Dezonare? ‘È prioritario confrontarsi col Cantone’
L’Associazione dei comuni ribadisce l’importanza del dialogo e suggerisce ai Municipi di coinvolgere i loro pianificatori per avviare trattative col Dt
Di Marino Molinaro
«Ci stiamo lavorando. Il tema della contenibilità dei piani regolatori comunali è molto complesso e si rifà a precise disposizioni legislative costituzionali legate alla votazione popolare federale e alla sua concretizzazione nel nostro Piano direttore cantonale. E da parecchio tempo vi è tutto il nostro impegno a seguirlo da vicino assicurando ai Municipi ascolto e confronto, facendoci da portavoce nei confronti del Dipartimento del territorio e agevolando il dialogo fra i due livelli di autorità. Specialmente ora che nelle valli più discoste sono emerse percentuali molto elevate che mettono in difficoltà le autorità locali». Parola di Felice Dafond, presidente dell’Associazione dei comuni ticinesi. Il tema è quello degli esuberi riscontrati nella contenibilità dei piani regolatori in base alle restrizioni imposte da Berna a livello nazionale e che il Ticino ha codificato nella scheda R6 del Piano direttore. Esuberi che in talune zone periferiche, come scritto martedì citando il caso della Val di Blenio e mercoledì quello della Leventina, in base agli ultimi aggiornamenti vanno dal 600 al 900%, quando il limite massimo ammesso è del 120. Che fare? Come e dove dezonare? Quanti proprietari rischiano, magari dopo decenni, di perdere l’edificabilità dei loro fondi, senza peraltro la garanzia di venire compiutamente indennizzati, sebbene su questo punto vi sia comunque giurisprudenza?
La differenza fra centri e periferia
«Ai sindaci di valle preoccupati per le ultime cifre emerse – spiega Dafond alla ‘Regione’ – consiglio di coinvolgere i loro pianificatori in un approfondimento diretto col Dipartimento del territorio, così da valutare dal profilo tecnico e dell’opportunità come procedere ed eventualmente quali misure implementare per ridurre gli esuberi. A nostra volta ci stiamo confrontando con l’Associazione che riunisce i pianificatori, per capire quali eventuali ulteriori spazi di manovra potrebbero esserci». Sul piano locale «sono molte le considerazioni possibili. Anzitutto dal profilo tecnico, e quindi della legalità, l’Ufficio federale dello sviluppo territoriale ha imposto l’esercizio a tutti i Cantoni. Non si scappa. Alcuni hanno regolarizzato celermente, con molti sacrifici, altri hanno individuato soluzioni comunque accettabili in base ai principi di legalità e parità di trattamento». Anche il Ticino deve dunque adeguarsi e fra i temi sensibili «che stiamo approfondendo appunto con l’Associazione dei pianificatori» spicca la differenza territoriale fra centri urbani e zone periferiche. Le autorità locali in effetti si stanno chiedendo come e se, nel computo cantonale, si possano considerare comuni di così diversa entità. E ancora, per quanto riguarda lo sviluppo futuro del Ticino: quali fondi strategici, e dove, è opportuno dezonare.
Ipotesi indici e urbanizzazione
Domande alle quali solo il Dipartimento del territorio è in grado di rispondere. Peraltro lo ha già fatto invitando il Gran Consiglio a respingere la mozione Padlina che chiede un metodo diverso di calcolo, più soft, più vicino ai proprietari dei mappali. Secondo il Dt, infatti, la ponderazione già tiene conto delle peculiarità delle zone periferiche, dove storicamente si pianifica più in larghezza che in altezza e dove gli indici sono logicamente inferiori. Ma talvolta comunque eccessivi: «È proprio quello degli indici – suggerisce l’avvocato Dafond – un punto su cui eventualmente prevedere dei correttivi. Un altro potrebbe riguardare le aree edificabili già pianificate e urbanizzate: se non sono infrastrutturate da lungo tempo, probabilmente il dezonamento risulterebbe agevolato». Peraltro uno strumento utile, già adottato da taluni Municipi, è la Zona di pianificazione che per un determinato periodo frena o impedisce l’edificazione di specifici comparti in ragione di analisi approfondite sul loro possibile sviluppo. «A ogni modo – conclude Felice Dafond – la nostra associazione è e rimane sempre a disposizione dei comuni».
BELLINZONA E VALLI
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2026-04-30T07:00:00.0000000Z
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