‘Benefici sul territorio’ con la valorizzazione
Nello studio sul rilancio la società di consulenza lucernese indicava che sarebbero possibili fino a 200 nuovi posti di lavoro, di cui il 35% nella regione
Di Marino Molinaro
Valorizzazione Fortezza e votazione referendaria del 27 settembre: un elemento importante, finora messo poco in luce, riguarda le ricadute economiche dirette e indirette che l’operazione potrebbe generare nell’immediato e sul lungo termine a Bellinzona, nella regione e in Ticino. Almeno così sostengono Città e Cantone che hanno sviluppato insieme il progetto negli ultimi 12 anni. Ricadute da intendere come nuovi posti di lavoro e più affari per negozi, ristoranti e alberghi. Laddove insomma Bellinzona grazie al suo patrimonio Unesco reso più attrattivo potrebbe risalire la china dell’offerta turistica, trasformandosi da semplice tappa ad autentica meta turistica. “L’aumento dei visitatori paganti, l’estensione della durata della visita e la maggior capacità di attrazione – scrive il Municipio nel messaggio da 19 milioni votato in marzo dal Consiglio comunale – sono fondamentali per fare della Fortezza anche un motore di sviluppo turistico-economico”. Torniamo dapprima al 2014 quando il Dipartimento finanze ed economia commissiona a tre società specializzate (Rütter Soceco, Tiresia e Line@soft) lo studio denominato ‘Impatto economico del turismo in Ticino’. Un capitolo riguarda il turismo legato ai castelli di Bellinzona. Obiettivo, definire la tipologia di visitatori (di giornata, pernottante o locale) e la provenienza; capire l’importanza dei castelli per la scelta di visitare la regione (fattore evento); stimare la domanda economica generata; analizzare l’importanza della visita ai castelli nei pacchetti turistici offerti dai tour operator. “Le indagini hanno tuttavia dimostrato che i castelli vengono inclusi solo occasionalmente nelle offerte degli operatori turistici svizzeri, tedeschi e italiani. Pertanto non è possibile formulare alcuna conclusione”. Un vuoto importante che la valorizzazione mira a colmare.
Chi arriva da dove
Allora il totale di visitatori annui ammontava a 115mila, di cui 30mila paganti avendo visitato mostre e musei; il 5% indigeni, il 44% ospiti giornalieri non pernottanti, il 51% ospiti pernottanti da qualche parte in Ticino. Un quarto dei visitatori proviene da altri cantoni, il 54% da altri Paesi europei e il 12% dal resto del mondo. Due terzi provengono quindi dall’estero, confermando l’attrazione internazionale. I visitatori europei provengono per il 31% dall’Italia, 19% dalla Germania e 8% dalla Francia. Gli ospiti dal resto del mondo arrivano in gran parte da Asia e Stati Uniti. Una parte significativa è composta da “gruppi organizzati che durante il loro viaggio fanno tappa a Bellinzona per una visita dei castelli”.
Visita non determinante per chi pernotta
Per gli ospiti di giornata – dettaglia lo studio – la scelta di visitare Bellinzona “è determinata quasi unicamente dalla presenza dei castelli”. Che per i pernottanti “è invece meno importante e incide meno sulla loro decisione di visitare la regione. Molto probabilmente si recano a Bellinzona per altri motivi e una volta in città si concedono una visita ai castelli”. Il calcolo sul tipo di struttura d’accoglienza usata (ristorante, hotel, ecc.) determina che i castelli producono una domanda turistica pari a 7,1 milioni annui, “corrispondente allo 0,26% della domanda globale del turismo in Ticino, pari a 2’725 milioni”. Nemmeno l’un percento dunque. Il pernottamento produce il 33%, la ristorazione il 42%, le entrate ai castelli il 3%, il trasporto il 6%, alimentari e negozi di souvenir l’8%.
Un quarto dei tour operator
Si diceva dei tour operator: dei 67 interpellati, solo il 24% inserisce nei pacchetti turistici anche la visita ai castelli; il 4% sostiene che molto probabilmente in futuro la inserirà. Diversi i motivi del non inserimento: i più citati sono la mancanza di domanda da parte dei turisti, il fatto che viene offerta unicamente una visita guidata alla città, che Bellinzona è raggiungibile in treno; che le regioni lacustri sono più interessanti, che i castelli non sono facilmente accessibili in bus, specialmente per i gruppi di anziani. Emerge inoltre che “spesso vengono visitati di passaggio facendo una tappa prima di raggiungere altre destinazioni, oppure su richiesta esplicita, come le gite scolastiche”. Fine dello studio, nessuna raccomandazione ma il quadro è chiaro.
‘Elevato potenziale di crescita, a patto che...’
Nel gennaio 2015 la società lucernese Erlebnisplan, specializzata in strutture storico-turistiche Unesco, consegna lo studio di fattibilità di 182 pagine commissionatogli dal Municipio. Farà da base per decidere lo sviluppo infrastrutturale, turistico e contenutistico dei castelli. Quasi subito evidenzia che “Bellinzona costituisce una sede molto interessante per un’attrazione turistica. Il vicino bacino di utenza del
Ticino dispone di un mercato di visitatori straordinariamente forte in estate. Inoltre l’apertura della galleria di base del San Gottardo nel 2016 promette un ulteriore aumento della frequenza delle gite turistiche dal nord. Queste condizioni generali, insieme allo stato e alle condizioni strutturali e contenutistiche dei castelli lasciano presagire un elevato potenziale di crescita turistica nel prossimo futuro, a condizione che l’offerta e la gestione dei castelli siano sviluppate di conseguenza”. Condizione chiara dunque. Altrettanto l’obiettivo, ossia portare la Fortezza nella Top 10 delle attrazioni turistiche e culturali della Svizzera, “grazie alla coraggiosa e coerente attuazione di nuovi contenuti, elementi chiave e rappresentazioni concettuali, tematici e d’allestimento orientati a evidenziare l’importanza storica secolare del sito; un’amministrazione commerciale globale delle offerte e attrazioni per i visitatori; una struttura organizzativa nuova ed efficiente con management e marketing professionali e orientati ai visitatori”, con una chiara indicazione ai turisti su cosa sia possibile visitare e a quale costo.
Effetti diretti e indiretti da 5 a 22 milioni
Un aumento della frequenza, rimarcava Erlebnisplan, “può essere raggiunto soprattutto con una progettazione più invitante e una buona commercializzazione”. Il potenziale aumento dei visitatori paganti, stimato con prudenza, “è compreso a medio termine tra 75’000 e 95’000 e può arrivare nel lungo termine a 100’000-145’000”. Con quali effetti sull’economia regionale? La società lucernese spiega che gli effetti diretti e indiretti (questi ultimi considerano l’aumento del reddito dovuto alla spesa turistica) sono destinati a passare da 5 milioni di franchi annui con gli attuali 45’000 visitatori paganti, a 8,5/12,5 milioni a medio termine, fino a 13/22 milioni nel lungo termine. “Di regola rimane nella regione circa il 35-40%”. L’effetto positivo riguarda anche l’occupazione di personale: “Ogni franco guadagnato dal turismo ha effetti sulla creazione di posti di lavoro. In base all’esperienza si può creare un nuovo posto di lavoro ogni 100’000 franchi guadagnati. Con la rivalutazione della meta si possono creare 90 posti di lavoro nel medio periodo e fino a 200 nel lungo periodo, di cui il 35-40% nella regione”. Solo cifre? Affatto: “Oltre agli effetti misurabili quantitativamente, la valorizzazione dei castelli può ottenere anche effetti qualitativamente importanti per la regione” pensando ad esempio “all’insediamento di nuove aziende e al miglioramento dell’immagine culturale e storica, dell’offerta didattica per le scuole e della qualità di vita per la popolazione”. Ciò che ha convinto Cantone e Città a impostare il progetto ora referendato.
BELLINZONA E VALLI
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2026-09-18T07:00:00.0000000Z
2026-09-18T07:00:00.0000000Z
https://epaper.laregione.ch/article/281599542401407
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