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‘Proposte estreme’: Kelleher se la prende con i politici

Ubs sta bene, ma rimangono le incertezze legate alle future regole sui fondi propri e se non arriveranno i giusti segnali dal mondo politico la banca è pronta anche ad adottare le misure che si imporranno: è il messaggio arrivato mercoledì dall’assemblea generale dell’istituto. «Il 2025 è stato ancora una volta un ottimo anno per Ubs», ha dichiarato il presidente della direzione Sergio Ermotti durante la riunione degli azionisti svoltasi a Basilea. La banca è sulla buona strada per riportare la redditività ai livelli del 2022 entro il 2028, «quindi prima dell’acquisizione di Credit Suisse». Il Ceo ha confermato gli obiettivi a breve termine: entro fine 2026, un rendimento del capitale di base del 15% e un rapporto costi/ricavi inferiore al 70%. Nelle attività elvetiche, però, si registra un leggero ritardo.

Sul fronte della regolamentazione, il presidente del Consiglio di amministrazione (Cda) Colm Kelleher ha ribadito le critiche ai requisiti patrimoniali proposti dal Consiglio federale. «Lasciate che lo dica in modo inequivocabile: vogliamo mantenere la nostra sede principale in Svizzera», ha sottolineato. Ubs è pronta a collaborare con le autorità per una «regolamentazione mirata, proporzionata e coordinata a livello internazionale».

Ma ci sono dei limiti. Le norme proposte dal Governo richiederebbero un capitale primario aggiuntivo di circa 22 miliardi di dollari (17 miliardi di franchi), portando il rapporto CET1 al 18,5%, «superiore di circa il 50% rispetto a quello dei nostri principali concorrenti». Un tale onere – ha argomentato – sarebbe come imporre dazi del 50% più alti alla Svizzera: comprometterebbe il modello d’affari. Il presidente del Cda non ha mancato di esercitare pressione sui legislatori. Occorre «limitare il più possibile le conseguenze negative di queste proposte estreme», ha detto riferendosi ai requisiti patrimoniali.

A fine marzo il 65enne manager ticinese aveva dichiarato che sarebbe rimasto alla guida dell’istituto almeno sino ad aprile 2027. Stando agli addetti ai lavori, una volta abbandonata la guida operativa il dirigente potrebbe essere chiamato a ricoprire il ruolo di presidente del Cda.

Infine, l’assemblea ha approvato tutte le proposte del Cda (anche quelle dei compensi) con percentuali quasi sempre superiori al 90%. Riconfermati nove esponenti del Cda, tra cui Kelleher. Sono entrati Markus Ronner (vicepresidente), Luca Maestri e Agustín Carstens al posto di tre dimissionari.

ESTERO / SVIZZERA

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2026-04-16T07:00:00.0000000Z

2026-04-16T07:00:00.0000000Z

https://epaper.laregione.ch/article/281603837041925

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