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Rabadan esagerato? ‘Giusto approfondire’

Giovani, alcol, risse: per il sindaco non bisogna rivoluzionare il Carnevale ma puntare al sano divertimento. ‘Anzitutto i genitori considerino il problema’

Di Marino Molinaro

«Come per qualsiasi evento a grande richiamo che richieda un importante impegno organizzativo e anche un ruolo d’appoggio dell’ente pubblico, ritengo opportuno un bilancio di quanto proposto e visto durante il Rabadan ma anche qualche valutazione supplementare sul senso del divertimento proposto in tali dimensioni. Il Municipio ha preso atto della mozione presentata dalle due consigliere comunali; a prescindere dagli aspetti tecnici collegati alla sua ricevibilità essa pone comunque alcune questioni che meritano quantomeno una riflessione. Non si tratta di riformare o rivoluzionare il Carnevale di Bellinzona, durante il quale la stragrande maggioranza delle persone si comporta bene. Ma di approfondire determinati temi sensibili, come l’abuso di alcol da parte dei più giovani. Una riflessione merita di essere fatta. Dobbiamo interrogarci, ma senza drammatizzare e nella consapevolezza che difficilmente emergeranno proposte miracolose. Mi permetto anche di aggiungere che il successo di una manifestazione come il Rabadan non si misura tanto o solo in termini di affluenza ma anche e forse in primo luogo in termini di ‘sano’ divertimento, creatività, vita associativa».

‘Episodi che inquietano’

A due giorni dalla fine della fortunata 163esima edizione, che lui stesso ha seguito da vicino e frequentato anche di notte, il sindaco Mario Branda ritiene utile affiancare al consueto debriefing con la polizia, già agendato, sulla base di un rapporto dettagliato atteso entro due/tre settimane, anche un incontro con gli organizzatori, «a cui peraltro va riconosciuto l’incredibile lavoro svolto in questi mesi e per questa edizione. Una macchina che ha sviluppato un notevole grado di professionalità e attenzione». Sul piano dell’ordine pubblico «i primi dati parziali dicono che non ci sono stati grossi atti di messa in pericolo, ma come sempre emergono fatti e comportamenti che sarebbe meglio per tutti se si potessero evitare». Da alcuni anni non si verificano più risse e danneggiamenti, tuttavia non mancano scaramucce e aggressioni, in numero comunque contenuto rispetto al passato e considerando le svariate migliaia di persone presenti nel perimetro. Per contro la mozione espone una visione molto critica e preoccupata, specialmente sul consumo di alcol e sostanze da parte di giovani e giovanissimi: «Episodi che inquietano e non vanno banalizzati o sminuiti, ma appunto approfonditi e discussi – dichiara Branda – sebbene una larga parte dei ragazzi si comporti bene e si diverta in modo decoroso dimostrandosi all’altezza della situazione, stando a quanto mi viene riferito e in parte ho potuto vedere di persona».

Le proposte delle consigliere comunali

Fra le sei proposte formulate da Maura Mossi Nembrini e Lorenza Giorla Röhrenbach figurano quella di aprire una riflessione pubblica sul futuro del Carnevale coinvolgendo cittadini, famiglie, associazioni giovanili e operatori culturali; introdurre misure di tutela dei minorenni tra cui il divieto di permanenza dopo le 23 se non accompagnati; implementare sistemi chiari di distinzione tra maggiorenni e minorenni ad esempio attraverso braccialetti e bicchieri differenziati; rivedere la gestione degli spazi pubblici evitando soluzioni degradanti e non decorose per il centro cittadino. Temi di competenza quasi esclusiva della Società Rabadan, ma che chiamano in causa anche l’autorità cittadina, non da ultimo perché il Comune mette a disposizione il demanio pubblico. A prescindere dall’aspetto formale (ricevibilità o meno della mozione da parte del Legislativo), il succo delle proposte ha innescato parecchio dibattito sui social. Per una volta poco sguaiato e anzi costruttivo.

‘La responsabilità della singola famiglia’

Richiamando alla memoria un carattere più popolare e meno spinto del Rabadan, in passato altre critiche avevano puntato il dito su un’eccessiva ‘militarizzazione’ del perimetro, mentre la mozione odierna non ne fa cenno sebbene chieda di “valutare criticamente il modello organizzativo verificando se sia ancora compatibile con gli obiettivi sociali e culturali della Città”. Come dire, meno ‘sbrago’. «Tuttavia – replica il sindaco – il Carnevale porta storicamente con sé questa componente, sulla quale la politica viene oggi interpellata. Per me va bene che se ne discuta, ma per cominciare vorrei che fosse adeguatamente considerata dai genitori insieme ai loro figli. La responsabilità personale e della singola famiglia dev’essere una priorità. Poi gli organizzatori il loro ruolo lo svolgono fino in fondo. In effetti la corretta gestione della sicurezza è una delle condizioni che il Municipio ha sempre posto alla società del Rabadan concedendo l’utilizzo del suolo pubblico per un Carnevale di tali proporzioni. Rendiamoci conto che, dopo la Street Parade di Zurigo, il Rabadan è oggi probabilmente il più grande ‘party’ a cielo aperto della Svizzera. Lo sforzo organizzativo è importante e lo si vede sia sul terreno sia nelle finanze», visto che il comitato destina a questo scopo fra i 300 e i 400mila franchi per edizione. Un unicum in Ticino. Un apparato che viene costantemente affinato e modulato a dipendenza delle necessità, ancor più quest’anno dal profilo della sicurezza antincendio dopo la tragedia di Crans-Montana. «A sua volta, peraltro, la polizia riconosce la reattività degli agenti di sicurezza, che intervengono tempestivamente».

Il dilemma etico delle società sportive

In definitiva bisognerà attendere qualche mese o anno per capire se il Rabadan dovrà cambiare parzialmente pelle. Pare però poco probabile frenare o deviare una macchina di tali dimensioni. A meno che non si reagisca come fece nel 2014 l’Associazione calcio Sementina, quando, ritrovandosi frotte di minorenni giunti nel capannone già ubriachi, il presidente Pietro Castellano ebbe a descrivere come “una porcheria le scene cui ho assistito”. Da allora il Carnevale locale è tornato a essere quello di una volta (piccolo, di paese e popolare) e il club calcistico ha volontariamente rinunciato a preziosi introiti finanziari. Gli stessi che il Rabadan assicura ai vari sodalizi impegnati, con tornaconto, nella gestione dei rispettivi baretti e tendine. Un dilemma etico che potrebbe trovare un posto nelle valutazioni politiche sulla mozione pendente.

BELLINZONA E VALLI

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2026-02-20T08:00:00.0000000Z

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