Le prospettive lavorative di tre dipendenti dividono
Botta e risposta tra governo, Ferrovie e sindacati
Di Vittoria De Feo
Settantasette dipendenti sugli ottanta toccati dalla riorganizzazione di Ffs Cargo in Ticino hanno accettato la proposta delle Ferrovie federali svizzere per una soluzione di ricollocamento. Tre collaboratori, di cui uno in particolare è vicesegretario di un sindacato riconosciuto dalle Ffs, sono invece ancora senza prospettive occupazionali. Sono i dati emersi ieri a margine dell’incontro voluto dal governo con una delegazione delle Ferrovie e tenutosi a Bellinzona.
Una lettera per guardare avanti
Non nasconde una certa preoccupazione il Consiglio di Stato. «Auspichiamo – afferma la presidente del governo Marina Carobbio – che si trovi una soluzione per coloro che oggi non hanno ancora delle prospettive nel settore ferroviario nel nostro cantone». Durante l’incontro il governo ha inoltre condiviso alcune proposte per guardare avanti. «In Ticino in questo ambito – riprende Carobbio – ci sono competenze e possibilità di sviluppo future che devono essere approfondite». In tal senso il governo proporrà con una lettera alla direzione delle Ffs di «avviare congiuntamente una riflessione per capire in quali ambiti si possano costruire nuovi posti di lavoro. Come Cantone, per esempio con i nostri centri universitari, possiamo far crescere le competenze che abbiamo già e farne nascere altre».
Essenziale, replica la direttrice regionale delle Ffs Roberta Cattaneo, «iniziare a parlare delle settantasette persone che hanno trovato un posto come avevamo promesso». Sulle proposte del Consiglio di Stato, prosegue, «come Ffs abbiamo sottolineato che creiamo posti di lavoro laddove sono necessari, ma siamo disposti insieme al governo ad approfondire alcune prospettive». L’auspicio delle Ferrovie è che «sempre più ditte in Ticino si spostino sulla ferrovia. Il Canton Vaud per esempio aiuta con un bonus le aziende che scelgono questa via. Questa potrebbe essere una pista da seguire per il governo».
Riserve e spiragli
Particolarmente critico, il Comitato contro lo smantellamento di Ffs Cargo in Ticino, non formalmente seduto al tavolo di ieri, ma presente indirettamente nella persona del granconsigliere Mps Matteo Pronzini. «La nostra richiesta – illustra – è che venga trovata una soluzione anche per coloro che ad ora sono senza prospettive». A non andare per niente giù al comitato, il fatto che – come detto – una di queste tre persone sia il vicepresidente della sezione ticinese del sindacato dei macchinisti Vslf Luca Benato. Un licenziamento, a detta di Pronzini, «da leggere in chiave prettamente antisindacale». Benato sarebbe infatti «l’unica persona alla quale le Ffs non hanno offerto per iscritto un posto di lavoro in Ticino, ma solo oltre Gottardo», deplora. «In Svizzera – rimarca – è un diritto sindacale non penalizzare chi si attiva per la difesa dei posti di lavoro». Critiche che Cattaneo rispedisce tutte al mittente: «La persona in questione non ha perso il posto perché è una figura sindacale, ma perché il suo posto di lavoro non esiste più. Abbiamo fatto anche a lui delle offerte e non sono state accettate. Spero che non verremo strumentalizzati per tre posti di lavoro». Stando al Comitato uno spiraglio potrebbe essere rappresentato da Ffs Cargo International, una branca delle Ffs che «sta avviando un processo per assumere nuovi macchinisti», sottolinea Pronzini. In merito interviene anche il segretario del Sev Thomas Giedemann: «È da mesi che ripetiamo che ci sono soluzioni relativamente semplici che però le Ffs si ostinano a non voler mettere in pratica. Mi riferisco a Sbb Cargo International, azienda quasi gemella di Ffs Cargo, che si occupa del trasporto merci, che viaggia sulla linea del Gottardo, quindi sulla stessa tratta, e il cui personale è sotto effettivo da mesi». Uno scenario di cui Cattaneo dice però di non essere al corrente: «Per me è una notizia nuova quella secondo cui Cargo International starebbe cercando delle persone da assumere». Altro tasto dolente per i sindacalisti, il fatto che molte delle persone coinvolte si siano attivate autonomamente o licenziandosi o candidandosi spontaneamente per altre posizioni in seno o alle Ffs o ad altre aziende, nonché che Ffs Cargo stia attraversando una fase preoccupante di calo di clienti, con un conseguente aumento del trasporto su gomma.
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