Streeting chiama Starmer alla resa dei conti
Il dado è tratto, la resa dei conti sulla leadership di Keir Starmer è ora solo questione di tempo. Il terremoto scatenatosi nel Labour britannico dopo la catastrofica sconfitta elettorale alle amministrative del 7 maggio entra nel vivo con il primo guanto di sfida lanciato dal più impaziente dei pretendenti a succedere al premier alla guida del partito e del governo: il 43enne ministro della Sanità, Wes Streeting, ambizioso esponente di ciò che resta della destra neo-blairiana laburista. Streeting è sceso in campo con un annunciatissimo proclama di dimissioni, limitandosi per ora a decretare la rottura con sir Keir e a sollecitarlo a fare un passo indietro, per consentire al partito – spaccato peraltro fra destra e sinistra interne – di darsi una nuova guida e provare a uscire dalla crisi di consenso in cui è precipitato in meno di due anni dal suo ritorno al potere.
Dal canto loro i partiti all’opposizione assistono allo psicodramma di un Labour che rischia di dilaniarsi, convinti di poterne approfittare. Dai Tories di Kemi Badenoch, che definisce l’ex ministro della Sanità “un sicario” destinato a non cambiare nulla; alla sinistra radicale dei Verdi di Zack Polanski, che commenta la disfida a modo suo: “Streeting è persino peggio di Starmer. Se i laburisti credono che sia lui la risposta, non hanno capito la domanda”.
ESTERO / SVIZZERA
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2026-05-15T07:00:00.0000000Z
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