L’Ac Bellinzona cambia rotta, la presidenza a Krasniqi
Movimentata assemblea dell’Associazione. Nel comitato entrano, oltre al nuovo numero uno, anche Roberto Mercoli e Alberto Salpietro, esponenti della Sa
Di Sebastiano Storelli
L’animata assemblea dell’Associazione che governa il settore giovanile ha sancito l’uscita di Brenno Martignoni e l’ingresso di Mercoli, Salpietro (membri della Sa), Giussani e Meoli.
Shpetim Krasniqi è il nuovo presidente dell’Associazione Calcio Bellinzona. Lo ha deciso l’assemblea tenutasi in serata nell’Auditorium di BancaStato, assemblea che ha formalizzato l’uscita di scena di
Brenno Martignoni-Polti, ex numero uno dell’Acb, in carica dall’ottobre 2024. Nel nuovo comitato, a rappresentare uno dei tre seggi appannaggio di persone scelte dall’Acb 1904 (Sa), non entra però il patron granata, il colombiano Juan Carlos Trujillo, assente all’assemblea, ma ad affiancare Krasniqi (direttore generale della squadra di Challenge League) ci saranno Roberto MercolieAlberto Salpietro. Tre nomi sui quali, alla luce della “Convenzione di collaborazione e contratto di finanziamento”, siglata nel 2019 e che regola i rapporti tra Sa e settore giovanile (e il versamento di 90’000 franchi annui a favore dell’Associazione), l’assise granata non ha avuto voce in capitolo, a differenza degli ultimi due membri che andranno a formare il direttivo, Mauro
Giussani eAdriano Meoli, loro sì votati dalla trentina di aventi diritto presenti in sala.
Proposta Spinelli, quante discussioni
È stata una riunione molto accesa, quella protrattasi per oltre un’ora e mezza e ruotata a lungo attorno alla proposta formulata da Karim Spinelli. Con la quale il Consigliere comunale Plrt chiedeva che fosse modificato l’articolo 19 dello statuto, secondo il quale il presidente e due membri di comitato (la maggioranza) dovevano essere emanazione della Sa. Una proposta che, secondo molti presenti, si scontrava però con la convenzione summenzionata che avrebbe necessitato di una modifica (convinzione generale), come ha fatto notare Luca Zorzi. «Ma Società anonima e Associazione – ha ribadito più volte Spinelli –, come succede negli altri club, dovrebbero rimanere entità distinte tra di loro. Che collaborano, certo, ma comunque distinte». Accettare la proposta avrebbe significato l’esclusione dal comitato delle candidature della Sa, con nomine tutte decise dall’assemblea. Tuttavia, al termine di una lunga serie di interventi, la proposta di Karim Spinelli ha raccolto soltanto 5 voti favorevoli ed è così stata sonoramente bocciata. Ragion per cui, è stato possibile confermare l’entrata in comitato di Krasniqi, Mercoli e Salpietro, quest’ultimo già responsabile del settore giovanile del Lugano tredici anni fa. Salpietro si è poi presentato ai soci granata e ha disegnato quello che sarà il futuro lavoro del nuovo comitato. «La prima priorità è quella di riportare il calcio d’élite a Bellinzona (dopo la decisione dell’Fc Lugano di creare una partnership con l’Us Giubiasco, ndr). Ci sarà da lavorare a fondo, non ci sveglieremo da un giorno all’altro trovando risolti tutti i problemi. E se ci sono persone desiderose di lavorare per il bene dell’Acb, noi siamo pronti ad accoglierle in comitato (ovviamente, la maggioranza dei membri rimarrebbe alla Sa, ndr). Per quanto riguarda l’aggiornamento della convenzione, assolutamente necessario in quanto dal 2019 troppe cose sono cambiate, propongo la creazione di un gruppo di lavoro misto. Ma una cosa deve essere chiara: per l’Associazione i soldi della Sa sono indispensabili».
Bentancur attacca, la Città risponde
Alla riunione ha presenziato pure Pablo Bentancur, in qualità di membro uscente. E l’ex patron granata, uscendo dal seminato e dando vita a un nuovo binario di discussione, non ha perso l’occasione per attaccare frontalmente la Città per la perdita della partnership con il Lugano. «Il calcio d’élite è stato perso anche perché la Città si è messa d’accordo con Giubiasco per favorire l’accordo con il Lugano. Ci sono i documenti che lo dimostrano. È difficile fare calcio ad alto livello senza il supporto della politica». Gli hanno risposto a breve giro di posta sia Andrea
Laffranchini, responsabile dell’Ente sport, sia il vicesindaco Fabio Käppeli, secondo i quali le accuse di Bentancur «sono gratuite e inaccettabili in quanto non veritiere. I rapporti tra Bentancur e la Città – ha sottolineato Laffranchini – sono sempre stati molto complicati e poco rispettosi. Nelle trattative con il Lugano abbiamo chiesto a più riprese a Martin Blaser di rivedere la decisione, di darci un’altra possibilità». «La nostra priorità era mantenere il calcio d’élite nel Bellinzonese – ha aggiunto Käppeli –, per evitare ai nostri ragazzi di doversi allenare a Locarno, a Gambarogno o in Leventina. Ci sono decisioni concrete che abbiamo dovuto prendere per salvare il salvabile».
Martignoni: ‘Sono stato espulso’
E nel botta e risposta si è inserito anche Martignoni che ha attaccato senza mezzi termini l’Fc Lugano: «Le trattative sono effettivamente partite dal Lugano, in quanto incaricato dalla Sfl, e la società bianconera ha fatto proposte inaccettabili sia per la Sa, sia per l’Associazione e che avrebbero avuto pesanti ripercussioni per l’Ac Bellinzona. In questo cantone le squadre sono quattro, Lugano e Ambrì di hockey, Lugano e Bellinzona di calcio. E quindi l’Acb non è tenuto ad abbassare la testa solamente perché in questo momento storico il Lugano può contare su un finanziatore importante, mentre il club granata non sta messo benissimo».
L’ex presidente si è poi espresso, in un intervento sempre più veemente, sulle ragioni della sua uscita dal comitato: «Sono stufo degli insulti in giro per la città (all’entrata dell’Auditorium una delegazione dei Bellinzona Boys ha distribuito un volantino contro il presidente, preso a male parole al momento del suo arrivo, ndr), perché io non ho guadagnato un franco. Oggi esco dal comitato non per mia volontà, ma perché la Sa ha deciso che non vado più bene, che sono un personaggio scomodo perché in disaccordo con i “boys”. Sono stato espulso senza avere possibilità di parola».
Dopo un’ora e mezza di discussioni animate, Marco Conedera, presidente del giorno, ha messo fine a un’assemblea che segnerà – nel bene o nel male lo dirà il tempo – il futuro prossimo dell’Ac Bellinzona.
PRIMA PAGINA
it-ch
2026-02-03T08:00:00.0000000Z
2026-02-03T08:00:00.0000000Z
https://epaper.laregione.ch/article/281603836896625
Regiopress SA