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‘I poteri sono separati, ora tocca alle indagini’

Per il Centro il silenzio del governo sulla 52enne morta a Melide e sul caso del docente di Giubiasco è ‘assordante’. Ma Ps, Plr e Lega invitano alla prudenza

Di Vittoria De Feo

«Nel rispetto della separazione dei poteri mi chiedo che cosa avrebbe dovuto comunicare il governo». La copresidente del Ps Laura Riget non concorda per nulla con i contenuti del comunicato stampa diffuso venerdì dal Centro. Una nota in cui i vertici del partito sottolineavano come gli eventi delle ultime settimane – in particolare la morte della 52enne che aveva postato le registrazioni telefoniche con il consigliere di Stato Claudio Zali, i cui contenuti hanno portato alle dimissioni del ministro leghista, e il caso del docente delle Medie di Giubiasco, segnalato più volte alla Direzione dell’istituto nell’arco di dieci anni – “non possano essere accompagnati dal silenzio delle istituzioni”. Di più. “Di fronte a vicende tanto delicate – scriveva l’Ufficio presidenziale del Centro –, appare sempre più difficile comprendere l’assordante silenzio del governo, e in particolar modo della sua presidente (la socialista Marina Carobbio, ndr), che attualmente detiene anche la responsabilità politica dei dossier di polizia e magistratura”.

‘Così si alimentano speculazioni che aggravano la crisi istituzionale’

Riget però non ci sta. «Non concordo con le critiche del Centro. Polizia e inquirenti – spiega – hanno come da prassi fatto le comunicazioni ufficiali e stanno indagando. Ed è per questo che insisto sulla separazione dei poteri: il governo ha un ruolo, la giustizia ne ha un altro». Esprimendo vicinanza alla famiglia della donna deceduta, la socialista non nasconde inoltre una certa preoccupazione: «Comunicati stampa come quelli del Centro, ma anche i giudizi mediatici che abbiamo letto negli scorsi giorni, alimentano speculazioni e un clima caratterizzato da connotazioni complottistiche che inaspriscono ulteriormente la crisi istituzionale in corso. E questo in un momento storico in cui servirebbero delle istituzioni forti capaci di dare risposte ai problemi della cittadinanza, dal potere d’acquisto, passando dal mercato del lavoro, alla crisi climatica». Insomma, deplora, «nelle ultime settimane la politica ha parlato molto di se stessa e molto poco di quelli che sono i problemi quotidiani della popolazione».

‘Sono in corso accertamenti fondamentali, ogni cosa a suo tempo’ Alessandro Speziali

Anche il presidente del Plr mette l’accento sui «rischi di anticipare o alimentare collegamenti e conclusioni» che avrebbe comportato «un’entrata nel merito della vicenda da parte del governo mentre sono in corso accertamenti fondamentali». E rimarca: «Occorre certamente massima chiarezza e determinazione nel portare luce su qualsiasi aspetto della vicenda, anche rispondendo agli atti parlamentari intervenuti nel frattempo». Non solo. «Poteva però esserci una comunicazione o una presenza di vicinanza verso i membri della commissione parlamentare ‘Giustizia e diritti’ che si sta occupando di determinate situazioni delicate in un momento politico e istituzionale per nulla sereno». Speziali tiene inoltre a manifestare la propria vicinanza ai familiari e agli affetti della 52enne. Rispetto invece al caso delle Medie di Giubiasco, il presidente del Plr non le manda a dire: «Ho avvertito molto imbarazzo istituzionale. Qui – precisa – non si chiede al Dipartimento educazione, cultura e sport di pronunciarsi sulla colpevolezza penale del docente, che spetta alla magistratura. Si chiede di spiegare come e perché non abbia funzionato l’amministrazione scolastica, da Giubiasco a Bellinzona». In tal senso, osserva il liberale radicale, «le notizie secondo cui si sono susseguite segnalazioni per una decina d’anni sono estremamente gravi. Bisogna sapere chi ne fosse a conoscenza, se siano state verbalizzate, quali provvedimenti siano stati adottati e se le informazioni siano state trasmesse dalla Direzione della scuola agli organi superiori del Decs». E aggiunge: «L’inchiesta amministrativa non dovrà limitarsi a stabilire se singole procedure siano state formalmente rispettate, ma dovrà verificare se il sistema abbia concretamente protetto allieve, colleghe e personale. E dovrà inoltre essere chiarito se e perché l’incarico del docente accusato sia stato rinnovato per così tanti anni. Se quanto riportato sarà confermato, sarà necessario spiegare chi abbia autorizzato i rinnovi e quali verifiche siano state svolte. E trarne le dovute conseguenze».

‘Il rispetto dell’inchiesta deve valere per tutti, anche per le commissioni’

È stringato il commento del vicecoordinatore della Lega Alessandro Mazzoleni. «La Lega condivide l’invito del Centro a evitare speculazioni e strumentalizzazioni, nel rispetto della defunta, dei familiari e delle persone coinvolte», dice non senza una certa ironia. E rincara: «Il rispetto dell’inchiesta deve valere per tutti». Ragione per cui, sottolinea il leghista, «per coerenza, anche le commissioni parlamentari dovrebbero sospendere prudenzialmente i propri lavori fino alla conclusione degli accertamenti di polizia e magistratura, evitando indagini parallele e conclusioni premature». Comunque sia, «ribadisco la fiducia che ha la Lega nelle autorità competenti ed è per questo che chiediamo che possano operare senza interferenze. È una questione di rispetto: della 52enne, delle persone a lei vicine e della verità».

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2026-08-24T07:00:00.0000000Z

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