‘Vale sempre la pena metterci la faccia’
L’associazione Amica di Castione valuta positivamente la mozione Gianini a Berna che chiede d’introdurre l’obbligo di conciliare in caso di contestazioni
Di Marino Molinaro
“Metterci la faccia vale davvero la pena. In occasione dei nostri ricorsi l’abbiamo sempre fatto, disponibilissimi a incontrare le controparti per discutere i punti di un progetto che a noi parevano controversi. E i risultati positivi si sono visti e si vedono tutt’oggi”. Firmato Amica, l’Associazione per il miglioramento ambientale di Castione che da quasi vent’anni analizza, seziona e rivolta come un calzino qualsiasi idea riguardi quel fazzoletto di terra stretto fra autostrada, ferrovia, arterie cantonali e comunali. “Non lo facciamo per un malsano gusto di mettere il bastone fra le ruote a privati ed enti pubblici, ma sempre e soltanto per ricercare la soluzione migliore che consideri adeguatamente sia gli interessi privati, sia quelli pubblici e in definitiva quelli della comunità”.
Cosa chiede il deputato Plr
Il comitato di Amica presieduto da Alberto Robustelli commenta così – giudicandola positivamente – la recente mozione presentata dal consigliere nazionale bellinzonese Simone Gianini. “Il Consiglio federale – scrive il deputato Plr – è incaricato di introdurre l’obbligo di svolgere almeno un tentativo di conciliazione, a cui le parti sono tenute a presenziare di persona, pena la decadenza della domanda di costruzione, se non si presenta l’istante, o del gravame, se non si presenta l’opponente, in caso di opposizione o ricorso nell’ambito di una procedura di domanda di costruzione”. L’obiettivo di Gianini è che l’obbligo avvicini le parti e le faccia confrontare sui punti ritenuti da una inaccettabili o in ogni caso migliorabili. Duplice l’obiettivo: ricercare un punto di contatto che favorisca la riflessione comune per sfociare in un chiarimento e, perché no, in una soluzione di compromesso. Evitando così costose lungaggini dovute a ripetuti ricorsi che non di rado finiscono per scatenare rancore, altre incomprensioni e controricorsi.
‘Sempre mostrato grande disponibilità’
“È sempre presente l’idea che si inoltrino opposizioni e ricorsi col solo scopo di allungare l’iter edificatorio”, scrive Amica nella sua presa di posizione inviataci. “Quanto a noi, in tutte le nostre azioni abbiamo proposto dapprima serate informative alla popolazione con lo scopo di spiegare e rispondere alle varie sollecitazioni dei cittadini. In seguito, nei contenuti delle opposizioni abbiamo sempre lasciato aperto uno spiraglio per eventuali contatti con l’istante. Nei ricorsi poi abbiamo sempre mostrato grande disponibilità a spiegare all’autorità giudicante (Municipio, Consiglio di Stato, Tribunale amministrativo cantonale) le nostre preoccupazioni e proposte chiedendo persino sopralluoghi. Tutto ciò è peraltro documentato e accessibile sul nostro sito internet o in formato cartaceo”.
Caso per caso, esempi virtuosi
Seguono otto esempi di progetto che cammin facendo hanno preso una piega migliore grazie a incontri chiarificatori: “L’iter – ripercorre Amica – si è concluso di comune accordo facendo risparmiare tempo e denaro a tutti. Via Cantonale è stata completata dopo che le osservazioni e il progetto, presentati gratuitamente dal nostro membro di comitato Fabrizio Falconi a una delegazione di esperti, sono stati accolti. L’entrata a Castione su via Cantonale garantisce ora un traffico lento e più sicuro per veicoli e pedoni anche dopo la proposta di due comodi marciapiedi rialzati. L’opposizione al progetto Somazzi (ndr: complesso abitativo e amministrativo nel comparto stazione) è stata evasa dopo che le nostre proposte per migliorare l’accesso veicolare, presentate durante i vari incontri con gli architetti e l’istante, sono state accettate dal proprietario. L’opposizione al progetto Nembrini (ndr: altro edificio multifunzionale) è stata evasa dopo diversi incontri con l’istante e i servizi competenti cantonali e comunali che hanno accettato in parte le nostre proposte sui vari divieti da installare per l’accesso (entrata-uscita) su via San Gottardo, disponendo la relativa segnaletica”.
I centri commerciali
E ancora, prosegue Amica: “Il progetto Coop è stato respinto dopo l’opposizione di Amica, ma l’attuale accesso è stato progettato come da noi proposto: l’attuale uscita da Coop permette di svoltare sia a destra che a sinistra dopo le modifiche proposte e accettate. L’eliminazione di due segnali di svolta a destra obbligatori per le uscite da Migros e Lidl sono il frutto di proposte di Amica. Lo spostamento della ciclopista ai lati delle future Officine Ffs è frutto di nostre proposte, dopo un incontro con i responsabili. La prospettata costruzione di un McDonald vis-a-vis Coop è stata osteggiata in partenza spiegando all’architetto responsabile che il Piano regolatore non prevedeva la ristorazione in quella zona: ciò nonostante abbiamo dovuto inoltrare due opposizioni per ottenere ragione. Infine l’opposizione al progetto di copertura del tennis di Castione: dopo colloqui con l’architetto e accordo sul vettore energetico, ha subito un blocco perché Amica ha evidenziato che l’agire del Comune era scorretto non prevedendo il diritto di superficie e il relativo affitto con scadenza; perciò l’iter ha dovuto sottostare alla necessaria decisione del Consiglio comunale prima di ottenere la licenza edilizia”.
Muro contro muro sul comparto scolastico
Nei casi in cui l’opzione colloqui è stata negata, specifica Amica, “l’iter si è protratto per anni a discapito dell’operatività edilizia”. Quello più eclatante riguarda il comparto scuole, infine cassato: “Il progetto è stato bloccato per oltre sette anni e Amica ha infine ottenuto ragione dal Tram che ha confermato la criticità dell’assenza di un valido progetto di viabilità da noi evidenziata”. Altri esempi “dimostrano che qualsiasi autorità o istante che rifiutino qualunque contatto non favoriscono soluzioni concordate, allungano i tempi e sono dispendiose anche finanziariamente sia per il ricorrente che per l’autorità”. In alcuni casi è stata Amica stessa, o suoi singoli membri, a soccombere: “La nostra proposta di implementare un senso unico su vie delle Scuole abbinato a un marciapiede rialzato, per la sicurezza dei molti allievi che vi transitano, non ha riscontrato l’interesse del Comune. L’opposizione di un nostro membro di comitato contro la ciclopista lungo via Retica non ha dato esito positivo nonostante le ragioni legate alla sicurezza fossero evidenti, con la disponibilità a un incontro chiarificatore. Il progetto Focus (ndr: stabile intergenerazionale) non è stato eseguito anche per la messa in discussione delle garanzie finanziarie a suo tempo stanziate ma che non potevano essere pubbliche per una fondazione privata”.
‘Ancora meglio se mediato’
Ci sono invero anche casi che non raggiungono una soluzione di compromesso nonostante i colloqui: “Non hanno trovato attenzione da parte dei servizi statali competenti, dopo un incontro con i direttori responsabili, le nostre proposte di modificare l’accesso alla nuova proprietà Nembrini, da via Stazione, e di elaborare un nuovo piano viario del comparto stazione per facilitare i mezzi pubblici ed eliminare il pericoloso semaforo su via San Gottardo”. A ogni modo, conclude Amica, “metterci la faccia ci sembra un’idea opportuna. Se la partecipazione alla conciliazione è ostacolata da una delle parti, decade la domanda di costruzione oppure l’opposizione. Ben venga quindi il tentativo obbligatorio di conciliazione, meglio ancora se concordato con un mediatore”.
BELLINZONA E VALLI
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