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Il quartiere si attiva nella lotta alla zanzara tigre

Presentato nel corso di una serata pubblica il progetto pilota del quartiere bellinzonese. Mauro Togni: ‘Cerchiamo volontari a cui affidare i trattamenti’

Di Sebastiano Storelli

Al via nelle prossime settimane un progetto pilota che mira a coinvolgere una quindicina di abitanti per effettuare i trattamenti nelle aree private. Poi si vedrà se estenderlo alla Città.

I suggerimenti delle autorità potrebbero apparire scontati: non tenere all’aperto contenitori che possono riempirsi d’acqua, sostituire l’acqua ferma in sottovasi, piscine per bambini e abbeveratoi almeno una volta a settimana; chiudere ermeticamente i bidoni per l’irrigazione quando non piove; colmare con sabbia i buchi nei muri ove ristagna l’acqua; applicare i trattamenti. Facile, logico, fattibile. Eppure, da quando nel 2003 sono stati segnalati i primi avvistamenti – in particolare a Coldrerio e all’aeroporto di Magadino – il Cantone non ha mai smesso di chiamare la popolazione alla lotta contro la zanzara tigre. Originaria del sud-est asiatico, nel giro di pochi anni ha saputo colonizzare mezza Europa, soprattutto dove il clima è più umido e più caldo, come dimostra il fatto che in Svizzera è presente soprattutto in Ticino.

Combatterla, anche perché in grado di trasmettere malattie virali pericolose per l’uomo, come dengue e chikungunya, è un dovere. Un compito portato avanti dalle autorità comunali, le quali, tuttavia, necessitano della collaborazione dei privati per togliere l’acqua da sotto le zampe del fastidioso insetto. Proprio nell’ottica di coinvolgere maggiormente i cittadini nella lotta alla zanzara tigre, a Camorino è stato presentato martedì sera un progetto pilota, promosso dalla Associazione di quartiere, che ha riscontrato un buon interesse da parte della popolazione, come ci conferma il membro di comitato Mauro Togni: «All’incontro ha preso parte una trentina di persone, il che non è affatto male, soprattutto considerato che martedì c’erano altre manifestazioni interessanti per Camorino, in primo luogo la conferenza a BancaStato sui Fortini della fame, tema questo molto caro alla nostra popolazione». A dimostrazione dell’interesse suscitato dalla serata, «tra i presenti c’era pure il municipale Vito Lo Russo (capodicastero Anziani e ambiente), il quale si è detto intrigato dal progetto pilota, per cui se l’iniziativa dovesse avere successo, potrebbe essere esportata anche negli altri quartieri di Bellinzona».

Già dieci disponibili

Nel concreto si tratta di arruolare una serie di volontari ai quali affidare il compito di procedere agli interventi necessari per cercare di lottare contro il proliferare della zanzara tigre. «A fine presentazione si sono fatti avanti dieci persone dichiaratesi disponibili a partecipare alla sperimentazione. L’idea di fondo è semplice: la Città ci mette a disposizione delle pettorine di riconoscimento e il prodotto necessario per il trattamento, il quartiere fornirà gli ‘agenti’, i quali sostituiranno gli impiegati comunali attualmente operanti sulle strade comunali e cantonali e che nel contempo si occuperanno del settore privato. Idealmente dovranno socializzare con le persone spiegando loro come combattere la zanzara tigre, invitandole a eliminare i punti d’acqua stagnante nei loro giardini».

L’80% prolifica in aree private

Percentuali alla mano, l’impegno diretto dei privati assume fondamentale importanza: «Come ha precisato il responsabile della Supsi, Gianni Licheri, presente alla serata, i numeri non mentono: il 20% delle zanzare arriva dal suolo pubblico, l’80% da quello privato. Finora le squadre comunali potevano occuparsi unicamente del suolo pubblico, per cui il margine di miglioramento è molto ampio. Un intervento incisivo nei giardini privati potrebbe permettere di ridurre in modo significativo una presenza che a Camorino è diventata fastidiosa».

La pettorina aiuta a capire

La sala ha accolto con favore l’iniziativa, al netto della domanda che può sorgere spontanea a chiunque: e se il proprietario mi nega l’accesso al giardino? Quesito al quale ha risposto l’esperienza di Cugnasco-Gerra, portata all’attenzione dei presenti da Marco Delucchi: la pettorina, che conferisce una certa autorità, crea curiosità e aiuta ad aprire le porte. Con l’aiuto di 16 volontari è stato possibile portare avanti un programma di lotta molto efficace e che nel giro di poco tempo ha coinvolto la quasi totalità della popolazione. Anche perché chi non vuole agire ed è infestato dalle zanzare, cambia facilmente opinione quando si accorge che a pochi metri da lui il vicino di casa di problemi non ne ha.

Resta da capire il numero dei volontari necessari a Camorino per agire in modo efficace: «A Cugnasco-Gerra sono in 16 e la cosa funziona bene – prosegue Mauro Togni –. Noi abbiamo già raccolto 10-12 adesioni, ma ci piacerebbe coinvolgere una ventina di persone, perché siamo consci del fatto che non tutti potranno sempre essere a disposizione quando bisognerà procedere con il trattamento. Sarebbe ideale poter contare su una quindicina di effettivi pronti a intervenire». A questo proposito, chi non avesse preso parte alla serata di martedì, ma fosse comunque interessato all’opera di volontariato, può contattare l’associazione quartiere Camorino con una email all’indirizzo ass.quartiere.camorino@ bellinzona.ch.

Modello esportabile a tutta la città?

L’iniziativa del quartiere di Camorino dovrebbe diventare effettiva in estate: «Per una questione di tempistica, nel 2026 il primo dei tre giri annuali previsti, in calendario alla fine del mese, sarà ancora a carico della Città. A partire da giugno contiamo di poter partire con le squadre dei volontari». Mentre a Cugnasco-Gerra il progetto ha dato risultati positivi, a fine estate Camorino potrà stilare un primo bilancio. E se i dati dovessero far stato di una sensibile diminuzione del numero di insetti, le pettorine degli ‘agenti anti zanzare’ potrebbero spuntare come funghi in tutta la Città.

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2026-04-17T07:00:00.0000000Z

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