Diesel più caro della benzina, torna il ‘pieno transfrontaliero’
Un’inversione che non si verificava da tre anni
Di Marco Marelli
Per la prima volta in diversi anni un pieno di diesel costa agli italiani più di uno di benzina. Il pieno di ‘verde’ a Como – e più in generale nella fascia di confine – è tornato conveniente per gli automobilisti ticinesi. Questo per effetto del riallineamento delle accise (con l’aumento della tassazione sul diesel e la riduzione equivalente di quelle sulla benzina) deciso dalla manovra 2026 e in atto dall’inizio dell’anno. Un riallineamento “in linea con gli obiettivi green dell’Unione europea in materia di decarbonizzazione e superamento dei sussidi e dei regimi fiscali che in passato hanno favorito fiscalmente il gasolio, carburante più inquinante”. A confermarlo sono i dati forniti di recente dall’Osservatorio sui prezzi dei carburanti del Ministero delle imprese e del made in Italy (Mimit). Da un lato infatti il prezzo della benzina self-service alla pompa lungo la rete stradale nazionale ha toccato lunedì 5 gennaio un nuovo minimo dal 2021, attestandosi a 1,65 euro al litro. Dall’altro lato, il gasolio è arrivato a costare 1,67 euro al litro. Un’inversione che non si verificava dal 9 febbraio 2023, all’uscita dalla fase più acuta della crisi dei prezzi iniziata con l’invasione russa dell’Ucraina.
Il Mimit: ‘Continuiamo a monitorare l’andamento dei prezzi’
L’azione di monitoraggio e controllo del Ministero delle imprese e del made in Italy “ha contribuito a evitare distorsioni di mercato, smentendo le previsioni secondo cui il riallineamento delle accise avrebbe determinato un aumento del prezzo della benzina nonostante la riduzione fiscale prevista”, si legge nella nota del Mimit. Il ministero guidato da Adolfo Urso continuerà a “monitorare l’andamento dei prezzi, segnalando con cadenza settimanale alla Guardia di Finanza eventuali anomalie, a tutela della trasparenza e della correttezza del mercato”. Dopo la riforma l’Italia si ritrova con l’accisa sul diesel più alta d’Europa, un primato che pesa soprattutto per chi usa l’auto o i mezzi a gasolio (camion e tir); sulla benzina invece l’Italia scende nella classifica della tassazione, passando dal terzo al quarto posto.
Fino a 7-8 euro in meno ogni cinquanta litri
La variazione del costo dei carburanti in Italia è inevitabilmente avvertita dal ‘pieno transfrontaliero’. Innanzitutto, c’è da osservare che il diesel rincarato passa sotto silenzio in Canton Ticino, dove il carburante di una quota importante delle autovetture in circolazione è la benzina. Con il prezzo della ‘verde’ al minimo da qualche anno a questa parte per gli automobilisti ticinesi rifornirsi a Como (e nella fascia di confine) è dunque sempre più conveniente. In riva al Lario ci sono distributori che in modalità self-service vendono la benzina a 1,58 euro al litro, a fronte di un prezzo medio di 1,64 euro. La convenienza deriva anche dalla quotazione del franco rispetto alla valuta europea. Insomma, a Como si possono risparmiare 15 centesimi di euro, che con un pieno di cinquanta litri si traduce in 7-8 euro in meno. E questo, va da sé, significa un calo delle vendite da parte dei benzinai ticinesi, le cui difficoltà si trascinano da tempo. Ora come ora non si vedono segnali in grado di imprimere un’inversione di tendenza, anche perché sui commerci transfrontalieri dei carburanti ci sono due aspetti per nulla trascurabili. C’è quello legato al ‘turismo della spesa’, con l’assalto dei supermercati: per i ticinesi il carrello della spesa è sempre più pieno. E chi è a Como per la spesa non perde l’opportunità per fare rifornimento, considerato poi che molti centri commerciali dispongono di ‘pompe bianche’ – ovvero distributori di carburante indipendenti che si distinguono dai grandi marchi – che praticano prezzi più bassi. Ancora più significativo il fatto che l’esercito dei frontalieri (sono almeno 70mila quelli che sul posto di lavoro si recano con la propria autovettura) si rifornisce nei distributori del proprio Paese. Una volta, quando la benzina in Ticino era conveniente, i frontalieri facevano il pieno in Svizzera anche per familiari e amici.
CANTONE
it-ch
2026-01-13T08:00:00.0000000Z
2026-01-13T08:00:00.0000000Z
https://epaper.laregione.ch/article/281603836854448
Regiopress SA