Lega e Udc, federazione in un nuovo soggetto
La Dichiarazione d’intenti per la casa comune della destra mette nero su bianco prospettive, tempistiche e programma: il tutto entro giugno 2028. Ecco la lettera
Di Jacopo Scarinci
La dichiarazione d’intenti di cui nei corridoi si è parlato, quella che rappresenta le fondamenta della casa comune della destra che vedrà una collaborazione più stretta tra Udc e Lega dei ticinesi c’è, esiste. E nel documento, firmato il mese scorso, il 2 settembre, dal coordinatore leghista Daniele Piccaluga e dal presidente democentrista Marco Chiesa – che ‘laRegione’ ha potuto visionare –, è stato messo tutto nero su bianco. Scegliendo la strada della federazione, senza nessuno che fagocita nessuno, per un nuovo soggetto politico.
Questa casa comune, si legge, “sarà un soggetto conservatore, popolare, identitario, democratico, liberale in economia”. E con un programma già ben definito: “Tutela del lavoro e delle opportunità per i ticinesi; difesa del ceto medio e delle Piccole e medie imprese; sicurezza del territorio e dei cittadini; riduzione della spesa pubblica, delle ingerenze statali e della burocrazia; politica sociale incentrata sui reali bisogni dei ticinesi; fiscalità attrattiva e ferma opposizione a ogni aggravio fiscale; difesa dell’indipendenza, della sovranità e della neutralità della Svizzera; controllo dell’immigrazione e la lotta al caos dell’asilo”.
Per Udc e Lega, “la dichiarazione d’intenti dovrà essere tradotta in una proposta politica e organizzativa concreta, da sottoporre agli organi decisionali di Lega e Udc, per decisione definitiva sulla sua adozione entro la fine di giugno 2028”. Questa proposta sarà stesa da un gruppo di lavoro “con rappresentanti paritari” di entrambi i partiti, che, a ogni modo, “manterranno piena libertà di determinazione in merito alla proposta”.
‘Storica collaborazione, da rafforzare’
Insomma, eccoci qua. Eccoci a quella che viene considerata una naturale evoluzione, dal momento che “la storica collaborazione tra Lega dei ticinesi e l’Unione democratica di centro, consolidatasi nel corso di diverse legislature, si è tradotta in accordi elettorali che hanno prodotto risultati positivi per entrambe le forze politiche e, più in generale, per l’area di centrodestra”. E quindi, in ottica futura, “si intende rafforzare questa collaborazione che vede posizioni condivise su gran parte dei temi, con il sostegno mediatico de ‘Il Mattino della domenica’”. Non a caso, per la Lega, in calce al documento, c’è anche la firma del direttore Lorenzo Quadri, oltre a quella del consigliere di Stato Norman Gobbi.
Quindi, “per questo motivo – oltre al rinnovo dell’accordo elettorale per il quadriennio 20272031 che viene firmato contestualmente – nella consapevolezza che la politica non possa rimanere immobile e che sia invece necessario guardare al futuro con coraggio e lungimiranza, Lega e Udc ritengono opportuno compiere un ulteriore passo, nella prospettiva di federare le due forze in un nuovo soggetto politico”.
‘Ampliare i risultati raggiunti, valorizzando le diverse sensibilità’
Va da sé che l’obiettivo è “dar vita a una casa comune del centrodestra ticinese, aperta non soltanto agli attuali sostenitori della Lega e dell’Udc, ma a tutti i cittadini ticinesi che si riconoscono nei valori e nelle proposte di quest’area”. Questo nuovo soggetto politico, si legge ancora nella dichiarazione d’intenti firmata da Piccaluga e Chiesa, “avrà il compito di consolidare e ampliare i risultati finora conseguiti dall’area di riferimento, valorizzando nel contempo le diverse sensibilità che la compongono, nonché la storia e l’identità delle realtà che ne faranno parte”. Sempre questo nuovo soggetto “rappresenterà il Ticino in seno all’Udc svizzera, nel rispetto degli statuti e del programma a livello nazionale, mantenendo un forte radicamento nel territorio e una chiara identità ticinese”. Questa lettera, come anche confermato al congresso Udc di Ascona di sabato e dall’edizione dell’altroieri de ‘Il Mattino della domenica’ – grande sostenitore dell’operazione – dovrebbe essere presentata con una conferenza stampa per illustrare nel dettaglio il futuro di questa casa comune. Di cui per primo parlò Chiesa quando divenne presidente ad interim dell’Udc. Nelle interviste concesse ai media, infatti, sgombrò il campo dicendo che la destra in Ticino merita un’entità unica e coesa, e che la ripresa sia del dialogo in vista del trittico elettorale tra 2027 e 2028 sia per un orizzonte più lungo, sarebbe stata «una nuova spinta per essere più incisivi».
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2026-10-27T07:00:00.0000000Z
2026-10-27T07:00:00.0000000Z
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