‘Dipartimenti, ma stavolta trasparenza’
(Ri)attribuzione competenze con l’entrata in governo di Marchesi, l’Mps chiede chiarezza. Per evitare il ripetersi di ‘pasticci’. L’interpellanza
Di Andrea Manna
Dopo Più Donne, anche il Movimento per il socialismo invoca trasparenza – all’indirizzo del Consiglio di Stato – su motivi e criteri della ridistribuzione (parziale? provvisoria?...) dei dipartimenti che si prospetta con l’entrata in governo agli inizi di ottobre del democentrista Piero Marchesi, subentrante del dimissionario Claudio Zali. Certo, l’assegnazione dei ‘dicasteri’ ai suoi membri è di competenza dell’Esecutivo, ma il cosiddetto arrocchino – da lui avallato nell’estate del 2025, con spiegazioni tutt’altro che chiare e convincenti – che ha visto protagonisti i due ministri leghisti (lo stesso Zali e Norman Gobbi) ha sollevato polemiche fuori e dentro il Palazzo della politica, innescato confusione e incertezza nei settori dell’Amministrazione coinvolti e disorientato i cittadini. Un’operazione pasticciata, rivelatasi sostanzialmente improduttiva sul piano dell’azione governativa. Ed è con l’obiettivo di scongiurare il ripetersi di simili “pasticci” che i deputati dell’Mps Giuseppe Sergi e Matteo Pronzini hanno stilato un’interpellanza. Ai cui quesiti il Consiglio di Stato dovrebbe rispondere (oralmente) durante la prima seduta parlamentare, quella di metà settembre. Così si spera.
“Mai come in questa legislatura – si afferma nell’atto parlamentare – il Consiglio di Stato è stato impegnato, più che a risolvere i problemi della popolazione, nel modificare la ripartizione delle competenze tra i suoi membri. Prima si è tolta la responsabilità della polizia a Gobbi; poi Gobbi e Zali si sono scambiati la polizia e un paio d’altri uffici; dopodiché a Zali è stata tolta la polizia e la magistratura, passata a Marina Carobbio Guscetti”, la consigliera di Stato socialista e da alcune settimane presidente del governo, al posto di Zali. “Il prossimo 1° ottobre, con il subingresso di Marchesi, vi è il forte rischio di un’ulteriore sceneggiata con il passaggio di Gobbi al Dipartimento del territorio”, annotano ancora Sergi e Pronzini. “Si tratta, evidentemente, di una decisione che compete al governo e che rientra nelle sue prerogative. Ciò non significa tuttavia – puntualizzano i due deputati – che il processo decisionale debba svolgersi senza un’adeguata informazione, tanto al Gran Consiglio quanto all’opinione pubblica”. Le modalità “con cui, nell’ultimo anno, sono state affrontate alcune modifiche e attribuzioni dipartimentali hanno suscitato discussioni e critiche (‘arrocco’, ‘accrocchio’ ecc.)”. Pertanto “proprio alla luce di quanto avvenuto, appare legittimo chiedere oggi al governo maggiore chiarezza sui criteri che intende adottare e sulle valutazioni che stanno alla base delle sue decisioni”.
Il 1° ottobre “si avvicina e le decisioni dovranno essere prese: la questione – aggiungono Sergi e Pronzini – non riguarda soltanto chi occuperà quale dipartimento, ma anche il modo in cui il governo intende comunicare queste scelte e rendere comprensibili le motivazioni che le sostengono. Detto altrimenti, la questione di fondo che si pone è semplice: il governo intende continuare sulla strada dei ‘pasticci’ e delle decisioni comunicate a cose fatte, oppure intende adottare un metodo chiaro e trasparente, informando il parlamento e la popolazione sulle valutazioni che porteranno alla nuova attribuzione dei dipartimenti?”.
Ed ecco le domande dell’Mps al Consiglio di Stato: “Quali criteri intende adottare nell’attribuzione dei dipartimenti a seguito del subingresso del consigliere Marchesi?”. Sono già in corso “discussioni? In caso affermativo, su quali ipotesi e sulla base di quali criteri?”. E ancora: “Gobbi ha già espresso la sua volontà di ‘scappare’ al Dipartimento del territorio?”. Il governo “intende informare il Gran Consiglio e l’opinione pubblica prima che le decisioni definitive vengano assunte? Se sì, con quali modalità e con quali tempistiche? Come intende garantire che il processo decisionale sia questa volta improntato alla massima chiarezza e trasparenza?”.
‘C’è anche un obbligo di vigilanza’
Dal marzo 2024, osserva Sergi, interpellato dalla ‘Regione’, «la riattribuzione di dipartimenti, o meglio la riassegnazione di parti di dipartimenti, è stata sistematicamente sottoposta a cambiamenti. Gobbi che, in seguito all’apertura di un procedimento penale a carico di due agenti per l’incidente stradale che lo ha coinvolto, lascia la responsabilità politico-amministrativa della Polizia cantonale, cedendola a Zali, per riprenderla quattro mesi dopo; poi l’arrocchino del luglio 2025, con Zali che diventa il referente in Consiglio di Stato della magistratura e nuovamente della polizia e con Gobbi che diviene il referente della Divisione costruzioni del Dipartimento del territorio diretto da Zali. Il mese scorso il passaggio a Carobbio Guscetti della titolarità in governo di magistratura e polizia», dopo la notizia dell’avvio di un procedimento penale a carico di Zali per le ipotesi di abuso di autorità e tentata coazione in relazione alla riunione da lui sollecitata sul 14enne detenuto alla Farera, figlio di una sua conoscente. «Ricordo che sull’arrocchino c’è stata un anno fa una seduta speciale del Gran Consiglio, intenzionato a vederci chiaro – riprende il parlamentare –. Sappiamo che l’attribuzione dei dipartimenti è di competenza del governo, ma il Gran Consiglio ha anche un obbligo di vigilanza su quello che succede. Per il Consiglio di Stato gli ultimi due anni in particolare sono stati istituzionalmente delicatissimi. Si è visto tutto e il contrario di tutto. Come Mps – continua Sergi – consideriamo allora opportuno che il governo spieghi al parlamento, in maniera trasparente, cosa intende fare con i dipartimenti con l’arrivo di Marchesi».
Sul tema è pendente pure un’interpellanza, datata 6 agosto, di Più Donne. Maura Mossi Nembrini e Tamara Merlo chiedono fra l’altro al governo “quale procedura, quali criteri e tempistiche seguirà per la ridefinizione della ripartizione dei dipartimenti” in vista del 1° ottobre. E se sia disposto “a rendere pubblica una decisione motivata, che espliciti i criteri adottati, e a informare preventivamente il Gran Consiglio e le commissioni competenti”.
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2026-08-27T07:00:00.0000000Z
2026-08-27T07:00:00.0000000Z
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