consigliere di Stato è conoscente – ha sentito quasi tutti i partecipanti a quella riunione. Ovvero lo stesso consigliere di Stato e dopo di lui la responsabile della Divisione giustizia (Dipartimento istituzioni) Frida Andreotti, il direttore delle Strutture carcerarie cantonali Stefano Laffranchini e la direttrice medica del Servizio di medicina penitenziaria dell’Ente ospedaliero cantonale Teresa Salamone. Sono stati ascoltati separatamente. All’incontro, svoltosi il 9 giugno nell’ufficio di Zali, era presente anche la magistrata dei minorenni Fabiola Gnesa: verrà sentita prossimamente da un’altra commissione del Gran Consiglio, la ‘Giustizia e diritti’.

Dadò: ora il nostro compito è appurare i fatti

Dadò per ora non si sbilancia. «Da parte delle persone che abbiamo ascoltato c’è stata la massima collaborazione – assicura –. Abbiamo acquisito anche della documentazione, poca per la verità». La sottocommissione attende fra l’altro i verbali delle recentissime audizioni. «Per il momento il nostro compito non è di esprimere un giudizio, ma di appurare i fatti. E quindi di capire cosa sia avvenuto durante quella riunione». Dunque «se vi sia stata o meno una violazione della separazione dei poteri, se vi sia stato un conflitto di interessi, se vi siano state eventuali pressioni» di Zali «su magistrati (il riferimento è alla magistrata dei minorenni, ndr) e funzionari». Aggiunge Dadò: «Valuteremo il materiale che è e finirà sotto la nostra lente e decideremo se fare ulteriori approfondimenti». Composta – oltre che da Dadò – dai granconsiglieri Alessandra Gianella (Plr), Michele Guerra (Lega), Ivo Durisch (Ps), Alain Bühler (Udc) e Samantha Bourgoin (Verdi), la sottocommissione ‘Finanze’ «dovrà allestire un rapporto all’attenzione della commissione della ‘Gestione’, la quale lo discuterà e stabilirà se segnalare qualcosa e a chi: per il momento – ribadisce il granconsigliere del Centro – il nostro compito è di appurare i fatti, di certo non possiamo basarci unicamente su quello che hanno riportato i media».

Media come la ‘Regione’. Che ha riferito di quell’incontro voluto da Zali con chi si occupava della materia. L’organizzazione della riunione era stata chiesta ad Andreotti mercoledì mattina 3 giugno, via WhatsApp, da Zali, titolare, nel post arrocchino leghista in governo, del dossier giustizia, ma non del fascicolo carceri, rimasto nelle mani di Norman Gobbi. La Direzione del Dipartimento del territorio, ossia quello ufficialmente diretto da Zali, veniva informata per telefono, già la sera di quel mercoledì, dei nomi di coloro che avrebbero preso parte all’incontro del 9 giugno: la stessa Andreotti, Laffranchini, Salamone e la magistratura dei minorenni. Di più. A Zali era stato fatto presente anticipatamente da Andreotti che gli sarebbe stato spiegato come avviene la presa a carico dei minorenni detenuti in generale. Nell’audizione davanti alla sottocommissione ‘Finanze’ Andreotti ha confermato che la direzione del Dipartimento del territorio era al corrente dei partecipanti alla riunione dalla sera del 3 giugno. La direttrice della Divisione, fra l’altro, aveva prospettato due date, tra fine giugno e inizio luglio. Ma l’incontro era considerato da Zali urgente. Incontro che si tiene la mattina di martedì 9. L’ex giudice penale sposta subito il focus sul 14enne, che conosce, come la madre. Zali chiede la scarcerazione/trasferimento del ragazzo nel giro di poco tempo. Lo vuole fuori dalla Farera. Si dice disposto anche a prenderlo con sé a casa pur di tirarlo fuori da quel carcere giudiziario. Certo, non è il posto idoneo per un minore, ancorché inchiestato per gravi reati, ma in Ticino mancano strutture chiuse adatte per minorenni: peraltro l’avvocato difensore del ragazzo non ha impugnato il provvedimento giudiziario del collocamento alla Farera. I due alti funzionari, la dottoressa e la magistrata dei minorenni non cedono. Non accennano al caso specifico, quello del 14enne. Nella riunione parlano in termini generali della presa a carico dei minorenni detenuti. Come appreso dalla ‘Regione’, Andreotti e Laffranchini hanno affermato – rispondendo alle domande della sottocommissione – che mai, in base alla loro esperienza, un consigliere di Stato ha indetto una riunione partendo da un caso specifico con il quale aveva un legame/una conoscenza personale.

Maderni: la ‘Giustizia’ ascolterà Cdm e Gnesa

Ieri si è riunita, online, anche la commissione ‘Giustizia e diritti’. «Abbiamo deciso che una nostra sottocommissione sentirà in audizione il Consiglio della magistratura e la magistrata dei minorenni Gnesa – fa sapere, da noi interpellata, la presidente Cristina Maderni –. Ciò che avverrà – continua la deputata del Plr – nei prossimi giorni: fisseremo la data non appena avremo la loro disponibilità. Chiarezza si impone e occorre farla in tempi brevi». Per quel che è di sua competenza, il Consiglio della magistratura ha sentito nei giorni scorsi Gnesa. Che cosa l’organo di vigilanza sul sistema giudiziario ticinese abbia deciso alla luce dell’audizione della magistrata dei minorenni al momento non si sa. E neppure si sa al momento se il Ministero pubblico abbia deciso, sul fronte penale, qualcosa in merito all’incontro sollecitato da Zali. Si vedrà.

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