Frontalieri, i ristorni sono 108 milioni di euro
di Marco Marelli
I ristorni ai Comuni italiani di frontiera con la Svizzera saranno ripartiti in base al numero di frontalieri residenti, con il 50% delle risorse destinabile anche alla spesa corrente per compensare gli effetti socio-economici delle crisi aziendali. Complessivamente si tratta di 108 milioni di euro, 19 milioni in più rispetto a quelli inizialmente previsti. E ciò lo si deve al fatto che il ministro all’Economia Giancarlo Giorgetti ai ristorni dei frontalieri ha deciso di aggiungere appunto 19 milioni di euro provenienti dall’extragettito, ovvero le tasse pagate in Italia dai ‘nuovi’ frontalieri, assunti dopo il 17 luglio 2023. Un extragettito che, con il passare degli anni, è destinato a generare un fondo annuale per centinaia di milioni di euro. È da ricordare che i ristorni dei frontalieri sono destinati a durare solo fino all’anno fiscale in corso il 31 dicembre 2033. Entità e ripartizione dei ristorni sono stati stabiliti dal decreto del Ministero dell’Economia pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 15 ottobre, che definisce i criteri per determinare e assegnare le risorse previste dal nuovo accordo italo-svizzero sulla nuova fiscalità dei frontalieri.
Giorgetti dribbla la decisione di congelamento del Ticino
Con questo decreto Giorgetti dimostra di essere convinto di riuscire a superare la decisione del Consiglio di Stato del Canton Ticino che ha deciso di trattenere cautelativamente una parte dei ristorni destinati alla Lombardia, intenzionata a introdurre la tassa sulla salute di cui si sono perse le tracce. Oltre 50 milioni di franchi (più di 54 milioni di euro al cambio attuale), ovvero la metà di quanto previsto per la Lombardia. Il decreto ministeriale, operativo dalla scorsa settimana, prevede che per la Lombardia il contributo sarà assegnato direttamente ai Comuni con una quota di frontalieri pari ad almeno il 4% della popolazione residente per quelli con più di 15mila abitanti, e al 3% per quelli con popolazione inferiore.
Se queste soglie non sono raggiunte, le risorse saranno attribuite alla Regione Lombardia, che potrà destinarle alle comunità montane e alle province secondo il numero dei frontalieri residenti. Le somme dovranno finanziare la realizzazione di opere pubbliche di interesse generale a favore dei lavoratori frontalieri, con priorità per l’edilizia abitativa e i trasporti pubblici. È inoltre consentito utilizzare in spesa corrente fino al 50% del contributo, destinando prioritariamente le risorse a iniziative per compensare gli effetti di crisi aziendali.
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2026-10-21T07:00:00.0000000Z
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