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Casa dell’artigianato in cerca di sostegno

Lanciata una raccolta fondi per garantire il futuro del negozio e preservare un patrimonio di tradizioni. Obiettivo 34mila franchi per rilanciare l’attività

Di Katiuscia Cidali

In un tempo in cui tutto corre veloce, c’è un luogo che custodisce gesti antichi e storie da tramandare: sostenerlo oggi significa mantenerlo vivo anche per le nuove generazioni. La Casa dell’artigianato di Dongio è alla ricerca di fondi per consolidare la sua situazione finanziaria e poter proseguire con l’attività. «Senza nuovi aiuti il nostro futuro è alquanto incerto e il rischio è di perdere definitivamente un bagaglio culturale e artistico di grande valore», spiega Paola Toschini, presidente del comitato dell’Associazione artigiani bleniesi che gestisce il negozio. Proprio per poter guardare al futuro con serenità è stata lanciata una raccolta fondi sulla piattaforma progettiamo.ch con l’obiettivo di raggiungere 34mila franchi entro l’inizio di luglio, che serviranno per il rinnovamento della presenza online, la creazione di contenuti didattici, la promozione della Casa dell’artigianato, fino alla formazione dei giovani e alla digitalizzazione del punto vendita e del sistema di gestione. L’Associazione artigiani bleniesi nasce il 25 ottobre 1989 dall’iniziativa di un gruppo di artigiani animati da grande entusiasmo, che in seguito aprono a Olivone un negozio per la vendita dei propri manufatti. Con il passare degli anni crescono sia il numero degli associati sia la varietà dei prodotti offerti, rendendo necessario il trasferimento in uno spazio più ampio e adeguato alle nuove esigenze. Dal 2010 il negozio ha aperto a Dongio con il nome di Casa dell’artigianato. «Durante questi anni l’associazione è sopravvissuta grazie soprattutto al volontariato. Ora ci siamo rese conto che questa soluzione non è più sostenibile e che è vitale rilanciare la nostra attività e dunque abbiamo avviato la campagna di crowdfunding nella speranza di poter raccogliere i fondi per poter proseguire», fa presente Toschini. L’auspicio è di poter raggiungere la somma auspicata “magari anche grazie alla partecipazione delle autorità locali”, come è stato precisato sul sito.

Negli ultimi anni le principali difficoltà sono legate all’aumento dei costi e al calo generale delle vendite. «Va comunque detto che possiamo contare sul sostegno di diversi clienti della valle, ma purtroppo non è sufficiente. Inoltre, il turismo in Valle di Blenio resta piuttosto limitato, rendendo la situazione ancora più complessa anche da questo punto di vista».

La Casa dell’artigianato si sostiene principalmente grazie alla vendita dei prodotti, trattenendo il 30% per la gestione del negozio. «Il problema è che questa quota non basta più a coprire le spese». A questo si aggiungono un contributo di circa duemila franchi da parte dei tre Comuni della Valle di Blenio e un sostegno annuale di tremila franchi dall’Organizzazione turistica Bellinzonese e Alto Ticino. «Purtroppo questa somma non è sufficiente a coprire i costi dell’affitto, che resta comunque contenuto», spiega. Il negozio dispone di ampi spazi al pianterreno e gode di una buona visibilità, affacciandosi direttamente sulla strada. «Siamo soddisfatti della posizione: l’edificio è molto bello, con numerosi affreschi, e piace molto ai visitatori, soprattutto in estate, quando è particolarmente fresco». La gestione è affidata in gran parte al volontariato: se ne occupano le donne del comitato, in pensione, affiancate da alcune collaboratrici che garantiscono le aperture, limitate al pomeriggio, e ricevono una retribuzione simbolica di nove franchi all’ora. Nel negozio trovano spazio prodotti molto diversi, realizzati da una settantina di artigiani: dai cestini intrecciati in nocciolo a oggetti e mobili in legno, dalla ceramica ai gioielli, fino a creazioni in lana, tessuti, vetro e cuoio, senza dimenticare biglietti, cartoline e molti altri articoli.

Mille papaveri rossi

A sostegno della Casa dell’artigianato nasce anche un progetto speciale: l’installazione artistica contemporanea 1000 papaveri rossi, che sarà allestita dal 10 al 31 maggio in un prato situato sotto la casa comunale di Acquarossa (vernissage il 10 maggio alle 18). Chi lo desidera potrà acquistare uno o più dei mille papaveri in ceramica realizzati da Maura Toschini. Il 30% del ricavato sarà devoluto all’Associazione degli artigiani bleniesi, con l’obiettivo di sostenere concretamente il mondo dell’artigianato e offrire agli artigiani la possibilità di continuare a esprimere liberamente la propria creatività attraverso le loro opere. Per costruire i mille papaveri ci sono voluti: 120 chili di terra; 24 ore di cottura nei forni a 950 gradi; smalto, pigmento, ossido di rame; ancora 24 ore di cottura nei forni a 1040 gradi; 500 metri di filo di ferro per fare i gambi; 66 centilitri di colla, un’etichetta per ogni fiore numerata da 1 a 1’000. In un momento delicato, sostenere la Casa dell’artigianato di Dongio significa non solo garantire la continuità di un’attività, ma anche preservare un patrimonio di saperi, creatività e identità che appartiene all’intera comunità.

BELLINZONA E VALLI

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2026-05-06T07:00:00.0000000Z

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