L’A2-A13 slitta al 2055 Cit: ‘Stupiti e preoccupati’
Presa di posizione della Cit sulla decisione di Berna di anteporre il progetto sottocenerino, mettendolo in competizione con quello sul Piano di Magadino
La Commissione intercomunale dei trasporti sulla decisione di Berna di dare priorità al progetto PoLuMe: ‘Non va messo in competizione con quello sul Piano di Magadino’.
La Commissione intercomunale dei trasporti (Cit) del Locarnese e Vallemaggia nella sua riunione plenaria di giovedì sera, ha discusso la strategia Trasporti ’45 presentata settimana scorsa dal Consiglio federale. La stessa Cit – anche alla luce di quanto confermato dallo studio tecnico indipendente del Politecnico federale di Zurigo – esprime all’unanimità “sorpresa e profonda preoccupazione per il declassamento del collegamento autostradale A2-A13, ora pianificato per l’orizzonte 2055 anziché 2045, e trova alquanto discutibile la proposta di metterlo in competizione con il progetto PoLuMe (Potenziamento Lugano Sud-Mendrisio)”.
La Cit, in una nota inviata ai media, reputa infatti “fondamentale realizzare il prima possibile entrambi i progetti per garantire uno sviluppo equilibrato del territorio e rispondere alle esigenze di mobilità di tutta la popolazione cantonale. Il Ticino da anni si ritrova con una rete stradale inadatta a rispondere alle esigenze del territorio; è necessario procedere il prima possibile a risolvere la problematica degli assi autostradali, vettori anche dello sviluppo economico del cantone. La stessa perizia del Poli di Zurigo, che ha definito le priorità per la strategia Trasporti ’45, ha riconosciuto entrambi i progetti come prioritari e da realizzare entro il 2045. Il collegamento A2-A13 è stato infatti valutato come vantaggioso poiché risolve problemi di capacità, riduce la congestione degli insediamenti, migliora la sicurezza e riduce l’impatto paesaggistico e di consumo del territorio, affrontando così una criticità strutturale di lungo periodo”. E ancora: “La condivisione e il supporto al progetto A2-A13 sono ampi e trasversali, coinvolgendo cittadini, enti locali e attori economici. Questo consenso politico, raggiunto dopo anni di lavoro a vari livelli, giustifica pienamente la realizzazione dell’opera, che è richiesta a gran voce da svariati decenni. Il progetto è condiviso anche con i vari attori presenti sul Piano di Magadino, in particolare contadini e associazioni ambientaliste, che lo hanno seguito da vicino e che sono rappresentati nel Gruppo d’accompagnamento politico”. La soluzione scelta è infatti “reputata a basso impatto paesaggistico, trovandosi in galleria per la quasi totalità del percorso, ciò che permetterà di valorizzare l’intero Piano di Magadino e di aumentare la qualità della vita nella regione”. Viene inoltre ricordato che il Locarnese è l’unico agglomerato svizzero senza collegamento autostradale: “Una lacuna infrastrutturale che penalizza in modo importante lo sviluppo economico e la qualità della vita nella nostra regione. Non si tratta quindi di un ampliamento, ma di un completamento della rete nazionale”. La Cit auspica dunque che si possa procedere entro il 2045 alla realizzazione di un progetto atteso dalla regione da più di 60 anni, senza che questo vada a scapito di altre infrastrutture necessarie per il cantone e coerentemente a quanto già stabilito dalla perizia del Poli di Zurigo. “Solo una visione integrata di tutte le opere infrastrutturali del cantone potrà garantire al Ticino una mobilità efficace a lungo termine”.
Infine: “Il fatto che la stessa perizia scientifica del Politecnico abbia riconosciuto l’A2-A13 e il PoLuMe come progetti prioritari dovrebbe evitare che vengano messi in competizione tra loro. Entrambe le opere rispondono a necessità diverse e complementari del territorio ticinese e meritano di essere realizzate secondo le tempistiche previste, senza penalizzare una regione a favore dell’altra”.
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