Il Plr: ‘Giro di vite su criminali stranieri e sovraffollamento’
Rusconi: ‘La sicurezza non dipenda da carenze o limiti’
Era il 31 gennaio quando il Plr nazionale, riunendo i propri delegati, ha dato un’accelerata alla sua politica di sicurezza. Il documento di posizione ‘Proteggiamo la Svizzera’, infatti, rispondeva a quella che secondo l’Fdp è un aumento della percezione di insicurezza da parte della popolazione e il bisogno di dare un giro di vite attraverso vari ambiti. Due mesi dopo, il Plr ticinese partendo dagli assunti del documento di posizione e declinandoli all’attualità cantonale con una mozione chiede al Consiglio di Stato di agire sulla questione del sovraffollamento delle strutture carcerarie, e di spingere per la riammissione nei Paesi di origine degli stranieri autori di reato.
Il testo, firmato da Patrick Rusconi a nome del gruppo parlamentare, parla chiaro: “Il Consiglio di Stato deve intervenire formalmente presso il Consiglio federale affinché venga data priorità alla negoziazione e alla sottoscrizione di accordi di riammissione efficaci con i Paesi del Maghreb e con altri Stati di provenienza di stranieri che hanno commesso reati in Svizzera”.
Non solo, il governo cantonale deve “sollecitare la conclusione o il rafforzamento di accordi bilaterali che consentano il trasferimento dell’esecuzione delle pene nel Paese d’origine del condannato, garantendo il rispetto degli standard minimi di tutela dei diritti fondamentali” e, va da sé, di “attivarsi concretamente affinché in assenza di condizioni per il trasferimento, sia assicurata l’effettiva esecuzione della pena in Ticino, evitando situazioni di impunità di fatto o di scarcerazioni anticipate dovute unicamente a limiti strutturali”.
Ma a livello cantonale non ci si ferma a questo, dal momento che al Consiglio di Stato si chiede di valutare “misure urgenti, anche temporanee, per aumentare la capacità carceraria, al fine di garantire che l’esecuzione delle pene e la carcerazione preventiva possano essere disposte ed eseguite senza restrizioni dettate dalla mancanza di posti”.
‘Funzione essenziale dello Stato’
Insomma, il Plr va all’attacco: “La situazione del sovraffollamento delle strutture carcerarie rappresenta da tempo una criticità strutturale – scrive Rusconi –. Questa situazione genera una duplice problematica: da un lato, mette sotto pressione il sistema penitenziario cantonale, con costi crescenti a carico della collettività e disagio nel personale di sorveglianza e di accompagnamento; dall’altro, rischia di compromettere l’effettività dell’azione penale, qualora la carenza di posti renda difficoltosa l’esecuzione tempestiva delle pene o l’adozione della carcerazione preventiva nei casi necessari”. Alla luce di tutto ciò, secondo i liberali radicali “si impongono una riflessione e un intervento coordinato su due livelli: l’adeguamento anche provvisorio della capacità delle strutture carcerarie; un’azione incisiva presso la Confederazione affinché vengano rafforzati gli strumenti di cooperazione internazionale per la riammissione e il trasferimento degli stranieri condannati”. Per il Plr “la sicurezza dei cittadini e la credibilità dello Stato di diritto non possono essere subordinate a limiti organizzativi o carenze nella cooperazione internazionale”. E la sicurezza “è una funzione essenziale dello Stato, le decisioni giudiziarie devono essere eseguite in modo coerente ed efficace. La credibilità dello Stato di diritto – aggiunge Rusconi – esige che chi delinque subisca le conseguenze previste dall’ordinamento giuridico e che l’esecuzione delle pene non sia ostacolata da carenze o lacune”. Ma perché la spinta per i rimpatri? “Perché desta preoccupazione la presenza significativa di cittadini provenienti da Paesi del Maghreb tra gli autori di determinati reati commessi nel nostro cantone”. Di conseguenza, “l’insufficienza di accordi di riammissione efficaci con taluni Stati rende complesso, se non impossibile, procedere al rimpatrio dei condannati o al trasferimento dell’esecuzione della pena nel Paese d’origine”.
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2026-03-07T08:00:00.0000000Z
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