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Dal paese al San Jorio tra natura e storia

Sono terminati i lavori di recupero e messa in sicurezza della mulattiera denominata Strada di Maria Teresa promossi dal Comune mesolcinese

Di Fabio Barenco

Da Roveredo al passo del San Jorio (con la possibilità di poi scendere verso il lago di Como), immergendosi nella natura e nella storia. Sono terminati i lavori di recupero e messa in sicurezza della cosiddetta Strada di Maria Teresa promossi dal Comune mesolcinese. L’antica mulattiera lunga oltre 9 chilometri – che in passato rappresentava una via di comunicazione fondamentale – è stata ulteriormente valorizzata grazie alla posa di pannelli informativi lungo il percorso. L’investimento totale ammonta a poco meno di 900mila franchi – budget concesso nel dicembre del 2023 dal Consiglio comunale –, la maggior parte dei quali coperti da sussidi cantonali e federali, così come da contributi di fondazioni, sponsor, partner privati e attori locali. A carico del Comune restano circa 150mila franchi. L’inaugurazione ufficiale avrà luogo sabato 25 luglio nella regione dell’Alpe di Albionasca: oltre alle autorità comunali e ai rappresentanti degli enti sostenitori, sarà presente anche il sindaco del Comune di Gravedona ed Uniti, nella Provincia di Como, «a sottolineare il valore storico e transfrontaliero di questo antico collegamento tra territori», ha affermato ieri il vicesindaco di Roveredo Decio Cavallini durante una conferenza stampa tenutasi a San Fedele, all’inizio via storica, dove sono anche stati svelati al pubblico i primi tre pannelli informativi che introducono la storia, le funzioni e le trasformazioni della Strada di Maria Teresa.

‘Un tracciato che appartiene alla memoria del territorio’

Tra il 1555 e l’inizio del XIX secolo la Strada di Maria Teresa costituiva uno dei tre principali collegamenti trasversali tra la Mesolcina e il Sopraceneri da un lato e la Val Chiavenna e l’alto lago di Como dall’altro, favorendo scambi commerciali e culturali tra i versanti nord e sud delle Alpi. Tuttavia, negli ultimi due secoli, temporali, nevicate e, soprattutto, la mancanza di interventi di manutenzione di una certa importanza, hanno danneggiato il tracciato – realizzato quasi interamente con pavimentazione in pietra e muri di contenimento e inscritto nell’inventario delle vie di comunicazione storiche della Svizzera – tanto da non essere nemmeno più individuabile in diversi punti. Una situazione che è ora cambiata grazie agli interventi promossi dal Comune, permettendo così a tutti (e non solo a escursionisti esperti) di percorre la Strada di Maria Teresa che da Roveredo porta fino alla cresta della Cima di Cugn. «L’intervento ridona dignità a un tracciato che appartiene profondamente alla memoria del territorio, riportando alla luce la storica mulattiera», ha sottolineato Cavallini. Il progetto permette inoltre di «rafforzare la mobilità lenta, la fruizione sostenibile del territorio e la tutela delle vie di comunicazione storiche, in coerenza con le politiche cantonali e federali in materia di paesaggio e patrimonio culturale».

Restituite continuità e sicurezza

Concretamente gli interventi sono stati «110 sull’arco di tre anni», ha precisato da parte sua Dante Peduzzi, curatore della sistemazione della mulattiera. «Interventi impegnativi», in particolare per quanto riguarda il deflusso delle acque che deve essere ottimale: «I numerosi piccoli corsi d’acqua che si ‘gonfiano’ in caso di temporali hanno infatti rovinato l’opera nel corso degli anni», ha spiegato. Oltre a migliorare il deflusso, sono stati ripristinati i tratti danneggiati e sono stati consolidati i muri di sostegno. Si è inoltre proceduto con la pulizia e il riordino del percorso. Gli obiettivi principali del progetto di recupero erano infatti quelli di restituire continuità e sicurezza al tracciato storico, preservando la sostanza costruttiva esistente con tecniche tradizionali e materiali locali, rendendo il percorso fruibile alla popolazione e agli escursionisti, nel rispetto del paesaggio.

Tra commercio, contrabbando e guerre

Un altro aspetto importante è quello informativo: nel medio periodo il Comune intende infatti favorire lo sviluppo di percorsi didattici, visite guidate e collaborazioni con scuole e associazioni, affinché il tracciato diventi anche uno strumento di educazione civica e di conoscenza del territorio. In questo contesto lungo il tracciato sono stati installati pannelli informativi e descrittivi, i cui contenuti sono stati elaborati dallo storico Gionata Pieracci: «Su questa via di comunicazione si incrociano tre filoni», ha osservato. «Quello legato ai mercanti, quello dei contrabbandieri e quello inerente alla guerra». Per quanto riguarda il commercio (e il contrabbando), il percorso permetteva il traffico ad esempio di cereali, sale o vino. L’aspetto militare è invece legato all’importante processo di fortificazione della Val Traversagna avvenuto nel corso del Novecento, in particolare durante la Prima e la Seconda guerra mondiale. Tutto ciò è descritto nei pannelli informativi: quelli situati a San Fedele (all’inizio del tracciato) introducono la cronologia, i luoghi chiave, le principali trasformazioni della mulattiera e rimandano ai contenuti più specifici che si incontrano lungo il tragitto. Infine, va segnalato che la denominazione della via storica è legata all’arciduchessa Maria Teresa d’Austria (1717-1780), sotto il cui regno questo asse di collegamento fra Austria, Repubblica delle Tre Leghe (precorritrice dell’attuale Grigioni) e Lombardia venne strutturato e potenziato. Insomma, questo progetto consente di collegare la storia della viabilità alpina con quella della difesa del territorio, trasformando il tracciato in un itinerario escursionistico, culturale e didattico di grande valore.

BELLINZONA E VALLI

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2026-07-23T07:00:00.0000000Z

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