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La stagione finora è stata buona, ma non in Ticino

Le società che gestiscono gli impianti di risalita hanno vissuto una prima parte di stagione invernale buona, malgrado la scarsità di neve. Il discorso non vale però per il Ticino, dove – al 31 gennaio – si registrava una consistente flessione rispetto alla stagione precedente.

Stando ai dati diffusi ieri dall’associazione di categoria Funivie svizzere (Fs), a livello nazionale l’affluenza sino al 31 gennaio è scesa del 4% su base annua, ma va considerato che l’inverno 2024/2025 era stato eccezionalmente positivo: gli ingressi sono saliti del 17% se si prende in considerazione una media quinquennale. Le differenze regionali rimangono importanti. Nel confronto annuo il Vallese segna +3%, i Grigioni +1%, l’Oberland bernese -2%, le Alpi vodesi e friborghesi -5%, il Ticino -6%, la Svizzera centrale -8% e quella orientale -13%. Ampliando lo sguardo sui cinque anni tutte le zone mettono a referto un aumento, con in primo piano Oberland bernese (+25%) e Ticino (+22%), mentre più attenuata è la crescita nei Grigioni (+14%). Si osserva anche una differenza fra i comprensori oltre i 2mila metri (+3%), quelli fra 1’500 e 2mila metri (-4%) e quelli sotto i 1’500 metri (-14%). Nonostante la scarsa neve naturale, l’associazione di categoria valuta l’inverno finora “nel complesso come positivo”. “La maggior parte degli impianti di risalita è in grado di offrire piste eccellenti: a tal fine sono determinanti la tecnologia moderna, un funzionamento sicuro e personale ben formato”. L’organizzazione sottolinea il ruolo centrale dell’innevamento artificiale, nel quale gli operatori hanno investito oltre 55 milioni di franchi solo lo scorso anno.

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2026-02-06T08:00:00.0000000Z

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https://epaper.laregione.ch/article/281603836903516

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