La Lega gongola e l’Udc (per ora) tace
Il coordinatore leghista Piccaluga raggiante per il sì del direttore del Dt. L’Udc: no comment. Sirica (Ps): ‘Interesse della sinistra andare compatti al voto’
di Jacopo Scarinci e Giacomo Agosta
Le reazioni alla ricandidatura di Zali. Piccaluga: ‘Molto felice, tutti gli scenari aperti’. Dai democentristi un ‘no comment’ sul futuro dell’alleanza. La sinistra punta ad allargare il fronte.
A poche ore dall’uscita dell’intervista concessa a ‘laRegione’ con cui il direttore del Dipartimento del territorio Claudio Zali ha annunciato la propria intenzione di ricandidarsi per un seggio in governo alle Cantonali 2027, a destra ci sono un coordinatore della Lega Daniele Piccaluga che si definisce «assolutamente soddisfatto» e l’Udc che sin dal primo mattino ha scelto il più pragmatico dei ‘no comment’. Ma radio parlamento sta captando frequenze che, sempre più nettamente, portano a capire che la frattura tra il movimento di Via Monte Boglia e i democentristi si stia allargando.
All’uscita dalla seduta della commissione della Gestione, Piccaluga è raggiante: «Come ho ribadito in più occasioni di essere molto felice dell’aver preso atto che Norman Gobbi si rimette a disposizione per un altro mandato, la mia felicità è diventata totale nell’aver appreso la stessa intenzione da parte di Claudio Zali. Come coordinatore sono più che soddisfatto». Anche se si festeggia, però, la strategia dovrà essere affinata quanto prima: una Lega abituata anche alle “comodità” del doppio seggio in Consiglio di Stato sarà pronta, nel caso l’intesa con l’Udc tramonti definitivamente, a vedere – e gestire – una battaglia tra i suoi due alfieri per un seggio solo? «Tutti gli scenari sono aperti – risponde Piccaluga –. Oggi registriamo la disponibilità di Zali, con l’Udc avremo tempo e modo di sederci nuovamente a discutere con questo nuovo elemento emerso oggi. Dopodiché – assicura il coordinatore leghista – noi siamo pronti ad affrontare qualsiasi battaglia, a petto in fuori e senza paura. Adesso è prematuro dire se correremo in solitaria o verrà confermata l’alleanza con l’Udc, ma da parte nostra avere la certezza di avere sulla lista due consiglieri di Stato uscenti ci fa piacere e ci aiuta a essere ancora più pronti, gagliardi e consapevoli». Su un punto Piccaluga è fermo: «Non abbiamo mai chiuso le porte a nessuno, di conseguenza se l’Udc vorrà correre assieme a noi e a Zali noi ovviamente siamo pronti a discuterne. Non abbiamo mai posto alcun veto, nemmeno sulle persone».
Sia come sia, la Lega oggi come sta? «Bene – replica Piccaluga –, il rinnovamento iniziato con la scelta da parte dell’assemblea del sottoscritto dimostra la volontà chiara di dare le chiavi in mano a una persona giovane. E siamo compatti, siamo tornati a battagliare su più fronti, abbiamo vinto l’iniziativa popolare sulla deduzione integrale dei premi di cassa malati dalle imposte che ci aspettiamo il governo metta in atto il prima possibile in modo completo». Guardandosi indietro, all’arrocco o accrocchio che dir si voglia, Piccaluga oggi sente di passare alla cassa: «Questa operazione, con Zali che ha assunto la responsabilità politica della polizia e della giustizia e Gobbi la Divisione delle costruzioni, ha ricompattato ancora di più il nostro Movimento, i due consiglieri di Stato si sono messi al tavolo in maniera ancora più frequente rispetto agli anni scorsi e il mio obiettivo principale era proprio questo: aiutarsi, collaborare, dove uno non arrivava l’avrebbe fatto l’altro. Ed eccoci qua – continua Piccaluga –, da coordinatore vedo un Claudio Zali che prima dell’arrocco non era così motivato e ora invece sì, e un Norman Gobbi totalmente sul pezzo, che da presidente del governo ha condotto il Paese molto bene questo anno su temi anche molto leghisti, come la questione dei ristorni dei frontalieri».
Speziali: ‘Che spirito collegiale...’
Laconica e con un sorriso ironico è la reazione del presidente del Plr Alessandro Speziali: «Prendiamo atto che il direttore Zali si ricandida e con spirito collegiale abbia già apparecchiato sia i dipartimenti, sia i servizi». Sui futuri scenari che coinvolgono da vicino anche, giocoforza, i liberali radicali è presto per esprimersi.
Il copresidente socialista: ‘Spero in una campagna senza personalismi’
«Era nell’aria – ammette dal canto suo il copresidente del Partito socialista Fabrizio Sirica – ed è una notizia rilevante. La presentazione delle liste da parte delle varie aree politiche sarà dettata probabilmente anche da questa decisione». E sul matrimonio tra Lega e Udc, «vedo difficile tornare indietro dopo quello che si sono detti negli ultimi mesi. Ma in politica mai dire mai. In ogni caso questa novità apre a maggiore incertezza e arricchisce la campagna di un certo pathos». Sirica ci tiene poi a rimarcare un aspetto: «I personalismi fanno parte della politica, ma spero che la campagna non si riduca a questo. Ci sono tanti temi sui quali dibattere e tanti problemi che aspettano una soluzione».
Per un’area, quella di destra, che sembra correre verso le elezioni divisa ce n’è un’altra, quella rossoverde, che lavora invece per compattarsi. «Come sinistra lavoriamo con ancora più attenzione e concentrazione sui temi della fine del mese e su quelli che ci uniscono come area. Siamo in primavera, se son rose sbocceranno. Sulla composizione è ancora presto per entrare nel dettaglio, ma come copresidente vedo sempre più l’esigenza di opporsi a politiche di destra. C’è un fronte, un’area, che va dal centrosinistra all’estrema sinistra e che avrebbe tutto l’interesse ad andare compatta e dare ai propri elettori una prospettiva di questo tipo. Questo secondo me è evidente». Tornando alla (non) alleanza tra leghisti e democentristi, «l’abbiamo sempre vista come un matrimonio di interessi – commenta il copresidente Ps – qui i nodi vengono al pettine. Quando a tenerti unito sono solo gli interessi non ci vuole molto per trovare un motivo che divida».
Alla vigilia delle Cantonali ’23 si era espresso invitando il suo fronte a non offrire nessuna “stampella rossoverde” a Claudio Zali. Ora lo scenario è ben diverso. Invito ritirato? «È molto prematuro questo discorso. Ora ci dobbiamo concentrare, per necessità ed eleganza, a costruire casa nostra. E la vogliamo più comune e ampia possibile».
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