Prezzi dei carburanti, Eni introduce un tetto alle tariffe
Da oggi torna conveniente fare il pieno in Italia
Di Marco Marelli
Continuano a crescere i prezzi dei carburanti, soprattutto il gasolio il cui sconto sulle accise da venerdì è stato dimezzato, passando da 12,2 centesimi al litro a 6,1 centesimi. Questo a seguito di una decisione del Consiglio dei ministri. Il prezzo medio del gasolio è così salito a 2,357 euro al litro, mentre la benzina è a 2,145 euro al litro. Gli ultimi rincari erano comunque scontati, per cui l’attenzione è su quanto succederà da oggi, lunedì 28 settembre, considerato che – per contrastare i continui rincari e dare respiro agli automobilisti – Eni, la principale azienda dell’energia in Italia, ha deciso di intervenire sul caro carburanti introducendo un tetto massimo ai prezzi della verde e del diesel.
Soglie prestabilite: 1 euro e 99 per la benzina, 2,19 per il gasolio
A partire da oggi, presso la rete dei propri distributori (sono quasi 4mila, 3’847 per la precisione, sparsi su tutta la penisola, tre a Como città, una mezza dozzina in tutta la provincia) le tariffe praticate alla pompa non potranno superare soglie prestabilite: la benzina sarà bloccata a un massimo di 1,99 euro al litro, mentre il gasolio avrà un limite massimo di 2,19 euro al litro. Per gli automobilisti ticinesi, con questi prezzi, torna quindi di nuovo conveniente fare il pieno a Como.
‘Supporto a famiglie e imprese in un contesto economico complesso’
La decisione rappresenta un intervento significativo nel panorama della distribuzione dei carburanti in Italia. Per quanto riguarda il calmieramento dei listini sarà attivo inizialmente per un periodo di trenta giorni, ma la società non esclude un prolungamento fino a fine anno, a seconda dell’evoluzione delle quotazioni e del mercato. Il tetto consentirà di abbassare i costi di circa 17 centesimi al litro rispetto alle quotazioni attuali. Con questa manovra, fa sapere l’azienda distributrice di energia, Eni intende offrire una forma di supporto a famiglie e imprese in un contesto economico complesso.
Attutito il ridimensionamento progressivo del taglio sulle accise
Come noto, le ragioni principali dell’aumento dei costi derivano dalla contrazione delle forniture sui mercati internazionali dovuta alle crisi geopolitiche e dalla progressiva chiusura di diverse raffinerie in Europa negli ultimi anni. L’intervento di Eni arriva in un momento cruciale nel contesto italiano ed europeo, coincidendo con il ridimensionamento progressivo del taglio fiscale sulle accise statali sul gasolio deciso dal governo di Giorgia Meloni. Il calmieramento del prezzo consentirà quindi di attutire l’aumento dei listini che si manifesterebbe altrimenti alla pompa.
Secondo le stime dell’associazione dei consumatori Codacons, il risparmio derivante dall’applicazione di questo tetto ai prezzi si tradurrà in un beneficio diretto per i consumatori pari a 11,2 euro su un pieno di benzina e 10,4 euro su un pieno di gasolio. Beneficio che con i prezzi attuali praticati in Ticino per gli automobilisti ticinesi sale a una quindicina di euro, sia per il pieno di benzina che di gasolio. Ovviamente solo se si fa rifornimento ai distributori dell’Eni. Staremo a vedere se da oggi ripartirà la corsa alle pompe di benzina al di là del confine.
Costi tra 100 e 400 milioni, troppo per i piccoli distributori
Il costo di questa iniziativa per Eni è stato stimato in 100 milioni di euro per trenta giorni, oltre 400 milioni di euro se i prezzi calmierati proseguiranno fino alla fine dell’anno. Cosa faranno le altre compagnie petrolifere? L’attenzione è puntata sulle altre major come Ip, Q8 e Tamoil, che per ora stanno alla finestra. E gli altri? Ci sono piccoli distributori che assicurano la metà della domanda di carburanti: hanno già fatto sapere che per loro è impossibile abbassare così tanto i prezzi.
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