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‘La riforma non deve finire nel cassetto’

La Vpod teme che la commissione ‘Formazione e cultura’ possa rinviare il dossier senza una prospettiva concreta. ‘La sperimentazione è stata chiara’

Di Giacomo Agosta

Il superamento generalizzato dei livelli A e B in matematica e tedesco nella scuola media e il rafforzamento della codocenza – ovvero le proposte contenute nel messaggio di marzo del Consiglio di Stato per dar seguito alla sperimentazione positiva avviata nel 2023 – faticano a prendere slancio. Anzi, il dossier attualmente sul tavolo della commissione parlamentare ‘Formazione e cultura’ potrebbe rallentare ulteriormente. Settimana prossima, infatti, la ‘Formazione e cultura’ dovrà decidere i prossimi passi. E tira aria di rinvio, con il rischio (o la speranza) che se ne parli nella prossima legislatura.

Motivo per cui il sindacato Vpod ha scritto alla commissione presieduta dalla socialista Tessa Prati. Chiaro lo scopo: sensibilizzare i commissari sull’importanza di portare avanti un dossier che si trascina da anni, l’iniziativa popolare per il superamento promossa dalla Vpod risale al 2022, e i cui benefici sono stati dimostrati. “Il monitoraggio dell’Alta scuola pedagogica dei Grigioni – si legge nella lettera firmata dal co-segretario della Vpod Edoardo Cappelletti – i rapporti delle sedi coinvolte e le valutazioni del gruppo di accompagnamento hanno tracciato un bilancio positivo dell’esperienza. Stando ai dati raccolti sono emerse ricadute favorevoli sul clima di classe, sulla coesione e sulla motivazione degli allievi, con indicatori incoraggianti anche sulla qualità dell’apprendimento”. Insomma, il bilancio è positivo e secondo la Vpod non bisogna perdere altro tempo. “Alla luce degli esiti della sperimentazione e ribadendo le suddette richieste, richiamiamo l’importanza di procedere senza attendismi e temporeggiamenti all’esame del messaggio, evitando dilazioni che potrebbero favorire eventuali incertezze o strumentalizzazioni”. Anche perché la tabella di marcia è più serrata di quello che sembra. L’implementazione effettiva e generalizzata della riforma, secondo quanto previsto dal governo, è prevista entro il 2033. Questo, però, in maniera progressiva e sull’arco di sei anni scolastici. Questo vuol dire partire con l’implementazione nell’anno scolastico 2027/28. «Un rinvio pretestuoso potrebbe ritardare la generalizzazione entro il giugno 2033 e gli investimenti previsti, rischiando di prolungare l’incertezza nella scuola e di attenuare lo slancio della riforma», dichiara a ‘laRegione’ Cappelletti. C’è poi il tema dei costi. La Vpod nella missiva ricorda come il Ticino investa oltre 300 franchi in meno per abitante rispetto alla media intercantonale. Un dato emerso dallo studio Ideahap. “Siamo coscienti che la necessità di investire nella formazione sia più ampia”, si legge nella lettera. Detto questo, in tempi di crisi e ristrettezze finanziarie, anche solo i 9 milioni di nuove risorse che l’implementazione della riforma porterà al settore della scuola “sono un’opportunità non inutilmente procrastinabile per rafforzare, già nel futuro prossimo, la qualità dell’inclusione nella scuola”. Il fabbisogno supplementare di docenti a regime, quindi a partire dal 2033, è pari a 62 unità equivalenti a tempo pieno.

Nella sua missiva il sindacato allarga poi il compasso, ricordando come il sostegno ai docenti abbia costituito una condizione chiave per la riuscita della sperimentazione. “Appare quindi imprescindibile garantire in partenza in modo strutturale gli sgravi orari, riconoscendo durevolmente a tutti i docenti il maggior carico di lavoro e gli oneri connessi

alla preparazione, alla co-progettazione e all’implementazione del nuovo sistema”. Senza dimenticare, ricorda sempre la Vpod, “che ai docenti serve fornire gli strumenti, i materiali e i supporti necessari per sostenere la codocenza, la differenziazione didattica e la valutazione in classi eterogenee. Da questo punto di vista – scrive ancora Cappelletti – grazie anche alla messa a disposizione di risorse appropriate sul fronte della formazione, l’invito è di assicurare sin d’ora l’impegno a garantire fattivamente l’accompagnamento e l’appoggio a tutto il corpo docente coinvolto”. A chiedere di sbloccare il dossier è stato negli scorsi giorni, presentando il suo ‘Manifesto sulla scuola’, anche il Partito socialista. “Siamo preoccupati per lo stallo della riforma in seno alla Commissione formazione e cultura del Gran Consiglio. Nonostante gli esiti positivi della sperimentazione e il sostegno espresso da famiglie, docenti e direzioni scolastiche, il progetto non ha ancora compiuto i passi necessari per arrivare all’approvazione”, si legge in una nota inviata alla stampa. “Chiediamo quindi che il Messaggio venga finalmente sbloccato e approvato. Il superamento dei livelli è un passo necessario per contrastare selezioni precoci e sproporzionate, ridurre le disuguaglianze e lo stress per le allieve e gli allievi e costruire una scuola più equa e inclusiva”.

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2026-11-04T07:00:00.0000000Z

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