laRegione

Fortezza, il governo c’è ma frena

Confermati gli 8 milioni per la fase 1A, ma ‘attualmente nessun impegno’ per le altre due

Dal Cantone 8 milioni per la fase realizzativa 1A che ne costerà 18,5. Mentre per l’eventuale e concatenata fase 2, stimata in altri 8-9 milioni prevedendo elementi di rinforzo posticipati per motivi economici, “non vi è per ora alcun impegno finanziario per un cofinanziamento”. La frase sibillina – che potrebbe essere letta come un disimpegno del Cantone nel rilancio completo della Fortezza di Bellinzona – è contenuta in fondo a pagina 3 del messaggio, firmato questa settimana, col quale il Consiglio di Stato chiede al Gran Consiglio di stanziare appunto 8 milioni quale partecipazione 50-50 di una parte della prima fase realizzativa. Ossia 50% il Cantone con 4 milioni propri e 4 attinti dal fondo Swisslos e 50% la Città con 4,5 milioni propri e 3,5 provenienti dal fondo aggregativo di 20 milioni per investimenti strategici stanziato nel 2017 dal Parlamento cantonale. Totale 16 milioni, mentre il Cantone chiederà alla Confederazione i 3 rimanenti necessari a raggiungere quota 19. Cifra questa stanziata dal Consiglio comunale il 9 marzo (ora sottoposta a referendum) corrispondente appunto ai 18,5 per la fase 1A e al mezzo milione necessario a progettare la fase 2 comprendente in particolare Montebello, la sua accessibilità anche per disabili e lo studio di un sistema di risalita meccanizzato per tutti i visitatori dal centro cittadino. Questo il quadro finanziario aggiornato. Che conferma quanto già emerso negli ultimi due anni, ossia la prudenza del CdS nel contribuire agli investimenti regionali, visti i chiari di luna che ammantano le finanze cantonali costantemente in deficit. “Quale ulteriore misura di contenimento dei costi – dettaglia il CdS sempre a pagina 3 – la Città ha inoltre deciso di suddividere la fase 1 in due sottofasi (1A e 1B), che si immagina di concatenare nei loro tempi realizzativi, rinviando quindi la 1B a successive e distinte richieste di credito”. Su questo punto tuttavia il governo non dice se oltre alla fase 2 non assicuri il cofinanziamento della 1B, lasciando intendere che dovrà rifletterci.

Si chiederà un aiuto alla Confederazione

In quanto proprietario di castelli e murate il Consiglio di Stato nel messaggio conferma dunque nero su bianco l’impegno cantonale al rilancio storico, culturale e turistico della Fortezza per ora limitato alla sola fase 1A i cui lavori, stando alla tabella di marcia, dovrebbero concludersi fra tre/quattro anni, referendum permettendo. In tempo insomma per l’eventuale designazione della Turrita quale Capitale culturale svizzera 2030, nella cui candidatura la Fortezza gioca un ruolo centrale. Un impegno, quello cantonale, già dimostrato quattro anni fa co-finanziando per un terzo (580mila franchi) la progettazione della fase 1 pari a complessivi 1,8 milioni, per due terzi pagati dalla Città. Il tutto considerando la valorizzazione della Fortezza come uno degli investimenti strategici, riconosciuti anche dal Governo, per lo sviluppo a medio e lungo termine della nuova Città di Bellinzona aggregata. Nel contempo, come detto, il Cantone si impegnerà comunque a sostenere la richiesta di finanziamenti federali: qualora dovessero superare i 3 milioni, l’eccedenza andrebbe a ridurre l’investimento della Città e il contributo del Cantone in misura paritetica. “La parte Swisslos sarà versata un milione all’anno, considerando l’andamento del progetto”, specifica il governo nel messaggio, mentre “il contributo cantonale potrà venire versato solo dal 2028 in base sia alle dotazioni di piano finanziario 2028-2031, che saranno definite, sia all’andamento del progetto”. Anche qui, prudenza.

‘Porre rimedio alle debolezze’

Ma pure concretezza. Il Consiglio di Stato lo scrive a chiare lettere: “Il progetto di valorizzazione intende porre rimedio alle debolezze dell’attuale offerta contribuendo a far esprimere il pieno potenziale della Fortezza anche quale vettore di sviluppo economico. Oltre ai chiari obiettivi di incremento dell’offerta culturale e all’imprescindibile esigenza di assicurare la corretta conservazione di questo patrimonio monumentale, il progetto di valorizzazione deve pertanto essere letto anche nella sua chiave di promozione economica regionale e cantonale. Il potenziamento dell’offerta espositiva e la sua estensione lungo tutto l’asse della Fortezza (i tre castelli, la cinta muraria e la murata) sono anche l’occasione per trasformare la Fortezza da destinazione di un turismo di giornata ad attrazione in grado di far vivere al visitatore un’esperienza su più giorni. E diventare, da sola, motivo sufficiente per raggiungere come turista il Ticino”. Dicevamo delle debolezze dell’attuale offerta. Scrive il CdS: “L’analisi, basata anche su sondaggi, recensioni e approfondimenti, ha permesso di identificare alcuni elementi di debolezza percepiti oggi dai visitatori e che diminuiscono la capacità della Fortezza di esprimere il suo potenziale d’attrazione e di promozione economica. Questi i punti in sintesi: scarsità di contenuti e di attività collaterali; insufficiente chiarezza sulla distinzione tra aree libere e aree a pagamento e i motivi di tali differenziazioni; mostre criticate per dimensione, qualità e focus (assenza della storia); scarsità di servizi ristorativi in linea con le attese del visitatore; difficoltà di accesso a Montebello e Sasso Corbaro, con trasporti non sufficientemente adattati alle necessità del visitatore; insufficiente segnaletica e informazioni turistiche”.

Cosa si farà nell’immediato

Il progetto condiviso mira a creare un fil rouge che attraversi e connetta l’intero sito Unesco tramite un itinerario guidato. Vi saranno una più chiara definizione degli accessi, dei punti d’accoglienza e informazione, dei controlli e delle casse, nonché percorsi di collegamento tra i vari elementi e spazi. Il ripensamento della fruibilità “è dunque finalizzato a esprimere una visione d’insieme che coinvolga l’intero sistema fortificato in un flusso unitario e organico tra interni ed esterni, mettendo in risalto i diversi aspetti dell’articolata storia del sito”. Nella fase 1A saranno realizzate installazioni volte a migliorare la fruibilità del nuovo percorso, come colonne o ‘personaggi parlanti’ in versione digitale che si rivolgono al visitatore; l’installazione di cannocchiali e punti di osservazione; l’allestimento di un percorso guidato, anche grazie allo sviluppo di un’applicazione multimediale scaricabile. Pure in agenda interventi infrastrutturali per la valorizzazione sia della Murata: oltre alle installazioni lungo il percorso, per il suggestivo spazio interno sarà proposta un’esperienza immersiva e site-specific che tematizza, attraverso luci e suoni, la storia del luogo, le sue funzioni e le persone che l’hanno realizzata o vissuta. Sia di Castel Grande: mediante il restyling della hall, arricchita da inserti di realtà aumentata, il rinnovo completo dell’esposizione permanente, una migliore fruibilità delle installazioni esterne grazie a nuovi camminamenti, nonché la realizzazione temporanea di un servizio di ristorazione all’esterno. Sia del castello di cima: la mostra permanente ‘Osservatorio Sasso Corbaro’ distribuita su tre piani affronterà i temi della costruzione del castello nel suo contesto storico, delle vie di comunicazione in relazione alla Fortezza e ai valichi alpini e del territorio nella sua configurazione politico-strategica nel corso dei secoli.

Infine per Montebello sono previsti unicamente alcuni elementi del fil rouge e un’audioguida per la mostra archeologica. “Per ragioni tecniche ed economiche gli interventi infrastrutturali che interessano questo maniero – anche l’accessibilità per disabili e un sistema di risalita meccanizzato – saranno realizzati in una fase successiva”. Sempre che il Cantone cofinanzi, visto che l’impegno potrebbe risultare troppo oneroso per le sole casse comunali.

PRIMA PAGINA

it-ch

2026-04-25T07:00:00.0000000Z

2026-04-25T07:00:00.0000000Z

https://epaper.laregione.ch/article/281612426994837

Regiopress SA