laRegione

Aeeticino: ‘Sì al Pecc ma con strumenti e tempi certi’

Il Piano energetico e climatico cantonale (Pecc) proposto dal Consiglio di Stato va bene, ma servono strumenti chiari e sostegni per realizzarlo. È questa la posizione della sezione ticinese di Aeesuisse, organizzazione mantello per l’economia delle energie rinnovabili e dell’efficienza energetica, che in una nota afferma di “riconoscere il valore strategico del Pecc per il futuro energetico e ambientale del Canton Ticino”. Aeeticino “condivide pienamente gli obiettivi: ridurre i consumi energetici pro capite del 48% e le emissioni di CO2 del 90% entro il 2050, promuovendo un approvvigionamento sicuro, rinnovabile e neutrale dal punto di vista climatico. Tali obiettivi rappresentano un passo ambizioso e necessario per garantire benessere, competitività e sostenibilità nel lungo periodo”. L’associazione, in particolare, apprezza “la volontà di accelerare la conversione dai combustibili fossili alle energie rinnovabili indigene; l’impegno per l’efficienza energetica e il risparmio; il rafforzamento delle infrastrutture di produzione e distribuzione, come reti di teleriscaldamento e mobilità sostenibile; la definizione di dieci macro-aree d’intervento che combinano mitigazione e adattamento alla crisi climatica”.

Tuttavia, Aeeticino chiede che “il piano sia accompagnato da strumenti concreti e tempi certi, per garantire che le misure previste si traducano in risultati tangibili”. In particolare, si auspicano “l’introduzione di obiettivi intermedi chiari e monitorabili, accessibili a cittadini e imprese, per mantenere alta la fiducia e misurare i progressi; un coinvolgimento attivo delle aziende di produzione e distribuzione dell’energia e delle imprese locali, affinché possano contribuire con progetti concreti, innovazione tecnologica e soluzioni di rete flessibili; il riconoscimento del ruolo non solo dell’industria, ma anche dei settori artigianale, commerciale e agricolo, che possono valorizzare superfici e risorse per la produzione diffusa di energia rinnovabile”.

Aeeticino sottolinea inoltre che “la transizione energetica rappresenta un’opportunità unica per l’economia cantonale, capace di attivare nuove filiere industriali, creare occupazione qualificata e rafforzare l’autonomia energetica del Ticino in un contesto geopolitico incerto”.

CANTONE

it-ch

2026-04-14T07:00:00.0000000Z

2026-04-14T07:00:00.0000000Z

https://epaper.laregione.ch/article/281608132004680

Regiopress SA