‘L’attività va ampliata soprattutto alle medie’
Il governo chiede l’approvazione potenziata della mozione di Ghisletta (Ps): ‘Gli interventi in terza sono momenti preziosi di primo contatto con gli allievi’
Di Vittoria De Feo
Non solo il governo vede di buon occhio un rafforzamento dell’attività dei Consultori di salute sessuale dell’Eoc, l’Ente ospedaliero cantonale, nelle scuole post-obbligatorie, ma vuole anche andare oltre ampliandone i servizi soprattutto alle medie. È la posizione del Consiglio di Stato sulla mozione dell’allora deputato socialista Raoul Ghisletta e poi ripresa dalla collega di partito Lisa Boscolo. Un atto parlamentare che l’Esecutivo condivide e che invita dunque il Gran Consiglio ad accogliere in una variante potenziata.
‘Accesso sempre più precoce a questi temi’
Più concretamente, la mozione di Ghisletta chiede al Consiglio di Stato di rafforzare i Consultori di salute sessuale dell’Eoc allo scopo di organizzare incontri annuali in tutte le scuole post-obbligatorie, così da raggiungere tutti gli studenti e gli apprendisti del Cantone. Il governo, come detto, vuole dal canto suo fare un passo in più, proponendo di ampliare la proposta, “affinché le attività svolte dai Consultori nella scuola media siano generalizzate, mantenendo al contempo una presenza nelle scuole post-obbligatorie”. In questa prospettiva, è proprio “considerata la sempre maggiore precocità con cui i giovani hanno accesso alle informazioni, pure attraverso i social media,” che il Consiglio di Stato ritiene “necessario riorientare la proposta della mozione – indirizzata alle scuole post-obbligatorie –, focalizzando l’attenzione sulla scuola dell’obbligo e sulla scuola media in particolare”. Difatti, evidenzia, “gli interventi nelle classi di terza media sono ritenuti dei momenti molto importanti e preziosi sia per la scuola sia per i Consultori di salute sessuale, in quanto permettono un primo contatto diretto con gli allievi”. Insomma, “al posto semplicemente di un ampliamento dell’offerta di interventi realizzati nel post-obbligo, come richiesto dalla mozione”, il Consiglio di Stato ritiene “più opportuno mettere in condizione gli operatori dei Consultori di intervenire già nella scuola media, sistematizzando poi una presenza durante il primo o secondo anno del post-obbligo, così da creare una continuità”. Un approccio che, stando al governo, “permetterebbe di svolgere una sorta di bilancio, andando ad approfondire solo alcuni elementi che, con gli anni, assumono valore o sono diventati di interesse per gli allievi che dall’obbligo scolastico sono passati al post-obbligo”.
‘Impatto finanziario compensato’
La proposta, argomenta in tal senso il Consiglio di Stato, si inserisce d’altronde anche in alcuni obiettivi del Programma di legislatura 2023-2027, ovvero il 23, che mira a rafforzare la promozione della salute, la prevenzione e la protezione dalle malattie, e contribuisce indirettamente all’azione 29.3, volta a rafforzare la preparazione del personale docente e dirigente nell’ambito dell’educazione all’affettività e alla sessualità attraverso la formazione di base e continua. Non solo. La relativa spesa, viene specificato, è prevista nel piano finanziario. “Per estendere gli interventi dei Consultori a tutte le classi di terza media o, in alternativa, a tutte quelle di quarta, prevedendo inoltre un’attività di un’ora-lezione in tutte le classi di prima del post-obbligo, comporterebbe un aumento in termini di risorse per i Consultori del 33%, equivalente a maggiori costi per 40’766,55 franchi. La stima – indica il Consiglio di Stato – è basata sul numero di classi recensite all’inizio dell’anno scolastico 2025/2026, ovvero 160 di scuola media e 440 del post-obbligo”. L’impatto finanziario dell’ampliamento delle attività nelle scuole dei Consultori di salute sessuale, rimarca il governo, verrà compensato internamente senza generare costi aggiuntivi. E in tal senso scrive: “Il limitato impegno finanziario supplementare risulta senz’altro giustificato a fronte dei benefici attesi e verrà sostenuto senza costi aggiuntivi, tramite compensazione interna alle prestazioni di interesse generale riconosciute all’Eoc”.
Un consolidamento della prevenzione
L’attività dei Consultori di salute sessuale, viene ricordato nel messaggio del Consiglio di Stato, si articola su tre assi principali: educazione sulla salute sessuale, educazione alla salute sessuale nelle scuole e progetti di promozione e prevenzione per il territorio della Svizzera italiana. Questi Consultori, che sono tra l’altro enti riconosciuti dal Cantone, offrono inoltre già incontri di promozione e prevenzione della salute sessuale nelle scuole sin dagli anni 90, in risposta all’emergenza del virus dell’Hiv. I contenuti e le modalità, si legge poi, sono inoltre stati adattati nel tempo, in applicazione degli standard internazionali, per esempio dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), e dei riferimenti nazionali. Fa dunque notare l’Esecutivo: “Il servizio è andato professionalizzandosi sempre di più, richiedendo al personale una formazione specialistica”. Come detto, i Consultori intervengono con attività di educazione alla salute sessuale anche nelle scuole, sia alle medie, sia nelle scuole speciali, sia nel post-obbligo. Lo scorso anno si sono per esempio tenuti incontri in 22 sedi di scuola media per un totale di 94 classi, nonché in 4 istituti del medio superiore e in 13 del settore professionale, coinvolgendo in totale 135 classi.
Ed è anche pensando all’attività già consolidata dei Consultori che il governo sottolinea come “un potenziamento e una sistematizzazione” delle loro attività “rientrerebbe all’interno del modello misto che viene oggi promosso in Ticino in materia di educazione all’affettività e alla sessualità”. In altri termini, “riservato il rispetto delle rispettive competenze e campi di azione”, ampliare i servizi di questi Consultori “contribuirebbe agli sforzi di rafforzamento dell’educazione all’affettività e alla sessualità e della promozione del rispetto di sé e degli altri, con importanti risvolti a livello di prevenzione della diffusione di malattie sessualmente trasmissibili, tema nuovamente purtroppo all’ordine del giorno, e per riflesso di promozione della salute sessuale”.
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2026-09-28T07:00:00.0000000Z
2026-09-28T07:00:00.0000000Z
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