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Pompieri all’ex Lati? Consiglieri convocati

Il Municipio e il comandante Barenco hanno esposto al Legislativo cittadino gli aspetti tecnici che giocano a favore della soluzione Sant’Antonino

Di Marino Molinaro

Incontro a porte chiuse l’altroieri per il Consiglio comunale di Bellinzona. Tema – in vista della seduta per la discussione politica e il voto agendata l’11 maggio – un’informazione tecnica sul messaggio municipale che chiede di stanziare 14 milioni per comprare lo stabile ex Lati di Sant’Antonino da trasformare in nuova centrale del Corpo pompieri e sede della Protezione civile. Lavori per circa 20 milioni fra progettazione ed esecuzione, ciò che porta il totale a 34, una decina in meno rispetto all’opzione dell’ex Birreria di Carasso fino all’anno scorso ritenuta percorribile ma ora accantonata dall’Esecutivo visti i vantaggi funzionali e finanziari dell’ex Lati.

Se da una parte le valutazioni politiche e di opportunità sono ancora in corso nei gruppi politici e nella Commissione gestione, dove il tema non sta facendo l’unanimità sebbene vi sia una maggioranza favorevole, dall’altra il Municipio e il Comando hanno voluto esporre il progetto dal profilo tecnico rispondendo così ai dubbi emersi negli ultimi tre mesi. Fra questi l’ubicazione della centrale in un Comune non aggregato (per taluni consiglieri un boccone amaro difficile da digerire), la nuova posizione, molto più a sud rispetto all’attuale vecchia caserma cittadina di via Mirasole e l’accesso viario alla ‘tirata’.

Il comandante Samuele Barenco affiancato dal municipale Mauro Minotti, capodicastero Sicurezza e servizi industriali, ha illustrato ai consiglieri presenti in sala e a quelli collegati via computer i vari punti favorevoli. Ciò ha indispettito qualcuno vista l’assenza di un confronto diretto ‘pro/contro’ fra le opzioni ex Lati ed ex Birreria. A chi ritiene Sant’Antonino una location inaccettabile per motivi di opportunità politica, è stato ricordato che il Comune sul Piano, sebbene non si sia aggregato nel 2017, rientra comunque nel vasto comprensorio servito dal Corpo cittadino, il quale la scorsa estate ha integrato quelli di Cadenazzo e Gambarogno. «Ciò che pone ora Sant’Antonino geograficamente al centro rispetto al nuovo perimetro d’intervento esteso fino a Dirinella», sottolinea Minotti interpellato dalla ‘Regione’ dopo la seduta.

Tutti i vantaggi secondo il capodicastero

Inoltre – ribadisce il municipale – la soluzione porta con sé diversi vantaggi: il prezzo d’acquisto favorevole rispetto a quanto offra il mercato immobiliare in generale, il fatto che la conversione da fabbrica di latte e formaggi in centrale pompieri non richieda una modifica della pianificazione locale (tempo prezioso risparmiato), l’ottimo stato realizzativo e di conservazione dell’immobile, gli ampi volumi già costruiti e che andranno adattati per rispondere alle esigenze dei veicoli e del personale con un investimento minore rispetto a uno stabile ‘ex novo’, una superficie esterna molto ampia ideale per le esercitazioni e per accogliere tutti i veicoli privati dei pompieri e della

Protezione civile anche in caso di raduni, l’ampio spazio a disposizione per soddisfare le crescenti esigenze di formazione, la qualità logistica assicurata a fronte del continuo aumento del numero di pompieri professionisti, la riserva edilizia pari a 6mila metri quadrati che consente eventuali ampliamenti futuri, il fatto di essere nel cuore di una vasta zona produttiva e commerciale permettendo così interventi pressoché immediati in un comparto sensibile qualora qualche incendio scoppiasse proprio lì. E infine il fatto di trovarsi in prossimità dello svincolo autostradale di Camorino che, insieme al semisvincolo di Bellinzona Centro, accorcia i tempi d’intervento.

Accesso diretto alla ‘tirata’ con semaforo?

Su quest’ultimo punto, come detto, a preoccupare taluni consiglieri è l’accesso viario alla vicina ‘tirata’ caratterizzata da quattro corsie, limite di 80 km/h e guardrail centrale. Per agevolare gli interventi d’urgenza nella parte settentrionale del comprensorio bisognerebbe poter garantire ai veicoli tecnici un’entrata diretta in direzione nord all’altezza del Delcò Mobili, visto che non di rado è intasata dai clienti dei negozi la via normale che partendo dall’ex Lati costeggia il Jumbo, supera la rotonda e affronta il viadotto a chiocciola per poi immettersi nella ‘tirata’. «Perciò – ci spiega Minotti – s’intende sottoporre questa ipotesi all’Ufficio federale delle strade, competente per il tratto in questione, rimarcando che già in altre località ticinesi e d’Oltralpe vi sono entrate agevolate per i mezzi di pronto intervento, gestite tramite semafori intelligenti quasi sempre spenti». Per quanto riguarda poi la dislocazione dei pompieri sul territorio (anche qui per garantire interventi rapidi), si sta immaginando di tenere in esercizio la caserma di Quartino. Dal canto suo il comandante ha dettagliato i tempi di percorrenza calcolati partendo dalla centrale ex Lati in direzione delle possibili zone d’intervento, ritenendo che l’opzione Sant’Antonino sia buona e assicuri la prontezza richiesta. Peraltro lo stesso Municipio locale, ragionando in termini di un servizio che andrà a favore della collettività regionale, ha accolto positivamente l’idea, sebbene comporti il mancato incasso fiscale di eventuali ditte che potrebbero acquistare e occupare il vasto complesso (ma finora nessuna si è fatta avanti).

Chiesto il confronto delle cifre in ballo

«La mia sensazione – rimarca Minotti – è che anche il Legislativo voglia trovare una soluzione dopo anni di impasse», caratterizzati peraltro da intoppi progettuali all’ex Birreria dove i costi ipotizzati erano lievitati fino a raggiungere quota 40-45 milioni. Sulla differenza di prezzo un dibattito è in corso nella Commissione gestione, che ha chiesto al Municipio un confronto dettagliato delle cifre in ballo. Chiariti questi aspetti, spazio poi al o ai rapporti commissionali e alla seduta di Cc in maggio. In caso di avallo politico, quale futuro si prevede per l’attuale caserma di via Mirasole e per il comparto ex Birreria, i cui sedimi appartengono alla Città? Nel primo caso si sta valutando l’ipotesi di destinare il fondo ad altri contenuti affini al confinante biopolo o comunque d’interesse pubblico; nel secondo caso una parte del mappale potrebbe venir messo a disposizione della Croce Verde (tramite cessione o diritto di superficie), la quale ha già chiesto informazioni al Municipio volendo da tempo costruire una propria nuova sede al posto di quella in via Rodari ormai divenuta stretta a fronte, anche qui, delle accresciute esigenze di spazio per veicoli, istruzione e operatività.

BELLINZONA E VALLI

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2026-04-02T07:00:00.0000000Z

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