Chi vuole la piazza e chi no (e perché)
Tra due fuochi l’idea dell’ex Comune votata nel 2023 dal Cc cittadino. Ora si sviluppa il Piano di quartiere ma sono pendenti tre ricorsi al Tram e altri seguiranno
Di Marino Molinaro
Subito il giro bus, fra alcuni anni la nuova piazza completa. Nelle intenzioni e al netto dei vari ricorsi – ancora pendenti o che si aggiungeranno e che potrebbero cambiare le carte in tavola – a Camorino è stato trovato un punto d’incontro fra il Municipio di Bellinzona e i petenti sul futuro del comparto Capeleta oggi prato vergine. Qui l’Esecutivo cittadino, ricordiamo, mira a realizzare finalmente e in tempi celeri l’atteso nuovo terminale della linea urbana 1 del Trasporto pubblico togliendolo dalla vicina piazzetta del paese le cui dimensioni ridotte complicano le manovre dei conducenti minando la sicurezza di pedoni e utenti. Una soluzione sollecitata dal Cantone e da Autopostale. Dal canto loro i promotori della recente petizione che ha raccolto 437 firme chiedono garanzie sulla realizzazione, nel comparto Capeleta, della piazza completa così come pianificata dal vecchio Comune prima dell’aggregazione, che oltre al nuovo giro bus prevede anche un’autorimessa, un parco pubblico, la nuova casa parrocchiale e un edificio multifunzionale, commerciale e residenziale dotato di centro diurno per anziani e spazi d’incontro per la popolazione. Pianificazione questa votata nel 2023 dal Legislativo cittadino, ma ora ‘sub judice’ davanti al Tribunale amministrativo cantonale poiché impugnata da tre privati che contestano vari aspetti, compreso l’esproprio di loro beni immobiliari.
Ed è qui che si gioca la partita: qualche proprietario, sentito dalla redazione, afferma che diversi confinanti, non per forza oggi ricorrenti, vedono male la soluzione completa pianificata in quanto limiterebbe o eliminerebbe sia gli accessi veicolari ai vari mappali, sia talune attività commerciali ed esercentesche. Da qui appunto una parte dei tre ricorsi al Tram (ma la questione potrebbe facilmente poi approdare al Tribunale federale) che se accolti renderebbero parzialmente o del tutto vani gli sforzi pianificatori in corso. In ogni caso altri ricorsi sono sin d’ora annunciati man mano che la procedura avanzerà. Un quartiere quindi spaccato in due fra chi vuole che si concretizzi tutto quanto previsto dal vecchio Comune e chi preferirebbe la realizzazione urgente del solo nuovo giro bus dotato anche di un parco pubblico e di un posteggio per veicoli. Durante un recente incontro fra una delegazione municipale e i promotori della petizione, seguito alla consegna delle firme avvenuta il 24 novembre, le due parti hanno convenuto che le rispettive esigenze possono andare a braccetto, seguendo però tempistiche diverse dettate anzitutto dalla necessità di beneficiare dei sussidi federali e cantonali per la realizzazione del giro bus stimata in un milione di franchi e, rispettivamente, dalla volontà di dotare il quartiere di una nuova piazza.
‘Incontro proficuo e input utili’
«L’incontro è stato proficuo», ci spiega il municipale Mattia Lepori, capodicastero Territorio e mobilità. «I primi firmatari hanno contestualizzato la petizione e i loro input sono stati utili. Noi abbiamo illustrato quanto già fatto e i prossimi passi». In particolare, confermando quanto ci aveva già anticipato il 24 novembre, «abbiamo incaricato un architetto di sviluppare il Piano di quartiere, definire l’impostazione plano-volumetrica del comparto e stimare i costi (ndr: fra i 20 e i 30 milioni, espropri compresi), così da poter ipotizzare le fasi realizzative e cercare il coinvolgimento di privati, visto che la variante di Piano regolatore votata due anni fa dal Consiglio comunale prevede la possibilità di un partenariato pubblicoprivato che sarà verosimilmente necessario visto le cifre in gioco». Nel frattempo «dovranno essere evasi i tre ricorsi pendenti davanti al Tram contro la variante di Pr. Si tratta di un processo complesso che richiederà tempo, ma non appena sarà disponibile una prima bozza la condivideremo con i proprietari e confinanti del comparto (ndr: in parte già di proprietà cittadina) e restiamo disponibili a discuterla anche con i petenti e l’associazione di quartiere».
A rischio sussidi per 700mila franchi
Di fronte ai timori dei petenti Mattia Lepori assicura poi che «abbiamo avviato l’iter (durerà anni) per il progetto completo previsto su più fasi realizzative. La fase zero è il capolinea del bus come previsto dal Programma di agglomerato di terza generazione. Capolinea che dovrà in ogni caso trovare posto nel comparto, come sancisce il Piano regolatore». Agire in questo modo «ci permette di risolvere in tempi brevi il problema di sicurezza che il Cantone e Autopostale continuano a lamentare, come pure di salvare 700mila franchi di contributi federali e cantonali previsti nel Pab3», e che hanno una scadenza. Decadranno infatti, se non utilizzati entro i termini previsti, come successo in autunno con la ciclopista alla Gerretta dotata di aree relax e orti comunali ma bocciata dal Consiglio di Stato a seguito di ricorsi.
‘Attendiamo con fiducia’
Dal canto loro in un comunicato i primi firmatari della petizione intitolata ‘Per l’avvio immediato della procedura di realizzazione del comparto Piazza-Capeleta’ esprimono soddisfazione: “Abbiamo potuto precisare e maggiormente argomentare – scrivono – le preoccupazioni della popolazione (ndr: una parte) sull’utilizzo del sedime unicamente quale piazza di giro bus, senza alcuna prospettiva di sviluppo futuro”. In particolare durante l’incontro “sono state ripercorse le tappe storiche e politiche che hanno permesso l’acquisto nello scorso trentennio, non senza importanti sacrifici finanziari, dei terreni privati alla Capeleta. Circa 2’700 metri quadrati altrimenti destinati alla speculazione edilizia. Invece vi si potranno realizzare obiettivi d’interesse pubblico, così come previsto dal Piano regolatore in vigore”.
Il Municipio – prosegue la nota stampa dei primi firmatari – ha dal canto suo “riconosciuto l’importante lavoro pianificatorio svolto dall’allora Municipio di Camorino, confermato dopo l’aggregazione dal nuovo Comune di Bellinzona, tant’è che lo ha inserito nei cinque progetti faro della Città”. Quindi la conferma: “Come richiesto sia dal Consiglio di Stato con l’approvazione del Pr, sia dalla petizione di cui ha riconosciuto la bontà degli intendimenti, il Municipio ha comunicato di avere recentemente conferito il mandato a uno specialista per lo studio del Piano di quartiere (obbligatorio) e in seguito procederà con l’informazione agli interessati. Contrariamente a quanto capitato finora, questo Piano permetterà finalmente di avere una visione d’insieme e coordinata sull’edificazione dell’intero comparto urbano in sintonia con le disposizioni pianificatorie in vigore”. Ora i rappresentanti dei firmatari della petizione “attendono con fiducia l’esito di quanto emerso nella riunione. Non mancheranno di debitamente informare chi ha firmato e la cittadinanza”.
Giro bus impugnato davanti al CdS
Pressione dunque a volontà. Lo stesso dicasi per i due ricorsi pendenti davanti al Consiglio di Stato contro la licenza edilizia recentemente rilasciata dal Municipio per la realizzazione del giro bus. Il Consiglio parrocchiale evidenzia una presunta mancanza della conformità del progetto col Piano regolatore. Mentre un confinante – ritenendo che il progetto non garantisca la sicurezza dei pedoni e sufficiente spazio di manovra – ha proposto nel ricorso una propria idea alternativa. Qualora i ricorsi venissero accolti, per motivi di tempo i sussidi cantonali e federali decadrebbero. Idem qualora venissero respinti e i ricorrenti si rivolgessero al Tram. Un’opzione utile alla Città – di fronte alle garanzie fornite dal Municipio sulla procedura in corso – sarebbe il loro ritiro.
BELLINZONA E VALLI
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2026-01-03T08:00:00.0000000Z
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