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I candidati proposti: nomi e aree politiche

La commissione parlamentare ‘Giustizia e diritti’ ha fatto i compiti. La parola al plenum del Gran Consiglio (seduta di giugno). Ci saranno sorprese?

Di Andrea Manna

La commissione parlamentare ‘Giustizia e diritti’ ha fatto finalmente i compiti. Ieri mattina, riunitasi in via straordinaria (l’ultima seduta presieduta dal deputato leghista Alessandro Mazzoleni), ha sottoscritto i rapporti con cui propone al plenum del Gran Consiglio i candidati da eleggere alla carica di magistrato. Diverse le funzioni messe a suo tempo a concorso, diversi gli/le aspiranti. Toccherà ora al Legislativo cantonale pronunciarsi, cosa che farà nella sessione che si aprirà lunedì 8 giugno. Il plenum seguirà le indicazioni della ‘Giustizia e diritti’ oppure ci saranno sorprese? In commissione, intanto, c’è anche chi non ha firmato o ha firmato con riserva. E non è comunque da escludere che alcuni dei candidati ritenuti idonei da un’altra commissione, quella degli esperti, a ricoprire la funzione, ma ‘scartati’ dalla ‘Giustizia e diritti’ per logiche partitiche/interessi di bottega decidano di rimanere in partita, affidandosi al verdetto del plenum del Gran Consiglio. Sarebbe un bel segnale. Insomma, si vedrà.

Due giudici del Tpc

Stiamo al presente. Per quanto riguarda la designazione di due giudici ordinari per il Tribunale penale cantonale, che rimpiazzeranno i destituiti Siro Quadri e Francesca Verda, la commissione suggerisce la nomina di Andrea Maria Balerna, oggi procuratore generale sostituto, e di Raffaella Rigamonti, ora procuratrice. Il primo è in quota Plr, la seconda in quota Centro. Balerna non è certo la prima volta che corre per la carica di giudice d’Appello: l’ultimo tentativo andato a vuoto risale allo scorso dicembre, quando aspirava ad entrare nella Corte di appello e revisione penale, la Carp. Se a questa tornata sarà eletto, ci si aspetta un suo passo indietro dal Consiglio della magistratura, in seno al quale rappresenta, come componente togato, la Procura e in seno al quale ha partecipato alla procedura sfociata nel licenziamento in tronco di Quadri e Verda in relazione alla vicenda ‘caos Tpc’. A uno dei due posti adesso liberi ambisce Balerna. In caso di nomina sia di Balerna che di Rigamonti, il Ministero pubblico si ritroverebbe tra non molto con due magistrati inquirenti, che hanno comunque una certa esperienza, in meno: se così sarà, c’è solo da sperare che il parlamento, cui compete l’elezione di pp e giudici, individui in tempi brevi i o le subentranti. Resta tuttavia una domanda: sarebbe opportuno avere un Tribunale penale formato interamente da ex procuratori, dato che anche i tre giudici ordinari in carica al Tpc sono stati pp?

Due procuratori ordinari

Restando al Ministero pubblico, il Gran Consiglio sarà chiamato a eleggere anche due procuratori pubblici ordinari, dopo il passaggio di Moreno Capella (area Centro) alla giudicante, e meglio alla Carp, e in vista delle dimissioni, effettive da inizio luglio, di Andrea Gianini (area Ps). Ebbene, la commissione propone l’elezione di Monica Snider (in quota Centro) e di Margaret Kuelen (in quota Plr): entrambe sono attualmente segretarie giudiziarie.

Quattro sostituti pp

Non è tutto. Il parlamento dovrà infatti nominare anche quattro sostituti procuratori pubblici, in seguito al ripristino di questa figura di magistrato abolita con l’entrata in vigore, nel 2011, del codice di procedura penale unificato sul piano federale. Ebbene, la ‘Giustizia e diritti’ suggerisce l’elezione di Raffaele Janett (in quota Udc, è proposto dalla Lega), Anita Bernasconi (quota Plr), Giorgio Anastasi (quota Centro) e Valentina Faggi (proposta dal Ps). Janett, Bernasconi e Faggi sono oggi segretari giudiziari, mentre Anastasi è cancelliere alla Corte di appello penale.

Un procuratore straordinario

Dovrà essere eletto pure un procuratore pubblico straordinario: la commissione propone Barbara Pezzati, avvocato (quota Centro). Quando il pp straordinario sarà operativo, un procuratore ordinario potrà staccarsi parzialmente dalla sua attività corrente per dedicarsi all’implementazione al Ministero pubblico del nuovo programma informatico nell’ambito della digitalizzazione della giustizia.

Un pretore penale in più

Non meno importante sarà l’elezione, sempre da parte del Gran Consiglio, di un pretore penale ordinario, dopo la decisione di governo e parlamento di potenziare l’autorità giudicante con sede a Bellinzona. La ‘Giustizia e diritti’ propone la nomina di Petra Vanoni (quota Plr), ora pretore di Vallemaggia.

Un gpc

Il Gran Consiglio dovrà pure designare un giudice dei provvedimenti coercitivi, in sostituzione di Paolo Bordoli, eletto mesi fa giudice del Tribunale penale cantonale. Ebbene, la commissione suggerisce l’elezione di Davide Francesconi (in quota Ps). Francesconi è oggi procuratore federale.

Con la seduta commissionale straordinaria di ieri si è chiuso l’anno di presidenza di Mazzoleni. Alla guida della ‘Giustizia e diritti’, riferisce la stessa in una nota, gli subentra Cristina Maderni del Plr. «Sono stati – dice Alessandro Mazzoleni interpellato dalla ‘Regione’ – dodici mesi impegnativi, anche perché il mio predecessore, Fiorenzo Dadò (granconsigliere del Centro, ndr), ha messo tanta carne sul fuoco. Credo – prosegue il parlamentare della Lega – di essere riuscito a ricompattare la commissione affinché si potesse e si possa lavorare al meglio su temi rilevanti: penso ad esempio alla riforma delle autorità di protezione, della nuova legge sulla polizia, delle giudicature di pace. E del sistema di designazione dei magistrati». A proposito, non sarebbe stato meglio disgiungere queste ultime nomine, considerato che diversi concorsi si erano chiusi da un pezzo, anziché optare per un pacchetto unico? «Col senno di poi forse sì. In ogni caso i candidati che proponiamo di eleggere sono validi. La riforma della procedura di nomina dei magistrati – osserva Mazzoleni – sarà l’occasione per migliorare l’iter».

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2026-05-27T07:00:00.0000000Z

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