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Più Popilia japonica ma nel 2026 meno pericolosa

La Popilia japonica (Pj) nel 2026 è stata molto più presente in tutte le zone infestate in Ticino, ma allo stesso tempo per fortuna non sono stati segnalati danni significativi alla produzione agricola.

Il Dipartimento finanze ed economia, in una nota, informa che nell’anno in corso sono state installate 3’400 trappole a feromone per il monitoraggio intensivo in 71 comuni infestati, il che “ha permesso di catturare circa 28 milioni di insetti adulti nel corso della stagione. Grazie a questa attività e all’analisi più dettagliata dei dati raccolti sarà possibile definire le zone a maggiore infestazione, dove la lotta potrebbe essere ottimizzata e rafforzata ulteriormente”.

Anche se, si diceva, non è andata malissimo: “Le condizioni meteorologiche stabili nel corso della primavera e le temperature elevate hanno favorito una sincronia nello sviluppo degli stadi larvali di Pj presenti nel terreno. Ciò ha determinato uno sfarfallamento simultaneo di molti coleotteri adulti e un’attività di volo concentrata a cavallo tra la fine del mese di giugno e l’inizio di quello di luglio. Questa sincronia ha permesso agli agricoltori di intervenire in una finestra temporale più ristretta e, congiuntamente alle condizioni meteorologiche favorevoli ai trattamenti fitosanitari e alla capacità di ricaccio delle viti, ha in parte semplificato la gestione del coleottero in viticoltura. Sebbene nelle zone a più alta infestazione siano state osservate forti defogliazioni, non sono state segnalate perdite di produzione rilevanti”. Anche se “nel corso della stagione sono stati osservati i primi danni su soia e su infiorescenze di mais, mentre una forte presenza di adulti ha interessato alcune parcelle di frumento senza tuttavia determinare danni alla produzione”. In particolare, “l’insetto ha consolidato la sua presenza nel Locarnese e sul Piano di Magadino, dove può trovare condizioni particolarmente favorevoli al suo sviluppo quali prati umidi adatti alla deposizione delle uova e colture sensibili che assicurano l’alimentazione degli adulti. Alcuni individui adulti sono stati catturati con trappole a feromoni anche nelle valli superiori attualmente inserite nella fascia tampone”.

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2026-10-27T07:00:00.0000000Z

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https://epaper.laregione.ch/article/281608132431414

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