Duemila scout e un solo motto: ‘Sém. Ném. Fém!’
Inizia sabato il campo cantonale, a 13 anni dall’ultimo appuntamento a Dalpe. La co-responsabile Mila Passardi: ‘Riscopriamo i nostri valori comuni’
Di Sebastiano Storelli
«Sém. Ném. Fém! Tre verbi in dialetto che racchiudono l’essenza del nostro campo e lo spirito con cui vogliamo viverlo». Mila Passardi sorride mentre spiega il motto scelto per il Campo cantonale di Scoutismo Ticino, che da sabato 25 luglio a venerdì 7 agosto porterà a Campo Blenio quasi duemila scout provenienti da tutto il Ticino e dal Moesano. «Sém – spiega la coresponsabile dell’evento – richiama la nostra identità scout, ciò che siamo. Ném esprime il desiderio di vivere un’esperienza dinamica, capace di proiettarci verso il futuro. Fém, infine, rappresenta la concretezza: mettersi in gioco, rimboccarsi le maniche e fare davvero qualcosa».
Anche il nome del campo, BeSTiale, racconta la filosofia dell’evento. «Da una parte richiama il legame con la natura e con gli animali che ci accompagneranno durante queste due settimane. Dall’altra contiene la sigla STi, acronimo di Scoutismo Ticino». Un campo cantonale rappresenta uno degli appuntamenti più importanti nella vita dello scoutismo ticinese. Non esiste una cadenza prestabilita e proprio per questo ogni edizione assume un carattere speciale. L’ultima risale infatti al 2013, quando oltre 1’500 scout si erano ritrovati a Dalpe. Tredici anni dopo, l’esperienza si ripete in Valle di Blenio.
Da Blenio adesione immediata
Per Mila Passardi il ritorno assume anche un significato personale. Nel 2013 aveva preso parte al campo come pioniera; oggi fa parte della direzione organizzativa. «Un campo di queste dimensioni, basato totalmente sul volontariato, non si improvvisa. Abbiamo iniziato a lavorarci nel 2024, anche sull’onda dell’entusiasmo lasciato dal campo federale del 2022 nella valle di Goms. Organizzare un evento simile richiede anni di preparazione, centinaia di volontari e un enorme lavoro di coordinamento. Si tratta di un momento unico nell’esperienza di ogni scout. Per questi motivi non è pensabile riproporlo con maggiore frequenza».
Tra le prime sfide affrontate dagli organizzatori vi è stata la scelta della sede. Trovare un terreno capace di ospitare una vera e propria città di tende non è infatti scontato. Tredici anni fa la scelta era caduta su Dalpe, questa volta, pur rimanendo nell’Alto Ticino, si è cambiato valle e dalla Leventina si è passati alla valle di Blenio. «Abbiamo contattato tutti i Comuni ticinesi per verificare la disponibilità ad accoglierci. Blenio ha risposto immediatamente con entusiasmo, proponendoci uno spazio che si è rivelato ideale. Non è stata l’unica candidatura interessante, ma è stata quella che ci ha convinti maggiormente». Una volta individuata la località, è iniziata la parte più impegnativa dell’organizzazione: trasformare un prato in una città temporanea perfettamente funzionante. «Quando si ospitano quasi duemila persone bisogna pensare a tutto: dove dormiranno, come verranno preparati migliaia di pasti, come garantire servizi igienici, docce, acqua potabile, sicurezza e assistenza sanitaria. Dietro un campo scout c’è un lavoro logistico enorme, che spesso rimane invisibile ai partecipanti».
Coinvolte 2’000 persone
Durante le due settimane saranno presenti complessivamente circa 2’000 persone, tra partecipanti, monitori e collaboratori. Gli esploratori e i pionieri vivranno l’intera esperienza nel grande accampamento di Campo Blenio, mentre i lupetti saranno ospitati in diverse case della Valle di Blenio e della vicina Surselva, pur partecipando ad alcune attività comuni. I castori, la branca riservata ai bambini di prima e seconda elementare, prenderanno parte a una giornata speciale dedicata esclusivamente a loro. L’organizzazione può contare su circa 150 collaboratori cantonali, ai quali si aggiungono i circa 500 monitori e monitrici delle 29 sezioni ticinesi e moesane, che durante tutto l’anno seguono i ragazzi nelle rispettive realtà locali.
Rispetto al campo del 2013, molte cose sono cambiate. «La tecnologia ci permette oggi di semplificare numerosi aspetti organizzativi che allora richiedevano molto più tempo e strumenti completamente diversi – osserva Passardi –. Allo stesso tempo sono aumentati gli standard di sicurezza, la complessità normativa e l’attenzione verso diversi aspetti organizzativi».
‘Facciamo nostro l’auspicio di Baden-Powell’
Tra questi figura senza dubbio la sostenibilità ambientale, uno dei principi cardine dello scoutismo. «Per noi è un tema fondamentale. Robert Baden-Powell, fondatore del movimento, diceva che dobbiamo lasciare il mondo un po’ migliore di come l’abbiamo trovato e per noi questo concetto rappresenta un valore basilare. Il nostro obiettivo è di limitare al minimo l’impatto ambientale sulla zona che ci ospita, sia dal punto di vista naturalistico, sia per quanto riguarda la popolazione che per due settimane potrebbe avere la vita leggermente stravolta dalla nostra presenza». Che lo scoutismo sia per sua stessa natura incline alla salvaguardia dell’ecosistema con il quale interagisce è cosa nota. L’obiettivo è dunque quello di realizzare una manifestazione a basso impatto ambientale, gestendo con attenzione le risorse e rispettando il territorio. Proprio come era accaduto 13 anni fa, come dimostra la decisione del Comune di Dalpe, che dopo aver ospitato con successo il campo del 2013 si era detto pronto ad accogliere nuovamente gli scout: un segnale che testimonia il buon ricordo lasciato da quell’esperienza in chi l’ha vissuta, ma anche in chi l’ha “subita”.
Scoprire la comune anima scout
Per gli scout, tuttavia, il valore del campo va ben oltre gli aspetti organizzativi. La vera ricchezza risiede nell’incontro. «Le nostre 29 sezioni organizzano ogni anno i propri campeggi estivi. Questa è invece un’occasione unica di incontro, per scoprire ciò che ci unisce in quanto scout: i punti in comune, ma anche le differenze, le diverse tradizioni, gli altri modi di fare. In concreto, ci saranno escursioni, attività a contatto con la natura, giochi, sfide, competizioni sportive, attività di riflessione, canti, balli. Nonostante l’attuale divieto di accendere fuochi all’aperto rischi di privarci di uno degli aspetti simbolici del campo, non mancheranno le possibilità di godersi la vita nella natura e approfondire l’arte dell’arrangiarsi in ogni situazione».
Il campo vivrà anche tre giornate aperte agli ospiti. Giovedì 30 luglio sarà dedicato alle autorità, agli sponsor e ai partner del progetto, che potranno visitare un campo in piena attività. Tra gli ospiti annunciati figurano la presidente del Gran Consiglio Daria Lepori e i Consiglieri di Stato Raffaele De Rosa e Norman Gobbi. Sabato 1° agosto il campo ospiterà invece la Festa nazionale, organizzata in collaborazione con i Comuni di Blenio, Acquarossa e Serravalle. Oltre al programma celebrativo sono attesi il Consigliere Federale Martin Pfister e la Consigliera di Stato Marina Carobbio. Domenica 2 agosto sarà infine la giornata dedicata alle famiglie, che potranno visitare il campo, conoscere da vicino la vita scout e condividere alcuni momenti con i ragazzi. Per quindici giorni Campo Blenio diventerà così una piccola città costruita sul volontariato, sulla vita all’aria aperta e sulla condivisione. Un’esperienza che, come ricordano le tre parole scelte per accompagnare questa edizione, invita a essere, andare e fare: Sém. Ném. Fém!
BELLINZONA E VALLI
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2026-07-22T07:00:00.0000000Z
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