Dissenso sulle vacanze degli apprendisti
Mozione dell’Mps chiede 8 settimane di riposo. Per il Municipio e la maggioranza della Legislazione 25 giorni più 10 di congedo pagato sono invece adeguati
Generano dibattito le vacanze degli apprendisti assunti dalla Città di Bellinzona. Tutto parte da una mozione di Martino Colombo e Matteo Pronzini (Mps) che chiede di introdurre a livello legislativo un minimo di 8 settimane di riposo per gli apprendisti assunti dalla Città, dagli Enti autonomi, così come per i giovani occupati in stage formativi. Il Municipio e la maggioranza della Commissione della legislazione – relatrice Nadia Bianchi (Plr) – ritengono in sostanza che le condizioni attuali siano adeguate: 5 settimane di vacanza fino ai 20 anni di età ai quali si aggiungono fino a 10 giorni lavorativi di congedo pagato per la preparazione agli esami finali di tirocinio. Pur ritenendo il tema del benessere degli apprendisti un oggetto di dibattito sensibile, attuale e meritevole di attenzione, raccomandano quindi al plenum di respingere la mozione. Ma è proprio il benessere dei giovani a preoccupare la minoranza della Legislazione – co-relatori Elisa Chiapuzzi (Verdi/Fa) e Alessandro Lucchini (Unità di sinistra) –: vi son infatti studi che mostrano come circa due giovani su tre abbiano vissuto difficoltà psicologiche durante l’apprendistato. La proposta va quindi letta come una misura di prevenzione e promozione della salute, nonché di rafforzamento della formazione professionale. Minoranza che invita quindi il Consiglio comunale, che si riunirà il prossimo 15 giugno, ad accogliere la mozione.
‘Da anni attuati specifici momenti formativi e di accompagnamento’
Nelle sue osservazioni preliminari il Municipio premette che il tema “è senz’altro attuale” sia in Ticino, sia nella Confederazione, ma anche a livello locale: per la Città “l’attenzione alla formazione professionale nonché al benessere delle nuove generazioni riveste un ruolo centrale”. In questo contesto ritiene in ogni caso che quanto previsto per gli apprendisti “sia adeguato e conforme a quanto avviene altrove, sia nel settore pubblico sia in quello privato. Semmai le regole andrebbero modificate per tutti, a livello di legislazione federale, e non per un singolo datore di lavoro come la Città di Bellinzona”. Nelle sue osservazioni finali sottolinea poi “che da anni all’interno dell’Amministrazione comunale nell’ambito della formazione degli apprendisti, oltre alle attività operative e formative direttamente connesse al contesto lavorativo, vengono promossi e attuati specifici momenti formativi e di accompagnamento, in particolare con il coinvolgimento del Settore Risorse umane, allo scopo di sostenere i giovani nel loro percorso e favorirne la crescita professionale”.
‘Servirebbero altri interventi mirati’
La maggioranza della Legislazione da parte sua afferma che “esistono effettivamente studi a livello nazionale che segnalano situazioni di disagio tra gli apprendisti”. Studi che tuttavia mostrano come si tratti di “un fenomeno complesso e multifattoriale non riconducibile in modo univoco alla durata delle vacanze durante l’apprendistato”. Le difficoltà durante il tirocinio sono infatti anche legate “a fattori personali, scolastici, familiari e formativi”. Più precisamente i sei consiglieri comunali (di cui due hanno firmato con riserva) nel loro rapporto ritengono che le problematiche incontrate durante il tirocinio (come stress, difficoltà scolastiche, disagio personale) “richiederebbero piuttosto interventi mirati quali: sostegno formativo, tutoraggio, flessibilità nella preparazione degli esami, accompagnamento psicopedagogico”. Sottolineano inoltre che “a livello comunale esistono già condizioni favorevoli” come i congedi pagati per preparare gli esami finali. A ciò va poi aggiunto che l’introduzione di 8 settimane solo per gli apprendisti della Città “creerebbe una marcata differenza rispetto agli apprendisti del settore privato”. Una disparità che rischierebbe di “generare distorsioni nel mercato del lavoro”. Di conseguenza la maggioranza dei commissari ritiene che “la sede appropriata per un intervento è il livello federale o cantonale, al fine di garantire uniformità”. Non da ultimo un aumento delle vacanze comporterebbe “una riduzione del tempo di presenza degli apprendisti nei servizi, con possibili ripercussioni sull’organizzazione interna, sulla continuità delle attività e sulla qualità stessa della formazione pratica”.
‘Tempo di recupero centrale’
Non sono di questo avviso i restanti tre consiglieri comunali presenti nella Legislazione: ritengono infatti che “la normativa vigente, solleva interrogativi sulla sua adeguatezza rispetto alle esigenze attuali delle giovani generazioni”. Normativa che “si fonda su disposizioni del Codice delle obbligazioni, definite oltre cinquant’anni fa” e che non risponde quindi più “ai profondi cambiamenti sociali, culturali ed economici, ai bisogni attuali della società e del mondo della formazione”. A ciò va poi aggiunto che “gli apprendisti non sono lavoratori ordinari: vivono una condizione specifica, caratterizzata dalla contemporanea presenza di attività lavorativa, formazione scolastica, corsi interaziendali e studio individuale”. E “in questo contesto, la questione del tempo di recupero assume un ruolo centrale”, si legge nel rapporto di minoranza. “Pur non rappresentando l’unica risposta alle difficoltà evidenziate, un periodo di riposo adeguato costituisce una leva concreta per migliorare il benessere e sostenere la riuscita dei percorsi formativi”. Inoltre “in quanto datore di lavoro pubblico e attore formativo, la Città ha la possibilità – e la responsabilità – di adottare condizioni migliori rispetto al minimo legale”. Insomma, accogliendo questa mozione la Città di Bellinzona avrebbe “l’opportunità di affermarsi quale realtà all’avanguardia, attenta al benessere delle giovani generazioni e capace di promuovere lo sviluppo di una forza lavoro qualificata in vista delle sfide future”.
BELLINZONA E VALLI
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2026-06-10T07:00:00.0000000Z
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