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‘La Città Vecchia va tolta dalla naftalina’

La Pro, che coordina il gruppo di lavoro sulla sperimentazione viaria proposta dal Municipio, reagisce alla ‘frenata’ dei contrari sul rapporto finale

Di Sascha Cellina

Un documento condiviso che rischia di essere un po’ meno condiviso del previsto. Stiamo parlando del rapporto conclusivo del gruppo di lavoro sulla sperimentazione viaria in Città Vecchia, attraverso la quale il Municipio di Locarno vuole provare a eliminare il traffico parassitario dal nucleo storico (sono oltre 6mila i veicoli che percorrono quotidianamente via Borghese, il 70% unicamente di transito). Un documento atteso nelle prossime settimane e frutto appunto degli incontri (cinque quelli svolti nel 2025) della commissione composta dai principali portatori di interesse, ossia la Pro Città Vecchia (ente coordinatore), Municipio, favorevoli, contrari. Questi ultimi però, dopo aver partecipato a tutte le precedenti riunioni, hanno annunciato che non intendono presentarsi all’appuntamento conclusivo di martedì, proprio quello in cui è prevista la stesura di un dossier condiviso che dovrebbe “aiutare” le commissioni del Legislativo locarnese a esprimersi sul tema e infine lo stesso Consiglio comunale a decidere se approvare o meno il messaggio municipale con la richiesta del credito di 140mila franchi per la sperimentazione. Questa, lo ricordiamo, prevede in particolare di chiudere al traffico di transito (quindi non chi vive, lavora o intende fermarsi in Città Vecchia) via Borghese, chiudere parzialmente – a fasce orarie e nei fine settimana – via Cittadella, nonché impedire l’accesso a via delle Monache ai non confinanti.

‘Ancora troppi punti non chiari per un documento condiviso’

“Il confronto è stato utile e ha permesso di far emergere riflessioni e criticità rilevanti sul futuro della Città Vecchia – la premessa del Comitato spontaneo di difesa del futuro del nucleo storico, capitanato dal farmacista Francesco Bevilacqua, in una lettera indirizzata al sindaco e agli altri membri del gruppo di lavoro –. Alla luce di quanto emerso nel dibattito, riteniamo che il messaggio municipale, concepito prima dell’avvio del percorso partecipativo, non riesca più a rappresentare in modo adeguato la direzione e la profondità delle discussioni sviluppatesi”. In particolare, “temi centrali quali l’impatto complessivo delle modifiche urbanistiche in corso e previste in città, l’arredo urbano in Città Vecchia, l’accessibilità per clientela e fornitori durante l’apertura dei negozi, il monitoraggio dei commerci nel corso dell’eventuale periodo di sperimentazione, la reversibilità della stessa e la scelta di non procedere alla pedonalizzazione risultano, a nostro avviso, ancora non sufficientemente chiariti sotto il profilo degli approcci concreti, degli strumenti operativi e degli orizzonti temporali. In questo contesto riteniamo prematuro sottoporre il messaggio al Consiglio comunale senza una visione strategica complessiva per la Città Vecchia”. Da qui appunto la decisione “di non partecipare all’ultimo incontro previsto per la stesura di un atto unico di accordo”, decisione che “non mette in discussione la nostra partecipazione al percorso, ma riflette la constatazione che le posizioni restano distanti”. Quindi l’auspicio dell’elaborazione “di un nuovo messaggio municipale, più coerente con quanto emerso nel percorso partecipativo e realmente orientato al rilancio della Città Vecchia, sia per chi vi risiede sia per chi vi esercita un’attività economica, oggi confrontata con enormi difficoltà concrete”.

‘I piccoli commerci vanno protetti, ma bisogna anche evolvere’

«Siamo rimasti un po’ spaesati da questa comunicazione – afferma Franca Antognini, presidente della Pro Città Vecchia –. Effettivamente ci sono ancora diversi punta da chiarire, come ad esempio la modalità della chiusura di via Cittadella o la questione delle zone di sosta (nell’ambito della variante relativa alla riqualifica del Parco Balli e alla realizzazione dell’autosilo è prevista la soppressione degli oltre 40 parcheggi in superficie del nucleo, ndr), ma era chiaro sin dall’inizio che difficilmente si sarebbe arrivati a una soluzione comune e condivisa da tutti, l’importante era mantenere aperto il dialogo, comprendere le necessità di tutte le parti in causa e tenerne conto nel processo di evoluzione. Perché questo deve essere chiaro, bisogna evolversi, il nostro centro storico è già una bellissima realtà ma si può sempre migliorare, non possiamo tenerlo nella naftalina e marciare sul posto. In questo senso ogni input nell’ambito della definizione di una nuova visione della Città Vecchia va preso in considerazione ed è quello che è stato fatto, in maniera più che egregia e con spirito costruttivo, all’interno del gruppo di lavoro, il cui obiettivo condiviso è quello di valorizzare il centro storico. E questo vuol dire anche preservare, attraverso misure accompagnatorie ben studiate, i piccoli commerci, per i quali la situazione è tutt’altro che idilliaca. Spero quindi che il gruppo dei “contrari” possa ripensarci e partecipare all’incontro di martedì».

Quanto al Municipio, da noi contattato il sindaco Nicola Pini ribadisce la totale apertura al dialogo e rimanda ulteriori commenti a dopo la riunione della prossima settimana, alla quale auspica a sua volta la presenza di tutti. Anche perché, come sottolineato, il credito di 140mila franchi servirebbe proprio ad affinare e organizzare la sperimentazione (lo stesso Esecutivo nel suo messaggio parla di “sviluppo progettuale e implementazione delle opere”) e solo in un secondo momento si passerebbe alla sperimentazione vera e propria, permettendo quindi di considerare le risultanze del gruppo di lavoro.

LOCARNO E VALLI

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2026-01-17T08:00:00.0000000Z

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https://epaper.laregione.ch/article/281612426797864

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