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Parco del Piano, presto meno traffico parassitario

La Fondazione del Parco ha presentato ieri il progetto coordinato per il comparto a est dello Stradonino: da metà anno accessi limitati e velocità massima 50 km/h

Di Marino Molinaro

Anche nella parte a est dello Stradonino sarà introdotto da metà 2026 il divieto di circolazione, con eccezioni per il servizio a domicilio (svago, residenti e settore agricolo) e la mobilità dolce.

Saranno implementate entro giugno 2026, prima dei prossimi grandi esodi turistici estivi, le misure sviluppate dalla Fondazione Parco del Piano di Magadino per ridurre l’importante e quotidiano traffico parassitario nella parte a est dello Stradonino GudoCadenazzo fino a Giubiasco. Presentato ieri sera nella sala multiuso di Sant’Antonino, il progetto di moderazione è condiviso all’interno di un Gruppo mobilità creato dal Dipartimento del territorio in rappresentanza del Cantone, dei Comuni, delle organizzazioni agricole, della polizia e dell’Ente parco. Obiettivo contenere l’uso improprio del fitto reticolo stradale concepito dopo la bonifica di fine ’800 per scopi agricoli. Carreggiate molto strette che col passare dei decenni hanno man mano subìto un crescente carico veicolare, spesso dovuto appunto ai conducenti ticinesi ed esteri in fuga dalle colonne presenti sulle arterie principali.

Molte le domande poste dal centinaio di persone presenti, per lo più abitanti e agricoltori. Hanno dapprima esposto il quadro generale il direttore del Parco Giovanni Antognini e i municipali di Bellinzona e Sant’Antonino Mattia Lepori e Alex Malinverno. All’ingegnere del traffico Gianfranco Del Curto, dello studio Brugnoli e Gottardi di Massagno, il compito di esporre i dettagli. Il tutto fra l’altro dopo che Cadenazzo già nel 2019 ha autonomamente introdotto analoghi divieti nella parte a ovest dello Stradonino, consentendo la circolazione al solo traffico agricolo, ai ciclisti e per il servizio a domicilio; idem i Comuni lato Locarnese, che hanno però anche promosso un’azione informativa gestita dalla Polizia intercomunale, per sensibilizzare i conducenti.

Cosa sarà consentito e cosa no

Ora tocca alla parte est del Parco, generando così una situazione più omogenea. L’esercizio mira da una parte a incrementare la sicurezza generale di agricoltori, residenti e fruitori riducendo i limiti di velocità che attualmente consentono di raggiungere gli 80 km/h nella gran parte del comparto, trovandosi l’area al di fuori dei centri abitati. Perciò il futuro limite massimo generale sarà di 50 km/h e in ogni caso sono escluse zone o tratti limitati a 30. Dall’altra si prevede di consentire l’accesso veicolare al solo traffico agricolo, al servizio a domicilio e alla mobilità dolce. Questo permetterà ai trattori e ai mezzi pesanti e leggeri legati al settore primario di spostarsi più agevolmente. Esplicitando il concetto di ‘servizio a domicilio permesso’, sarà garantita la libera circolazione veicolare dei residenti e degli ospiti, sia per far visita a qualcuno o anche solo per recarsi in auto a fare una passeggiata; assicurato poi l’accesso a tutte le attività lavorative e commerciali presenti nel perimetro, per esempio alle aziende orticole che vendono direttamente frutta e verdura; libero accesso veicolare anche a tutte le attività sportive e ricreative. Non sarà permesso attraversare il comparto senza relazioni col medesimo, ossia sceglierlo come percorso alternativo alla rete stradale principale.

Camper, roulotte e pullman: un delirio

La nuova segnaletica ufficiale sarà riconosciuta dai dispositivi elettronici dei veicoli (Gps) che attualmente inducono i conducenti a infilarsi nelle stradine del Piano, in primis lo Stradonino, per sfuggire alle colonne: questo varrà per tutti i conducenti e non solo per i turisti che finiscono spesso per ‘pascolare’ o che al volante di ingombranti camper e auto con roulotte sono all’origine di code e arrabbiature generali, come aveva denunciato due anni fa il Plr di Sant’Antonino in un’interpellanza che sollecitava provvedimenti. Da notare che sullo Stradonino già vige il divieto di circolazione per i veicoli larghi più di due metri. Divieto – ha osservato qualcuno in sala – che non rappresenta un deterrente sufficiente, né la polizia effettua controlli. Infatti talvolta pure dei pullman s’immettono ugualmente nel Piano sfruttando strade alternative come le vie Stazione ed Essagra di Sant’Antonino. Il cui Municipio è corso ai ripari posando un semaforo che regola la circolazione nel sottopassaggio ferroviario, diventando di fatto un semaforo disincentivante per chi cerca scappatoie.

Misure previste nel Puc in vigore dal 2015

Ora, ha specificato Antognini a scanso di equivoci, l’esercizio non è inventato di sana pianta né le nuove misure sono improvvisate. Quanto sviluppato poggia su una solida base legislativa, ossia le Norme di attuazione del Piano di utilizzazione cantonale del Parco del Piano. Puc votato dal Gran Consiglio nel 2014, entrato in vigore nel 2015 e che esplicita obblighi di legge da applicare. L’articolo 39 dedicato alle ‘Limitazione del traffico veicolare motorizzato’ sancisce che “1) Il traffico veicolare motorizzato sulle strade di servizio del Parco va limitato a quello agricolo e al servizio a domicilio; 2) Il Cantone e i Comuni introducono la limitazione del traffico di transito mediante la posa di apposita segnaletica; 3) La disciplina dei precedenti capoversi non si applica alla strada di attraversamento Gudo-Cadenazzo, sino alla realizzazione del collegamento A2-A13”. Nell’ambito del quale una delle varie misure compensatorie è l’introduzione anche sullo Stradonino delle limitazioni già valide per le stradine agricole (se ne riparlerà nei prossimi decenni).

Velocità folli e tanti incidenti

Fra gli obiettivi, come detto, c’è quello di evitare velocità troppo elevate e inadeguate per il calibro stradale. Rilievi radar, video e manuali hanno intercettato parecchi conducenti che sfrecciavano ben oltre i 100 km/h, fino a punte di 132. I medesimi rilievi hanno permesso di capire che a dipendenza delle singole stradine il traffico è parassitario in misura del 4482% dei casi. Le auto in transito passato da poche centinaia al giorno fino a quasi 3’000. Con lunghe code sullo Stradonino nelle ore di punta e nella bella stagione. Inoltre negli ultimi 15 anni vi sono stati 117 incidenti – quasi sempre agli incroci – di cui uno mortale, sei con feriti gravi e 45 leggeri.

Videosorveglianza anti-furbetti

Molte, come detto, le sollecitazioni giunte dalla sala. C’è chi ha evidenziato un quadro viario divenuto per gli agricoltori ormai ingestibile. Chi ha segnalato l’inflessibilità della polizia nell’affibbiare multe, su suolo di Cadenazzo, anche agli stessi contadini che usano le stradine per spostarsi da una parte all’altra del Parco per lavoro; secondo gli agenti dovrebbero invece utilizzare le due cantonali di sponda destra e sinistra. Una criticità che potrebbe appunto sparire rendendo il divieto omogeneo e non più a macchia di leopardo. Dal canto suo la Polizia comunale di Bellinzona ha avviato riflessioni su come assolvere in futuro il compito di vigilanza: uno dei possibili strumenti indicati è la videosorveglianza, in grado di capire quando un veicolo genera traffico parassitario. Qualora i controlli fossero eseguiti sul terreno, c’è chi ha suggerito l’utilizzo di un bollino ufficiale di riconoscimento da applicare sui veicoli. Sollecitata anche più qualità del fondo stradale assai deteriorato (ma non sono previste migliorie). Segnalata l’impossibilità per i grandi trattori di transitare nel tratto di Stradonino dotato di guardrail laterale (ciò che sposta i grossi veicoli sulla strada ciclabile). Infine c’è chi vorrebbe il malconcio Stradonino trasformato in una qualitativa arteria di collegamento fra le due sponde del Piano, ma il Cantone non ci sente e ha lasciato la patata bollente ai Comuni, fintanto che non scatterà il previsto declassamento.

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